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29 Aprile 2022.

Accedere a noi stessə

Accedere a noi stessə

29 aprile 2022, h 18:00

Auditorium, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Con Ippolita e Marta Palvarini Moderato da Michele Bertolino

I social media e le interfacce delle piattaforme digitali, che frequentiamo quotidianamente, incoraggiano l’ostinata iper-coerenza narrativa dell’identità digitale. La trasparenza radicale e la profilazione digitale trasformano l’utente in oggetto e reificandolə stimolano un’economia estrattiva (il data profiling) a discapito dellə singolə e della collettività. L’architettura dell’ambiente digitale, simile a un Panottico che garantisce l’introiezione delle norme, organizza una realtà altamente omologata e omologante, interpretata secondo specifiche strategie di gioco e competizione (gamification) in cui lə utenti delegano le proprie scelte, capacità immaginative e desideri a procedure algoritmiche di compensazione – con la promessa di liberarci dalla libertà. Ogni volta che entriamo sul web accediamo a noi stessə. La conversazione di Verso, “Accedere a noi stessə”, invita Ippolita e Marta Palvarini a riflettere criticamente su questi aspetti a partire da prospettive differenti: l’attitudine hands on, la pedagogia hacker e il gioco di ruolo come spazi in cui riconfigurare continuamente il proprio personaggio e discutere di possibili deterritorializzazioni. Se l’identità è incasellata come prodotto, quali sono possibili strategie per trans-formarla? In che modo un’operazione di hackeraggio del sé può avere risvolti collettivi? Si può riprendere possesso dello spazio pubblico a partire da un’affermazione ecologica circa la sopravvivenza del proprio corpo

28 Aprile 2022.

LET’S TALK GUEST: FILO SOTTILE

LET’S TALK GUEST: FILO SOTTILE

giovedì 28 aprile | h. 20.00 – 21.30
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Via Modane 16, Torino

L’evento è gratuito.
Per partecipare all’appuntamento è necessario prenotarsi mandando una mail a biglietteria@fsrr.org

Let’s Talk Guest è un appuntamento nel quale invitiamo ospiti espertə ad approfondire un tema proposto nelle opere in mostra. Per la durata di circa un’ora e mezza, attraversiamo lo spazio espositivo insieme a una mediatrice culturale e poi ci fermiamo ad ascoltare l’espertə.
Durante un Let’s Talk Guest si pongono domande e si parla, partecipando a un’esperienza orientata dal dialogo e dallo scambio di informazioni, punti di vista, opinioni.

Il focus del Let’s Talk Guest condotto da Filo Sottile è Tessiture d’aria.

Dice Emanuele Coccia nel suo La vita delle piante (Il Mulino, 2018) che “l’atmosfera è la somma del respiro del vivente”. Avvertire “qualcosa nell’aria”, in quest’ottica, forse significa percepire l’alito di morte che si insinua, un alone venefico estraneo al consueto avvicendarsi di nascite, decessi, incontri e mutazioni. Si tratta del tentativo in pari misura fallimentare, dannoso, mortifero di imbrigliare il vivente, metterlo a profitto, renderlo produttivo e remunerativo per una ristrettissima minoranza di esemplari di homo sapiens che accaparrano tempo, tempi, spazi, corpi, emozioni, vite.

Filo Sottile cucirà alcune delle opere esposte in un percorso nuovo. Ogni tappa sarà l’occasione per farsi suggestionare, narrare storie, intonare canti, ordire riflessioni, tramare complotti, tessere rivendicazioni. La vita è l’atmosfera che respira, non è al servizio di ricchi e potenti e, parafrasando Joe Strummer, non è scritta da nessuna parte.

Il percorso si snoda sul terreno di Qualcosa nell’aria, la mostra collettiva della Stagione 3 di Verso: un progetto espositivo si esplora la riappropriazione dello spazio pubblico, guardando alle dinamiche collettive e ai temi dell’ecologia politica.

Let’s Talk Guest è un appuntamento per gruppi di quindici giovani dai 15 ai 29 anni. L’ospite dell’episodio 12 della Stagione 3 di Verso è Filo Sottile.

Filomena “Filo” Sottile è una terrona nata a nord-ovest nei tardi anni Settanta. Si definisce punkastorie per connotare in maniera più chiara la forma di teatro-canzone che porta in giro da oltre vent’anni. Ha scritto spettacoli, un romanzo, articoli su piante, viandanze, transfemminismo, questioni No Tav. Nel 2021 per Edizioni Alegre ha pubblicato “Senza titolo di viaggio”, che mescola saggio, autofiction, critica femminista ed epica fantastica. Nel 2020 è uscito per Eris il suo pamphlet “La mostruositrans. Per un’alleanza transfemminista fra le creature mostre”. Ha scritto per Alpinismo Molotov, Carmilla, Giap. Fa la bibliotecaria precaria come lavoro di copertura. Ha un blog: filosottile.noblogs.org.

28 Aprile 2022.

La critica, la divulgazione e l’editoria si costruiscono dal basso

La critica, la divulgazione e l’editoria si costruiscono dal basso.
Realtà e strumenti indipendenti di analisi della società e della cultura contemporanea

28 aprile 2022, h 18:30

in diretta Instagram sul canale di VERSO

con Altremuse, Assembramenti, MoaiPress e Kabul

Moderato da Raytrayen Beakovic Lauria (IG ne.yart.yar)

Teresa Macrì, in Pensiero Discordante, sostiene che il concetto di gusto estetico occidentale si fonda ed è supportato da un pensiero piuttosto intollerante, diffuso da una collettività che fa difficoltà ad accogliere ciò che è diverso dalla proprià idea di normalità. In altre parole, Macrì mostra come spesso chi abita la società contemporanea occidentale fatichi a sviluppare un gusto personale, poiché completamente assorbitə nei prodotti e nelle dinamiche della cultura mainstream. A partire da queste riflessioni, la conversazione di Verso mette in dialogo quattro realtà editoriali e divulgative indipendenti che tramite i social e le piattaforme digitali propongono uno sguardo allargato sulla contemporaneità e le sue discipline, con l’obiettivo di incrinare uno sguardo monolitico e accogliere differenti sfaccettature. Quando e come nasce la volontà di collaborare collettivamente alla costruzione di un nuovo sguardo? Perché i canali social risultano strumenti divulgativi efficaci? L’ampliamento del canone occidentale è questione dibattuta da alcuni decenni, in che modo la critica e l’editoria indipendente possono contribuire a queste riflessioni? Come ci si immagina il futuro dell’editoria, della divulgazione e della critica?

Assembramenti IG @assembramenti_rvst | speak Leonardo Mastromauro IG leonardomastromauro

Assembramenti è un progetto di divulgazione e critica indipendente intorno alla società contemporanea con un’attenzione specifica ai progetti urbanistici e alle pratiche spaziali.

Altremuse

IG @altremuse | speak Sofia Schubert IG sofi_schubert

Altremuse è un progetto di divulgazione e critica indipendente di storia dell’arte, con l’intento di combinare l’approfondimento di alto livello a uno sguardo ironico, intersezionale, queer e glam.

Moai press

IG @moaipress | speak Francesca Melina IG ichbin_okra

MoaiPress è contenitore e divulgatore di informazioni e approfondimenti sull’universo dell’arte nello spazio pubblico in Italia. MoaiPress, acronimo che sta per Mural and Other Art Issues, vuole creare uno spazio di confronto condiviso

KABUL

IG @kabul_magazine

KABUL opera dal 2016 per la promozione della cultura contemporanea in Italia. Insieme a criticз, docentз universitari e operatorз del settore, si occupa di divulgare argomenti e ricerche centrali nell’attuale dibattito artistico e culturale internazionale. KABUL è tentacolare: una rivista di arti e culture contemporanee (KABUL magazine), una casa editrice indipendente (KABUL editions), un archivio digitale gratuito di traduzioni (KABUL digital library), un’associazione culturale no profit (KABUL projects).

21 Aprile 2022.

Bazar Express: viaggio nei mercati del Medioriente

Verso#3 “Qualcosa nell’aria” | Let’s Talk

Guest: Sherif El Sebaie

Bazar Express: viaggio nei mercati del Medioriente

Giovedì 21 aprile 2022 | h. 18.00 – 19.30

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo | via Modane 16, Torino

Il racconto di Sherif El Sebaie prende spunto da una delle opere esposte in “Qualcosa nell’aria”, la mostra della terza stagione del programma Verso. “Ali Baba Express: Episode 5” dell’arista marocchina Ghita Skali mette in luce un’economia di trasporto di beni di prima necessità non convenzionale che collega il Marocco alle principali città in Europa. Un circuito al di fuori dei sistemi di controllo del traffico commerciale di scambio e transazione di prodotti locali – come tè, marmellata e carne secca – che si costruisce attraverso uno scambio informale di numeri di telefono e passaparola tra corrieri e venditori parte della diaspora marocchina. Prendendo spunto da questo lavoro, Sherif El Sebaie indagherà sulla realtà dei bazar, simbolo dei fiorenti commerci e della vita economica, sociale e culturale delle più importanti città mediorientali. A differenza delle città europee, infatti, quelle arabe, persiane e ottomane hanno sempre localizzato ogni tipo di attività commerciale all’interno del cosiddetto bazar o suq: un’area delimitata che – assieme alla moschea e al palazzo reale – ha sempre svolto una funzione non solo economica, ma anche politica. Suoni, rumori, odori e colori: Sherif El Sebaie accompagnerà il pubblico del Let’s talk in un viaggio dei sensi attraverso un mondo il cui fascino è rimasto immutato dal Medioevo, e che affonda le sue radici nel’epoca delle fortezze e dei caravanserragli, lungo le rotte carovaniere, ma che ha avuto un ruolo importante anche nei sommovimenti politici come la Rivoluzione Iraniana del 79 e le Primavere Arabe.

Sherif El Sebaie

Nato al Cairo, di origini greco-egiziane e naturalizzato italiano. Esperto di diplomazia culturale, rapporti euro-mediterranei e transatlantici. Ha ricoperto numerosi incarichi fra cui quello di consigliere di amministrazione dell’Ufficio Pio della Compagnia di San Paolo e consulente scientifico in fase di allestimento museale della Galleria dei Paesi Islamici dell’Asia del MAO-Museo d’Arte Orientale di Torino. Opinionista radiofonico e televisivo, collabora con diverse testate giornalistiche nazionali. Nel 2008 è invitato a partecipare all’International Visitor Leadership Program”, il programma di scambi per leader internazionali del Dipartimento di Stato USA. Nel 2017, viene scelto come Marshall Memorial Fellow del German Marshall Fund, influente think tank con base a Washington. Nel 2015 è stato selezionato dall’Università della Virginia come uno dei 10 Fellow del Simposio Internazionale di Arte Islamica di Doha, il più prestigioso appuntamento per gli studiosi della materia.

Let’s Talk Guest

È un appuntamento per gruppi di 15 giovani dai 15 ai 29 anni, nel quale invitiamo ospiti espertə ad approfondire un tema proposto nelle opere in mostra. Per la durata di circa un’ora e mezza, si attraversa lo spazio espositivo insieme a una mediatrice culturale e poi ci si ferma ad ascoltare l’esperto, si pongono domande si parla, partecipando a un’esperienza orientata dal dialogo e dallo scambio di informazioni, punti di vista, opinioni.

Per partecipare è necessario prenotare inviando una mail a biglietteria@fsrr.org con oggetto “Let’s Talk Guest”. Nel corpo della mail occorre specificare i dati di tutte le persone per cui si sta effettuando la prenotazione.

13 Aprile 2022.

Come apparteniamo?

Come apparteniamo?

13 aprile 2022, h 17:00

all’interno della mostra Qualcosa nell’aria

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, via Modane 16, Torino

Espérance Hakuzwimana

intervistata dallə studentə della III M Linguistico del Liceo Gioberti di Torino e della III H e V del Liceo Newton di Chivasso

Moderato da Michele Bertolino

Appartenere è un senso.
Appartenere è un bisogno necessario per sapersi, riconoscersi, presentarsi e amarsi.
Appartenere è una condizione per essere vivi.
Appartenere in questo paese, però, è spesso un lusso.

(Espérance Hakuzwimana Ripanti)

Come apparteniamo a un paese? Occorre avere accesso agli stessi doveri e diritti? Condividere le medesime regole? O ancora, apparteniamo là dove abbiamo incontrato persone che ci assomigliano? Quando insieme immaginiamo un mondo, riconoscendoci, presentandoci, amandoci? Nel dibattito pubblico, l’accesso alla cittadinanza fa spesso rima con discussioni circa la provenienza, i movimenti di migrazione, mettendo al centro l’idea di nazione. Ancora, come apparteniamo a un gruppo o una classe? Le dinamiche dell’appartenenza combinano le questioni razziali, generazionali e di genere, mostrando le attitudini escludenti dei gruppi maggioritari. Incidono sulla scrittura delle storie personali, marcando la costruzione della propria identità. Contro-narrazioni e capovolgimenti possono essere utili strategie per trovare delle risposte differenti: come possiamo provenire da una nazione? Può un essere umano derivare da un concetto? – secondo le parole della scrittrice e fotografa Taiye Selasi.

Durante l’intervista, condotta da due classi di scuole superiori, Espérance Hakuzwimana Ripanti affronterà questi temi a partire dalle suggestioni e questioni sollevate dallə studentə.

Espérance Hakuzwimana è scrittrice, attivista culturale. Nel 2019 pubblica il testo “E poi basta – Manifesto di una donna nera italiana” (people) e il racconto ‘Lamiere’ nell’antologia “Future – il domani narrato dalle voci di oggi” (effequ). Vive a Torino, tiene laboratori sull’identità, sull’adozione internazionale e sul razzismo, nel 2022 uscirà il suo primo romanzo.

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