What about us
Arte italiana dal Young Curators Residency Programme
artisti e artiste: Vanessa Alessi, Alterazioni Video, Yuri Ancarani, Rosa Barba, Elisabetta Benassi, Benni Bosetto, Chiara Camoni, Ludovica Carbotta, Manuele Cerutti, Giulia Crispiani, Tomaso De Luca, Binta Diaw, Sara Enrico, Alessandra Ferrini, Benedetta Fioravanti, Claire Fontaine, Valentina Furian, Lorenza Longhi, Diego Marcon, Eva Marisaldi, Liliana Moro, Marinella Senatore, Alessandra Spranzi
a cura di Michele Bertolino
Palazzo Re Rebaudengo
Piazza Roma, 1 - Guarene (CN)
26 settembre 2026 - 8 novembre 2026
La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo celebra il ventesimo anniversario del Young Curators Residency Programme (YCRP) con una mostra collettiva e una giornata di studi. Fin dai suoi inizi, il programma ha perseguito un duplice obiettivo: offrire a curatrici e curatori emergenti internazionali, individuati da una giuria internazionale tra gli alumni delle scuole di curatela, un'occasione di formazione e di confronto con la scena artistica contemporanea italiana, e creare per artiste e artisti italiani un contesto privilegiato di incontro con professioniste e professionisti provenienti da tutto il mondo, favorendo la costruzione di relazioni che si estendono ben oltre la durata della residenza.
A partire dal 2007, attraverso il YCRP, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ha ospitato quasi sessanta curatrici e curatori internazionali, presentando le opere di oltre ducento artisti e artiste italiane, spesso alla loro prima esposizione in un’istituzione d’arte contemporanea. Ogni edizione del programma ha contribuito a una lettura specifica della scena artistica italiana e della sua storia, di volta in volta determinata da interessi, sensibilità e urgenze delle curatrici e curatori in residenza. Oggi, considerate nel loro insieme, le mostre del YCRP compongono un archivio stratificato e complesso di sguardi, capace di restituire non solo alcuni percorsi nell’arte italiana degli ultimi due decenni, ma anche le domande attraverso cui la scena è stata osservata.
What about us, curata da Michele Bertolino (coordinatore del YCRP dal 2022), rielabora questo archivio, raccogliendone e riattivandone l’eredità. La mostra ripropone alcune opere esposte nei progetti conclusivi della residenza e, senza tracciare una ricostruzione cronologica, ricompone nuove associazioni, accennando a ritorni e persistenze. In questo senso, riflette sul tempo: come tema che attraversa le opere e, soprattutto, come materia complessa attraverso cui rileggere la storia del YCRP. What about us entra nelle pieghe del tempo: il tempo storico, che segna eventi globali e vicende rimosse; quello intimo e personale, composto di ricordi e attese che incrinano la linearità della cronologia; quello istantaneo e irripetibile dell’esperienza; oppure quel tempo che alcune pratiche artistiche smontano, riscrivono e riconfigurano, immaginandone altre possibilità.
Le opere di Alessandra Ferrini, Alterazioni Video, Claire Fontaine e Vanessa Alessi intrecciano un’indagine sulla storia e i suoi vuoti a specifici contesti geografici – dall’esperienza di Radio Ghetto a Rosarno, agli scontri del G8 di Genova e alla vita di Giuseppe Pinelli – interrogando le forme della memoria e della rimozione collettiva. I lavori di Yuri Ancarani, Rosa Barba e Ludovica Carbotta manifestano il tempo come meccanismo di narrazione: il ritmo dei gesti che scandiscono lo scorrere dei minuti, le vicende distopiche e i ritrovamenti archeologici compongono partiture che alterano la percezione del fluire dei secondi.
Il video di Valentina Furian, le sculture di Sara Enrico e le fotografie di Elisabetta Benassi fermano il tempo, trattenendolo in un loop magnetico fatto di corpi arresi e stanchi, di immagini che si ripetono sempre uguali e di corvi che ripetono “mai più”. Un tempo lento e vulnerabile è quello evocato, in maniere diverse, da Chiara Camoni, Michele Cerutti e Binta Diaw, in opere che accolgono la dimensione personale e confessionale o raccolgono l’eredità di traumi comunitari. Rimescolare il tempo, scomporlo e immaginarne nuove configurazioni è al centro dei video di Benedetta Fioravanti, costruiti attraverso il found-footage, e Lorenza Longhi, che nelle tele ricompone materiali ritrovati.
Raccontare il tempo attraverso gli oggetti che concentrano le tracce di passaggi o evocano spettri di presenze mai visibili, è alla base dei linguaggi delle opere di Tomaso De Luca, Diego Marcon, Eva Marisaldi, Liliana Moro e Marinella Senatore, nelle quali un’attenzione cinematografica, o quasi, costruisce degli spazi di attesa. Infine, l’attesa, per qualcosa che è accaduto o deve ancora accadere, diventa aspettativa e possibilità nell’opera di Giulia Crispiani.
In What about us il tempo smette di essere unità di misura e si rivela, invece, materia plasmabile, fragile e delicata o ostinata e resistente: un tempo su cui occorre ritornare, perché ogni rilettura permette di progettare le possibilità di futuri a venire. Per questo, intervallati tra le opere, alcuni pannelli ripercorrono la storia del Young Curators Residency Programme, attraverso foto d’archivio, cataloghi e documenti che ne raccontano i primi venti anni. Più che semplice cronologia, questa linea temporale sghemba e interrotta, rende visibile il modo in cui il YCRP ha costruito un archivio di sguardi. Ricorda che ogni edizione è il risultato di uno sguardo situato e che, nella loro specificità, queste letture hanno formato un racconto collettivo, aperto e vivo, dell’arte italiana.