Don’t have hope, be hope! Opere dalla Collezione Sandretto Re Rebaudengo 

Don’t have hope, be hope! Opere dalla Collezione Sandretto Re Rebaudengo 

7 Maggio 2026 - 12 Settembre 2026

Visite non guidate (libere):
È possibile prenotarsi per l’accesso con visita libera gratuita (durata massima 90 minuti) al seguente link: prenota qui
Le prime date disponibili sono: venerdì 19 e sabato 20 giugno 2026, dalle ore 10:00 alle ore 16:00 (ultimo ingresso). La chiusura sarà alle ore 17:00. In queste date non sono previste visite guidate, ma sarà disponibile il servizio di mediazione culturale dell’arte della Fondazione.

Visite guidate per gruppi organizzati:
Le visite guidate per gruppi organizzati (minimo 10 e massimo 25 partecipanti) sono prenotabili scrivendo a venezia@fsrr.org
La prenotazione deve essere effettuata con almeno dieci giorni di preavviso; il vostro giorno preferito potrebbe non essere disponibile.

L’orario è dalle 10:00 alle 16:00 (ultimo ingresso).
Costi:
– Ingresso e visita guidata in italiano: 350 euro
– Ingresso e visita guidata in inglese: 400 euro

La permanenza sull’isola è limitata alla durata della visita guidata (90 minuti).

INFORMAZIONI PRATICHE
Al momento, l’Isola di San Giacomo non è servita da mezzi pubblici: l’organizzazione del trasporto da e per l’isola è pertanto a cura e spese dei visitatori e delle visitatrici. Nelle giornate di apertura per le visite libere è consentito lo sbarco, ma non l’ormeggio di imbarcazioni private.
Sull’isola non sono disponibili servizio bar e guardaroba.
Si informa che, dal 12 settembre, in concomitanza con la chiusura delle mostre, l’Isola di San Giacomo non sarà più accessibile.

Artisti: Michael Armitage, Lucas Arruda, Christine Ay Tjoe, Matthew Barney, Cecily Brown, Glenn Brown, Justin Caguiat, Maurizio Cattelan, Ian Cheng, Marcus Cope,Berlinde De Bruyckere, Trisha Donnelly, Jana Euler, Sasha Gordon, Klára Hosnedlová, Sanya Kantarovsky, Anish Kapoor, Josh Kline, Sarah Lucas, Victor Man, Danielle Mckinney, Brandon Morris, Antonio Obá, Albert Oehlen, ToyinOjihOdutola, Eva Helene Pade, Jem Perucchini, Walter Price, Enrico David, Mohammed Sami, Thomas Schütte, Avery Singer, Pol Taburet, AndraUrsuța, Adrián VillarRojas, David Patrick Walsh, Joseph Yaeger, Lynette Yiadom-Boakye.

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo inaugura la sua terza sede sull’Isola di San Giacomo a Venezia con una mostra che riunisce opere dalla Collezione Sandretto Re Rebaudengo. Il titolo, Don’t have hope, be hope!, tratto da un dipinto di Walter Price del 2024, è un invito a collegare il percorso espositivo alla nuova identità dell’isola, un ex presidio militare, ripensato come presidio artistico, culturale ed ecologico. 

La mostra è allestita nella Polveriera Ovest e si articola in quattro sezioni, ciascuna delle quali raccoglie una costellazione di opere che mettono in dialogo generazioni e linguaggi differenti. I dipinti di Cecily Brown, Justin Caguiat, Christine Ay Tjoe e Lucas Arruda dialogano con le sculture di Anish Kapoor e Andra Ursuța; le opere di Michael Armitage, Albert Oehlen e Walter Price interrogano la pittura come spazio dialettico e immaginifico. 

Lungo il percorso emergono figure sospese, paesaggi interiori e narrazioni frammentate: dalle atmosfere enigmatiche di Victor Man e Danielle Mckinney ai corpi vulnerabili di Berlinde De Bruyckere e Sarah Lucas. Tra intimità e dimensione politica, le opere evocano stati di fragilità, di trasformazione e di resistenza. 

La riflessione si espande ulteriormente attraverso le opere di Ian Cheng, Josh Kline e Avery Singer, che esplorano le implicazioni tecnologiche e sociali del presente, mettendo in discussione le nozioni di identità, lavoro e realtà. L’ironia spesso tagliente di artisti come Matthew Barney e Maurizio Cattelan introduce il discorso critico all’interno della mostra. 

Il percorso si conclude con un gruppo di opere che indagano il tema del corpo e della sua rappresentazione: il mondo organico si intreccia alla sfera simbolica nei lavori di Lynette Yiadom-Boakye, Toyin Ojih Odutola e Antonio Obá e nelle sculture di Enrico David e Adrián Villar Rojas. 

Don’t have hope, be hope! è una presentazione della collezione e, insieme, un dispositivo di riflessione sul nostro tempo. Attraverso la voce degli artisti, propone una visione in cui la speranza non è un concetto astratto ma una pratica incarnata, fragile e al tempo stesso necessaria.