Progetti

Progetti

Premio Stellare

Progetti

Premio Stellare

StellaRe è il nome del Premio che dal 2006 la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo assegna a donne che con il loro lavoro, il loro impegno e le loro idee, hanno tracciato nuovi sentieri nei campi più diversi del sapere, con una particolare attenzione alle più complesse strategie culturali, politiche, economiche e scientifiche che articolano la società contemporanea. Il Premio StellaRe è un anello disegnato e realizzato dall’artista Maurizio Cattelan, un anello di fidanzamento nella sua immagine più classica, ma in versione gigante, di cinque centimetri di diametro, e in edizione unica. Un brillante luminoso come la stella simbolo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. “Il Premio vuole rendere omaggio alle donne che hanno generato idee, portato innovazione e rivoluzionato il modo di guardare e leggere la realtà” afferma Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente della Fondazione. Il Premio StellaRe è stato conferito nel 2006 a Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia, per la strategia comunicativa di forte impatto e innovazione; nel 2007 al Ministro dell’Economia e della Pianificazione degli Emirati Arabi Uniti, H.E. Sheikha Lubna Al Qasimi, prima donna a ricoprire una carica di governo nel suo Paese; nel 2009 a Lisa Phillips per la sua dedizione all’arte e la cultura contemporanea, la sua notevole carriera come curatrice a livello internazionale e come direttore del New Museum a New York, e a Kazuyo Sejima per il suo modo tutto nuovo di concepire l’architettura rispetto ai canoni tradizionali; nel 2011 al Premio Nobel Elizabeth Blackburn, ricercatrice in biologia molecolare, per una scoperta di utilità universale per tutte le malattie legate all’invecchiamento tra cui anche il cancro; nel 2014 alla fisica Fabiola Gianotti per le sue scoperte in ambito scientifico; nel 2015 alla Sheikha Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al-Thani, presidente dei Musei del Qatar, per il suo impegno filantropico a favore dei più giovani; nel 2016 ad Allegra Agnelli, per il suo importante lavoro a sostegno della ricerca contro il cancro in qualità di Fondatrice e Presidente della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro – ONLUS, nel 2017 a Lidia Bastianich (chef e ambasciatrice della cucina italiana nel mondo) and nel 2018 a Cherie Blair (fondatrice della Cherie Blair Foundation for Women).

Per assegnare il Premio StellaRe nel 2006 è nato il Circolo StellaRe: un gruppo di donne che Patrizia Sandretto Re Rebaudengo ha riunito per lavorare a un progetto ambizioso dedicato alle donne, alla loro identità, al loro ruolo e al loro valore in questo nuovo millennio. Il brillante del Premio StellaRe unisce la vincitrice del Premio al Circolo.

Oltre a Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, fanno parte del Circolo: Allegra Agnelli (vincitrice 2016), Lidia Bastianich (vincitrice 2017), Elizabeth Blackburn (vincitrice nel 2011), Cherie Blair (vincitrice 2018), Franca Coin, Anne-Marie de Weck, Umberta Gnutti Beretta, Fabiola Gianotti (vincitrice 2013), Paola Manfrin, Alessandra Pasqualini Burke, Giulia Puri, Franca Sozzani (vincitrice nel 2006), Warly Tomei, Francesca Tronchetti Provera, H.E. Sheikha Lubna Al Qasimi (vincitrice nel 2007), Lisa Philips e Kazuyo Sejima (vincitrici nel 2009).

Progetti

Art Collab

Progetti

Art Collab

Dalla collaborazione tra il celebre shoe designer inglese Nicholas Kirkwood e l’artista canadese Paul Kneale, nasce un’edizione limitata di tre scarpe.
Il progetto fa parte di una nuova iniziativa della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo chiamata ArtColLab, grazie alla quale giovani artisti avranno la possibilità di lavorare con celebri figure del mondo della moda, del design e della cucina, per creare sorprendenti pezzi unici. Il ricavato delle vendite sarà utilizzato per dare sostegno ai giovani artisti, presentando le loro opere alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, e per consolidare l’impegno verso un sempre più ampio accesso all’arte contemporanea da parte di tutti i pubblici, da sempre uno degli obbiettivi principali della Fondazione.
Le scarpe sono una variante della caratteristica forma creata da Nicholas Kirkwood, la BEYA: appuntite, con il tacco geometrico arricchito da dettagli in metallo e due punti inclinati su ogni lato della tomaia. La sostenibilità è al centro del progetto: tutti gli elementi sono prodotti con materiali biodegradabili, riciclati o eco-friendly. Realizzate a mano in una piccola azienda italiana a conduzione famigliare, queste scarpe rappresentano al meglio il concetto di classico revisitato, che unisce la più alta tradizione artigiana con il design contemporaneo.

Per ora si possono acquistare al Nicholas Kirkwood flagship store a Londra, nel bookshop della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino.