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Febbraio

23.

Let’s Read. Percorsi di visita e lettura in mostra

Let’s Read. Percorsi di visita e lettura in mostra
23 febbraio 2023 | h. 20.30-22.00
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Via Modane 16, Torino

Let’s Read è un percorso di visita e lettura negli spazi delle mostre dove le opere non costituiscono semplici cornici, ma diventano una vera e propria fonte di ispirazione per un gruppo di lettura.

Il prossimo appuntamento si terrà nell’ambito di Air Pressure (A diary of the sky) una videoinstallazione immersiva dell’artista Lawrence Abu Hamdan (Libano, 1985), assegnatario della terza edizione di Future Fields Commission in Time-Based Media. In sala, circondati da suoni e immagini dello spazio aereo libanese quotidianamente oppresso da una condizione di intenso rumore e inquinamento acustico, inviteremo i partecipanti alla lettura del romanzo Anima (2012) dello scrittore e drammaturgo libanese Wajdi Mouawad. Il romanzo dai toni noir vede il protagonista spostarsi dalle gelide riserve del Québec fino in Libano, un viaggio nel Nord America e dentro di sé alla ricerca delle proprie radici.

Let’s Read è un’occasione per condividere pagine di letteratura e arte, pensare collettivamente, discutere, esprimere idee ed emozioni utilizzando i diversi strumenti e linguaggi della contemporaneità. L’attività è aperta a tuttə e gratuita, la partecipazione non è vincolata ad entrambi gli appuntamenti. Prenotazione obbligatoria inviando una mail a biglietteria@fsrr.org con oggetto “Let’s Read”.

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28 Gennaio 2023.

L’amavo troppo e le ho sparato | Workshop aperto a tuttə

Ore 16.30

L’amavo troppo e le ho sparato è un progetto ideato da Irene Pittatore e Isabelle Demangeat, che porterà alla realizzazione di un quaderno d’artista interattivo e transmediale, utile a favorire il riconoscimento delle radici culturali della violenza di genere e delle sue manifestazioni, per imparare a contrastarle. 

Un primo passo verso la creazione di questo quaderno è il workshop che si terrà sabato 28 gennaio 2023, aperto alla partecipazione di tuttə. 

Il workshop ospiterà un focus group costituito da donne che hanno subito abusi, espertə in arte, antropologia, sociologia, psicologia, medicina, diritto internazionale, per la messa a punto dei contenuti di L’amavo troppo e le ho sparato. 

Inoltre, l’incontro offrirà al pubblico la possibilità di confrontarsi con alcuni importanti contenuti storici del progetto: stralci d’archivio internazionali tratti da processi per femminicidio e articoli di giornale a partire dal 1847. Questi stralci, stampati con un carattere tipografico a punto croce su grandi tessuti, costituiranno la base di lavoro per un ricamo collettivo, volto a rendere evidente l’attualità e la diffusione dell’esperienza quotidiana della violenza di genere e dare vita a un’azione corale di consapevolezza, solidarietà e lotta a paradigmi culturali iniqui e patriarcali. 

Per approfondimenti sul progetto: https://www.eppela.com/lamavotroppo 

Sabato 28 gennaio 2023, dalle 16,30 alle 19
L’amavo troppo e le ho sparato
un workshop dell’artista Irene Pittatore
in collaborazione con la formatrice Isabelle Demangeat, la curatrice Tea Taramino e lo staff di progetto
La partecipazione è gratuita, la prenotazione è obbligatoria.
Per informazioni e iscrizioni: accessibilita@fsrr.org
 

25 Gennaio 2023.

Bello, sembra un quadro. Controstoria dell’arte di Francesco Bonami

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, il 25 gennaio, alle 18.30, presenta il libro “Bello, sembra un quadro. Controstoria dell’arte” (Feltrinelli) di Francesco Bonami. L’autore dialogherà con Luca Beatrice.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Si consiglia la prenotazione mandando una mail a rsvp@fsrr.org

La pittura, dall’inizio del Novecento, è sempre stata in pericolo di essere ammazzata ma alla fine non c’è mai riuscito nessuno. Francesco Bonami, critico e curatore di fama internazionale, ci delinea un racconto esilarante dell’ossessione della pittura, dalla Mesopotamia agli artisti concettuali.

Perché stimati professionisti, cantanti famosi in tutto il mondo, attori considerati simili a dèi, designer di moda, musicisti
che riempiono sale di concerto, politici che hanno in mano le sorti di intere nazioni, perché decidono di prendere in mano
un pennello nel tentativo, molto spesso fallimentare, di diventare pittori? Perché anche lo street artist più famoso del
mondo, Banksy, alla fine non resiste a rimanere per strada e si mette davanti a una tela come qualsiasi artista
convenzionale? Perché anche un videoartista come Bill Viola che fa fare la fila ogni volta che c’è una sua mostra alla
fine vorrebbe essere un pittore? Questo libro è un viaggio dentro l’irresistibile desiderio di fare un quadro e l’insostituibile
spazio che è un quadro. Cosa c’è di tanto rassicurante in pochi centimetri di tela bianca e cosa c’è di così magnetico da
attrarre milioni di individui a sbizzarrirsi nel creare inguardabili schifezze e, raramente, incredibili capolavori?
Con i nuovi universi virtuali, digitali e immaginari che ormai fanno parte della realtà, oggi l’ansia non ce la dà più il tramonto
alle spalle del Ponte Vecchio a Firenze ma il video manipolato su YouTube o su Instagram. E da questo abisso inimmaginabile
di artificialità ci proteggiamo rifugiandoci nell’artificialità conosciuta e classica della pittura, che a confronto con le
creazioni digitali è familiare come la minestra della nonna o il salotto con i centrini sulle poltrone delle vecchie zie. Così,
davanti a immagini che non riusciamo a domare e incasellare dentro la nostra testa, l’unica esclamazione che ci può
salvare è: “Bello, sembra un quadro”.

22 Gennaio 2023.

Capsule del Tempo | Laboratorio per famiglie

Che cos’è il tempo? Dove si mostra o si nasconde nelle opere della mostra Backwards Ahead ? Che rapporto c’è tra passato, presente e futuro? Come immaginiamo il 2023? E il 2050?

In laboratorio costruiremo delle capsule del tempo, per raccogliere ricordi e eventi importanti da riscoprire nel futuro. Decideremo cosa vogliamo conservare: il ricordo di un momento speciale, un’immagine, un oggetto, una fotografia, un nome, una parola, una canzone. Personalizzeremo la nostra capsula e la sigilleremo. La chiusura è un vero e proprio rituale, una piccola cerimonia. Infine, scriveremo sulla capsula del tempo la data di chiusura e quella di apertura, ma attenzione! Non si può riaprire la capsula del tempo prima del giorno deciso insieme. Resistere alla tentazione di aprirla non sarà facile, ma l’attesa e la pazienza fanno parte del gioco!

Informazioni
Quando: domenica 22 gennaio dalle 16.30 alle 18.30.
Costo: 5 euro a bambinə, gratuito per un massimo di due adulti che accompagnano e per chi possiede la tessera Abbonamento Torino Musei.
Attività dedicata a famiglie con bambinə dai 4 ai 12 anni.

Prenotazioni
Per prenotare dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 18.00 telefonare a 011-3797631 o scrivere a dip.educativo@fsrr.org, mentre il sabato e la domenica, dalle 12.00 alle 19.00 sono attivi il numero 011-3797624 e la mail biglietteria@fsrr.org.

12 Gennaio 2023.

“Eredi Boggiano” di Cristiano Berti

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, il 12 gennaio 2023, alle 18, presenta il libro Eredi Boggiano di Cristiano Berti, edito da Quodlibet e vincitore dell’Italian Council (X edizione, 2021). L’autore dialogherà con la critica d’arte Gabi Scardi.

Eredi Boggiano (Quodlibet, 2022) è un libro d’artista privo di immagini, concepito da Cristiano Berti, assieme a un’installazione e a un video, all’interno del progetto Cicli futili Boggiano. Al centro della storia sono le conseguenze dell’arrivo a Cuba del savonese Antonio Boggiano, sbarcato sull’isola alla fine del XVIII secolo e nel tempo divenuto proprietario di schiavi.
Secondo il diritto consuetudinario vigente nelle colonie spagnole, alla persona fatta schiava veniva automaticamente dato il cognome del padrone. Il libro, dopo aver ricostruito la biografia di questo antico emigrante, rivolge l’attenzione ai suoi molti schiavi e alle loro discendenze, ossia alla sua sorprendente e conturbante eredità cubana.
L’incontro metterà in luce, e in discussione, i presupposti e le scelte compiute dall’autore nel concepire questo lavoro ibrido, che congiunge ricerca storica e arte visiva.

Progetto sostenuto dall’Italian Council (2021), Direzione Generale Creatività Contemporanea, Ministero della Cultura
coordinamento Altroquale partner Abamc edizioni Quodlibet comunicazione Culturalia

La struttura del libro è data da dodici capitoli seguiti da un’ampia sezione di fonti documentarie. Chiude il libro la conversazione con il critico d’arte e autore Seph Rodney, sull’arte e la rappresentazione e memoria della schiavitù di cui citiamo un passaggio: “La questione al centro di questo libro e del progetto artistico nel suo complesso è cosa fare di ciò che abbiamo ricevuto, sia che stiamo occupandoci del gruppo dei Boggiano, di te scrittore e interprete di una determinata storia, di un certo giallo storico e della cultura italiana che fa da cornice al suo mistero, e di me, erede di un ambiguo e disturbante lascito caraibico. (…) Tu hai cercato nel mistero dei Boggiano il materiale per un più ampio discorso su cosa siano i Caraibi. Trovo prezioso che tu abbia rivelato questa segreta storia di imprenditorialità, viaggi, sfruttamento, schiavismo, ambizione, mescolanza di etnie e culture, inesausta ricerca di auto-determinazione. Ti sei chiesto cosa farne, e hai risposto da ricercatore desideroso di dare alla storia una forma leggibile e comprensibile per il pubblico. E ti sei chiesto cosa farne come artista, districando fili nascosti e curiosi della storia dei Boggiano per vederli caricarsi di significato sul piano di una azione creativa. Hai detto: “l’arte è dare un senso alle cose, all’esistenza, attraverso ciò che non serve”.

Cristiano Berti (Torino, 1967) è un artista visivo; vive e lavora a Jesi. Adopera principalmente i medium della fotografia, del video e dell’installazione. Tra le personali: Uqbar, Berlino (2017); Villa Croce Museo d’Arte Contemporanea, Genova (2015); Alert Studio, Bucarest (2014); Mole Vanvitelliana, Ancona (2012); P74 Center, Lubiana, Slovenia (2010); Stanica, Zilina, Slovacchia (2008); Carbone.to, Torino (2006, 2003, 2000). Tra le collettive: Paridad Jojaha (3a Bienal Intern. de Asunción, 2020); Récits des Bords de l’Eau (4me Biennale Intern. de
Casablanca, 2018); Black Disguises (Museum of Modern and Contemporary Art, Rijeka, 2017); Residual (New Art Exchange, Nottingham, 2015); Overlapping Biennial (5th Biennial of Young Artists, Bucarest, 2012); Roma-Sinti-Kale-Manush (Autograph ABP, Londra, 2012); Da Guarene all’Etna (Fond. Sandretto Re Rebaudengo, Guarene, 2009); Artist-Citizen (49th October Salon, Belgrado, 2008); Speaking Volumes (Holter Museum of Art, Helena, US, 2008); Sexwork (NGBK, Berlino, 2006); BIG 2002, 2.a Biennale Internazionale di Torino (2002). Insegna all’Accademia di Belle Arti di Macerata.

08 Gennaio 2023.

Let’s Talk. Percorsi di visita in mostra

Let’s Talk. Percorsi di visita in mostra
Sabato 7 gennaio 2023

Le mediatrici culturali d’arte della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo propongono una serie di appuntamenti aperti a tuttə, pensati per piccoli gruppi di visitatorə. Sarà possibile visitare insieme lo spazio espositivo, approfondire i temi della mostra e la ricerca dell’artista, condividendo un’esperienza caratterizzata dal consueto approccio dialogato della mediazione.
I Let’s Talk sono ideati e condotti nell’ambito della mostra personale Air Pressure (A diary of the sky) dell’artista libanese Lawrence Abu Hamdan, la collettiva Backwards Ahead con opere della Collezione, la personale Eyelids, Towards Evening di Victor Man e Liquid Transfers dell’artista portoghese Diana Policarpo.

Tutti gli incontri iniziano alle ore 16.00 e durano circa un’ora e mezza.

La partecipazione è gratuita con il biglietto mostra, si consiglia la prenotazione al numero 0113797631 oppure scrivendo a biglietteria@fsrr.org con oggetto “Let’s Talk”.

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