Xin Liu
EXHAUST
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
15 aprile - 11 ottobre 2026
Inaugurazione: 15 aprile, ore 19
La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, in collaborazione con K11 Art Foundation Hong Kong, presenta EXHAUST, la prima mostra personale in Italia dell’artista cinese Xin Liu, residente a Londra, con la consulenza curatoriale di Hans Ulrich Obrist. La pratica di Liu esamina le conseguenze delle aspirazioni tecnologiche e scientifiche, osservando i detriti e i residui che si accumulano nei luoghi del progresso. Sottoprodotto dell’industria, l’“exhaust” viene rivalutato come elemento generativo, esplorato attraverso progetti di ricerca che spaziano dalle frontiere della genetica e della criogenia all’imaging satellitare e alla ricerca spaziale, fino all’ingegneria delle bioplastiche e all’Antropocene. Nel loro insieme, le opere di Liu formano una costellazione di mondi metabolici – una traiettoria di ricerca che l’artista definisce “Metabolismo Cosmico” (Cosmic Metabolism).
Riunendo una selezione di nuove produzioni e opere recenti, EXHAUST traccia il modo in cui l’aspirazione umana si trasforma e decade, contribuendo ai cicli materiali microscopici e astronomici. Tre opere chiave strutturano questa indagine: The White Stone (2021), The Map: Karamay (2026) e The Lab (2026). Nel complesso, la mostra mappa la trasformazione dei paesaggi interplanetari e terrestri, studiando, nei diversi ambiti della ricerca scientifica, la monumentalità, la degradazione e la produzione accelerata di residui.
The White Stone è un film di venti minuti che immagina una storia ambientata nel futuro, seguendo una voce narrante che va alla ricerca di detriti di razzi, chiamati “pietre bianche”, tra deserti aridi e villaggi remoti. Girato nel 2021 in quattro province della Cina occidentale, Liu ha guidato una missione di recupero parallela a quella del film, documentando vasti paesaggi disabitati e rintracciando i frammenti di razzi caduti prima che le autorità governative potessero recuperarli e rimuoverli. Intrecciando suono, performance, ricostruzione narrativa e ricerca site-specific, il film invita il pubblico a esaminare il ciclo di vita delle tecnologie, dall’aspirazione all’obsolescenza, rivelando storie e geografie di estrazione e scomparsa.
Cresciuta in una città petrolifera dipendente dalle risorse a Karamay, nello Xinjiang (克拉瑪依), il senso di casa di Liu è stato plasmato dall’impermanenza dei materiali estrattivi. Durante il viaggio di ricerca per The White Stone, Liu e la sua troupe hanno incontrato un’altra città petrolifera nel Qinghai, Leng Hu Zhen (冷湖鎮), in uno stato di quasi abbandono. La sua desolazione rifletteva quello che l’artista percepisce come il futuro inevitabile della propria città natale. Da questo incontro nasce The Map: Karamay, un grande arazzo in Vivomer intrecciato, una bioplastica ricavata da biomassa di scarto, qui presentata in fase di degradazione. La struttura reticolare dell’opera mappa meticolosamente Karamay, immaginando il futuro della città come un terreno vivente modellato da degrado, erosione e tempo.
The Lab funziona come archivio operativo del progetto: una costellazione di testi di ricerca, diagrammi, immagini di campo e riferimenti che tracciano storie di metabolismo ed erosione. Modellini in corso d’opera e test sui materiali dimostrano le caratteristiche uniche del Vivomer, mentre un’installazione presenta un prototipo materiale in fase attiva di degradazione nel suolo. In tutta la mostra, la monumentalità diventa una questione di fallimento e decadimento piuttosto che di progresso e conservazione. Liu ridefinisce l’“exhaust” come un residuo generativo anziché un punto finale, un sottoprodotto riciclato in un continuo processo di trasformazione metabolica.
Xin Liu (nata nello Xinjiang, Cina) è la prima vincitrice del K11 Art Foundation Artist Prize, lanciato nel 2024. È un’artista e ingegnera multidisciplinare che crea sculture, esperienze digitali e film in cui compaiono macchinari, materiale genetico, petrolio e detriti di razzi, per esplorare la verticalità dello spazio, le esplorazioni extraterrestri e il metabolismo cosmico. Liu ha guidato e lanciato con successo due payload sulla Stazione Spaziale Internazionale e un payload suborbitale a bordo del sistema New Shepard di Blue Origin, oltre ad aver partecipato a tre voli parabolici.
Liu dirige l’area creativa e culturale di Episteme, un nuovo istituto di ricerca scientifica. È stata artista in residenza presso il SETI Institute, Visiting Fellow a Cornell Tech e curatrice fondatrice del programma artistico della Space Exploration Initiative al MIT Media Lab. Il suo lavoro è stato esposto alla Shanghai Biennale, Thailand Biennale, M+ Museum, Yuz Museum, MoMA PS1, MAXXI Roma, Sundance Film Festival, Ars Electronica, Onassis Foundation e Sapporo International Art Festival, tra gli altri.
Hans Ulrich Obrist (nato nel 1968 a Zurigo, Svizzera) è direttore artistico della Serpentine di Londra e senior advisor di LUMA Arles. In precedenza è stato curatore del Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris. Dalla sua prima mostra “World Soup (The Kitchen Show)” nel 1991, ha curato oltre 350 esposizioni. Nel 2011 ha ricevuto il CCS Bard Award for Curatorial Excellence, nel 2015 l’International Folkwang Prize e nel 2025 il Prix François Morellet. Tra le sue pubblicazioni recenti: 140 Ideas for Planet Earth (2021), Edouard Glissant: Archipelago (2021), James Lovelock: Ever Gaia (2023), Remember to Dream (2023), Worldbuilding: Gaming and Art in The Digital Age (2024) e A Life In Progress (2025).
K11 Art Foundation (KAF)
Fondata dal Dr. Adrian Cheng nel 2010, la K11 Art Foundation (KAF) è un’organizzazione non profit con sede a Hong Kong dedicata allo sviluppo dell’arte contemporanea asiatica. Fin dalla sua nascita, il suo raggio d’azione si è ampliato per includere il supporto all’ecosistema artistico globale e promuovere artisti emergenti provenienti da tutta l’Asia, riflettendo la diversità e il dinamismo della scena artistica del continente. Nel 2023 è stato istituito il K11 Art Foundation International Council per sostenere la nuova generazione di artisti asiatici e promuovere collaborazioni con istituzioni artistiche e culturali di rilievo a livello mondiale, favorendo scambi interculturali e contribuendo al dibattito globale sull’arte contemporanea. Tra le iniziative: il K11 Art Foundation Artist Prize, il Curator Prize e il KAF Salon, una serie globale di incontri dedicati al dialogo internazionale su arte e cultura.
K11 Art Foundation Artist Prize
Il K11 Artist Prize, lanciato nel 2024, è un bando aperto rivolto ad artisti asiatici emergenti, offrendo una piattaforma di riconoscimento e crescita nel panorama artistico internazionale. L’artista selezionato avrà l’opportunità di partecipare a una mostra della K11 Art Foundation e ricevere mentorship da membri del K11 Art Foundation International Council. Il premio include residenze artistiche internazionali, partecipazione a mostre e iniziative educative, oltre a opportunità di networking nella comunità artistica globale. Il bando è aperto ad artisti asiatici o di origine asiatica, senza limiti di età, e a tutte le discipline artistiche. I candidati devono essere attivi nel settore da cinque a dieci anni.