The Institute of Things to Come

16 aprile 2017

Bedwyr Williams | Kapwani Kiwanga | Alicia Framis | Louise Hervé & Chloé Maillet

a cura di
Ludovica Carbotta & Valerio Del Baglivo

7 febbraio – 15 ottobre 2017

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

www.theinstituteofthingstocome.com

The Institute of Things to Come

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta The Institute of Things to Come, un centro di ricerca temporaneo sul futuro che da Febbraio a settembre 2017 proporrà un ciclo di quattro mostre personali collegate a un programma di formazione. The Institute of Things to Come è realizzato con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando ORA! Linguaggi contemporanei produzioni innovative.

Il progetto prende ispirazione dal celebre romanzo di H. G. Wells, The Shape of Things to Come, in cui l’autore narra la storia del mondo dal 1933, anno di pubblicazione del libro, fino al 2106, trasformando la visione sul futuro in una fittizia cronaca storica. Da queste premesse e prendendo in esame il concetto di “finzione come critica”, l’obiettivo di The Institute of Things to Come è quello di interrogare il modo in cui proiettiamo in avanti i nostri desideri, le nostre paure e aspettative, allenandoci a condizioni esistenziali sconosciute, e immaginando alternative a ciò che esiste.

The Institute of Things to Come ha invitato gli artisti Bedwyr Williams, Kapwani Kiwanga, Alicia Framis e Louise Hervé & Chloé Maillet a presentare un lavoro che prefigura e indaga possibili scenari futuri, articolando una stagione composta di quattro mostre personali. Attingendo a tecniche e metodologie proprie del cinema sci-fi, della performance e del pensiero scientifico-accademico, racconti di scenari apocalittici, identità mutevoli, mondi sottomarini e sistemi politici inventati, si sovrappongono a realtà familiari, teorie scientifiche ben note e verità storiche, fino a influenzarle o a renderle precarie. Parallelamente all’attività espositiva, ogni artista conduce un workshop in collaborazione con un guest, un altro artista o uno specialista, che legittima gli scenari di finzione proposti nei lavori, per considerarli come basi di discussione reale su circostanze potenziali.

Il programma educativo di The Institute of Things to Come è dedicato a dodici studenti (artisti, curatori, ricercatori, scrittori, etc) italiani e stranieri, selezionati attraverso un bando aperto. Saranno disponibili tre borse di studio a copertura del costo del corso e dell’ospitalità, che saranno assegnate sulla base di criteri di merito. Per maggiori informazioni sul programma di mostre, sui singoli corsi e su come applicare, visitare il sito theinstituteofthingstocome.com. Il bando è aperto fino al 15 Dicembre 2016.

9/02-26/03/2017

Bedwyr Williams – Echt
Workshop 7 –10 Febbraio 2017
Opening Giovedì 9 Febbraio 2017

L’interesse principale di Bedwyr William si fonda sull’immaginazione di scenari catastrofici e sugli effetti che essi hanno sulla vita quotidiana delle persone. Le sue performance, film e installazioni trattano spesso di un futuro distopico, nel quale gravi problematiche sono minimizzate da momenti di umorismo assurdo o da osservazioni banali. Per la sua mostra personale a Torino, Williams presenta Echt, un’installazione filmica ambientata in un futuro prossimo nel quale le istituzioni britanniche e i sistemi di governo sono crollati e il regime in corso è caratterizzato da un sistema feudale accelerato. In questo nuovo mondo lo status sociale si basa sul consumo smisurato ed il potere è detenuto da figure di accumulatori compulsivi.

Il workshop di Bedwyr Williams, condotto in collaborazione con l’artista Tai Shani, intende esplorare le rappresentazioni della malvagità umana. Attraverso la performance e il mezzo filmico, i partecipanti lavoreranno alla realizzazione di un film, che attinge a una sensazione di vergogna esperita nel passato per proiettare nel futuro una versione demoniaca ed emancipata del sé, utilizzando la città di Torino come sfondo per la costruzione di un malevolo autoritratto.

13/04-14/05/2017
Kapwani Kiwanga – Afrogalactica
Workshop 11 –14 Aprile 2017
Opening Giovedì 13 Aprile 2017

La ricerca antropologica è al centro del lavoro di Kapwani Kiwanga che spesso combina fatti storici a dati di finzione. Utilizzando il video, il suono e la performance, Kiwanga realizza lavori di ricerca che rivisitano il passato, crea nuove storie da prospettive soggettive, storytelling, fantascienza e cultura popolare. Nella sua pratica artistica utilizza diversi approcci, tra i quali l’impersonificazione di soggetti diversi. In Afrogalactica, progetto suddiviso in tre parti (2011-in corso), l’artista ha inventato il personaggio di un antropologo proveniente dal futuro, uno studioso che si muove attraverso aree di conoscenza riguardanti l’Afrofuturismo, i movimenti storici di liberazione e l’astronomia africana. Partendo dallo sviluppo dell’Agenzia Spaziale Africana, Kiwanga utilizza la fantascienza per fare proiezioni e ipotesi sul futuro e recupera gli archivi della cultura popolare per ricostruire il passato. Per The Institute of Things to Come, Kiwanga conduce un workshop in collaborazione con la scrittrice e curatrice Mirene Arsanios, che raccoglie ed esplora le posizioni, presenti e passate, espresse sul tema dello sviluppo tecnologico in rapporto alla società e alla cultura, con particolare riguardo verso le produzioni culturali spesso trascurate nel discorso intorno al futuro.

22/06-30/07/2017
Alex Cecchetti – Cetaceans
Workshop 19-21 Giugno 2017
Opening Mercoledì 22 Giugno 2017

Per il terzo capitolo di The Institute, dal 22 giugno al 31 luglio, l’artista Alex Cecchetti espone Cetaceans, un concerto polifonico per voce, armonica di vetro e waterphone, che indaga come sogni, capogiri, salti temporali e sogni lucidi siano stati percettivi nei quali si genera una diversa forma d’interazione tra le persone.
Riflettendo su possibili strategie di comunicazione futura che non includano l’utilizzo del linguaggio parlato, Cetaceans è un’installazione immersiva che stimola l’orecchio dei partecipanti con l’impiego di varie sorgenti sonore.
La partizione musicale è una composizione ibrida in cui la notazione musicale, le poesie e gli schemi delle voci di balena sono stati organizzati e mischiati per comporre un brano. Un coro di cantanti riproduce il suono delle balene mescolando queste voci non umane con la musica, le poesie e le riflessioni di Alex Cecchetti. Immerso in una sensazione di annebbiamento, lo spettatore è invitato a raggiungere uno stato di dormiveglia, nel quale il concerto è parzialmente esperito nei propri sogni.

14/09-15/10/2017
Louise Hervé & Chloé Maillet – The Waterway
Workshop 12 –15 Settembre 2017
Opening Giovedì 14 Settembre 2017

Il duo Louise Hervé & Chloé Maillet si interessa di archeologia amatoriale e fantascienza. Tessendo insieme fatti storici, dati autobiografici, estratti da film e libri di fantascienza, il duo costituisce narrazioni e storie, che amalgamano insieme coincidenze del passato e predizioni sul futuro. Il loro film, The Waterway, unisce archeologia marina, talassoterapia, civiltà dimenticate, la questione dell’immortalità e della post-umanità, offrendo una visione contemporanea e poetica su una storia di fantasia acquatica. Il film è costruito attorno a tre racconti, con l’obiettivo di identificare e documentare l’immaginario legato alla materia dell’acqua come oggetto e fonte di conservazione del corpo. Louise Hervé & Chloé Maillet conducono il workshop in collaborazione con un etologo marino: ispirato dal film di Sergio Martino L’isola degli uomini pesce, il workshop esplora l’archeologia subacquea e l’immaginario della vita eterna nel mondo sottomarino, in rapporto alla realtà dei conflitti tra mondo umano e non umano nel Mediterraneo.

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