La montagna incantata 

30 gennaio 2003 – 8 febbraio 2003

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

A cura di Ilaria Bonacossa

 

Da sempre l’imponenza della montagna ha ispirato agli esseri umani un senso di magia, un’alchimia legata a come la natura ne trasforma radicalmente l’aspetto; dal manto bianco di silenzio ad un mondo verde di fiori e animali. La storia è costellata di artisti che hanno scelto la montagna come luogo in cui dar libero sfogo all’immaginazione. La montagna diventa quindi metafora dei desideri a cui tutti aneliamo, spazio in cui i valori della fantasia vengono preservati. Per questo motivo molti artisti contemporanei hanno cercato attraverso l’immagine della montagna di rappresentare un bisogno di sogni che la città contemporanea ha represso e soffocato. L’immagine della montagna si pone quindi agli antipodi con il funzionalismo urbano.
Zona di confine, la montagna è, oltre ad un luogo fisico, un luogo simbolico e per questo ha catalizzato l’immaginario di generazioni di individui. Torino, posta ai piedi delle Alpi e sede delle Olimpiadi Invernali del 2006, diventa la sede ideale per una mostra sul tema della montagna. La montagna incantata intende suggerire possibili altri modi in cui vengono percepite le montagne nel XXI secolo, mostrando come ancora oggi la montagna resti non solo meta di turismo sportivo ma anche luogo di magia.
La ricerca non è limitata all’Italia o all’Europa, ma è estesa al resto del mondo. Da nord a sud, da est a ovest, la montagna è il luogo della mitologia, dei racconti incantati; riveste un importante ruolo nella trasmissione delle tradizioni culturali e religiose.
È come se l’isolamento montano fosse all’origine della sopravvivenza di un universo incantato lontano dalla frenesia urbana che emula la distanza che esiste tra il mondo fantastico degli artisti e quello della produttività e del consumismo.
L’arte diventa quindi il modo migliore per l’uomo moderno di riappropriarsi di una natura fantastica. La montagna incantataindaga il rapporto degli abitanti della città con la montagna.
Per coloro che non sono originari di un luogo montuoso, la montagna non è un elemento soltanto naturale, ma è, al contrario, un fattore disorientante, un luogo diverso.
La montagna è un tema talmente ricco di sfumature magiche e incantate ed è stato il soggetto delle opere di numerosi artisti che ne hanno evidenziato alcune importanti caratteristiche. La mostraLa montagna incantata, un progetto curato da Ilaria Bonacossa, che riunisce più di venti artisti alcuni più affermati come Anish Kapoor, Walter Niedermayer, Roni Horn e altri più giovani come Philippe Parreno, Catherine Opie o Sara Ciracì rifletterà su aspetti particolari della montagna come il potere ipnotico del bianco e del silenzio e la percezione alterata degli elementi naturali. Attraverso i lavori degli artisti verranno messi in discussione stereotipi sulla montagna e il modo contemporaneo di percepirla. Gli artisti italiani e internazionali coinvolti nel progetto interpretano il tema in modo evidente e senza forzature, offrendo ad un pubblico vasto la possibilità di riflettere e immaginare universi montani.

 

Artisti in mostra
Mairo Airò, James Casebere, Sarah Ciracì, Mat Collishaw, Olaffur Eliasson, Urs Fisher, Franco Fontana, Luigi Ghiri, Naoya Hatakeyama, Thomas Hirschorn, Roni Horn, Larry Johnson, Anish Kapoor, Jasansky Lucas/Polak Martin, Eva Marisaldi, Matthew McCaslin, Pier Luigi Meneghello, Walter Niedermayer, Annèe Oloffson, Cathrine Opie, Philippe Parreno, Hermann Pitz, Christian Rainer, Gerhard Richter, Thomas Ruff, Andreas Schön, Rudolph Stingel, Jaan Toomik, Nils Udo.