June Crespo, Danzante

June Crespo, Danzante

15 Aprile 2026 - 11 Ottobre 2026

June Crespo
Danzante

A cura di Bernardo Follini


15 aprile – 11 ottobre 2026

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Inaugurazione: 15 aprile, ore 19

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta Danzante, la prima mostra personale in un’istituzione italiana di June Crespo.  L’artista concepisce i suoi assemblaggi scultorei come vasi comunicanti che risuonano all'interno dei corpi del visitatore. A volte delicate, altre volte energiche, le installazioni emanano sempre una qualità vitale e vivace.

La maggior parte delle opere della mostra Danzante prendono il loro vocabolario formale dalle sembianze dei fiori dell'iris e dell'uccello del paradiso, seppur negli intenti dell’artista non vi sia una pretesa di riproduzione fedele di queste piante. Il loro aspetto è il punto di partenza per un coinvolgimento più profondo con la materialità e il potenziale evocativo delle superfici e delle texture, che nella sua ricerca hanno la precedenza sulla dimensione pittorica. Crespo tratta i suoi materiali come agenti, considerando se stessa un'assistente del proprio lavoro piuttosto che una figura autorevole. In questo modo, ci offre un'esperienza viscerale: un incontro con oggetti che ci toccano nella nostra corporeità e aumentano la nostra consapevolezza di essere presenti e in una condizione frammentata.

È solo girando intorno alle opere che si inizia a stabilire una relazione con esse. Fondamentale per questa esperienza è la coreografia degli oggetti nello spazio espositivo, un ambiente al quale essi rispondono con il loro peso, le loro proporzioni e i loro metodi di sospensione. La costruzione spaziale consente all'artista di comporre associazioni insolite tra lo spazio architettonico e il corpo, tra la carne e la pietra, tutti elementi che nella pratica artistica di Crespo sono concepiti non come entità distinte ma come entità intrecciate. Alcuni oggetti si protendono verticalmente, elevandosi mentre noi ci muoviamo attraverso la mostra, altri sottolineano il loro legame con il suolo. Alcune sculture rispettano la scala umana, mentre altre si estendono sopra le nostre teste attraverso il soffitto.

I materiali e le loro relazioni reciproche rispecchiano poi sensazioni corporee intime come quelle che il palato e la lingua o la palpebra e l'occhio potrebbero provare in un dato istante.

Crespo crea calchi e stampi, in particolare di elementi organici come i fiori, in gesso, bronzo o cemento, effettuando scansioni 3D, una modalità di produzione e rappresentazione high-tech che separa gli oggetti da qualsiasi tipo di ordine naturale. Gioca con l'ingrandimento e la frammentazione e le sue opere presentano varie strutture superficiali, spesso abiette, grezze o incrostate. Combina stampi e calchi con tessuti trovati o elementi costruttivi industriali, nonché con i propri indumenti, scegliendo oggetti particolarmente vicini al corpo per aggiungere una dimensione intima all'opera. Gli elementi prodotti industrialmente richiamano le facciate esterne degli edifici e i loro sistemi di evacuazione e climatizzazione.

Combinando l'organico e il tecnico, l'arte di Crespo non solo riflette sulla pressione e sulla distruzione causate alla natura dalle produzioni post-industriali, ma attiva anche un processo di riparazione in termini di ricomposizione delle fratture tra cose che, apparentemente estranee e slegate, vengono costruite e ricostruite con pratiche alternative di collegamento.  

In Molar (2024), bronzo, acciaio e tessuto si intrecciano per formare un'entità complessa che suggerisce sia un senso di costrizione sia di abbraccio. The Dancing Column II (2025) è composta da due pilastri di cemento annidati l'uno nell'altro; potrebbero sembrare monumentali se non fossero posizionati con tanta delicatezza su un voluminoso cuscino. L'opera orizzontale TW, TG 2025 III (2025) è realizzata con teloni industriali di recupero dalle dimensioni di un camion rimorchio. I teli sono disposti in una griglia geometrica e perforati da tubi che creano un motivo irregolare di fori. Con questa tecnica, l’artista richiama la funzionalità industriale degli oggetti e insieme enfatizza la suggestione che il materiale vibri insieme al respiro.

La ripetizione è un motivo centrale nel processo intuitivo e sperimentale di Crespo. L'artista lavora consapevolmente plasmando i materiali in paradossali pose di incontro e allontanamento, creando tensione, attrito e contrasto. Queste unità corporee non sono mai statiche ma appaiono come essere in movimento, oggetti-corpi in transizione. Nelle parole dell'artista: "Non voglio cementare un'immagine, ma proporre un incontro tra corpi nell'intervallo. Il mio obiettivo è mettere in relazione le cose, ma in modo libero, in modo che la disposizione non sembri una costruzione forzata. Se le opere sono libere, anche lo spettatore è più libero".
June Crespo è nata a Pamplona, in Spagna, nel 1982. Vive a Bilbao, in Spagna. La mostra di June Crespo Danzante è stata sviluppata e coprodotta in stretta collaborazione dalla Secession di Vienna, dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino e dal MO.CO. di Montpellier.