Ore piccole. Opere dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Ambasciata d'Italia a Berlino
4 giugno – 13 settembre 2026
Artisti: Micol Assaël, Vanessa Beecroft, Monia Ben Hamouda, Benni Bosetto, Maurizio Cattelan, Guglielmo Castelli, Giulia Cenci, Roberto Cuoghi, Douglas Gordon, Elmgreen & Dragset, Nan Goldin, Carsten Höller, Sandra Mujinga, Wolfgang Tillmans, Angharad Williams.
Ore piccole è il frutto di una collaborazione tra l’Ambasciata d'Italia a Berlino e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, realizzata nell’occasione della Festa della Repubblica Italiana.
La mostra presenta una selezione di opere della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, dalla fotografia alla pittura, dalla scultura all’installazione, che valorizzano la relazione artistica tra Italia e Germania, attraverso le pratiche di artisti italiani e tedeschi e di artisti che hanno eletto in Berlino una casa elettiva. Il progetto espositivo parte dall’architettura dell’ambasciata, un edificio in stile neoclassico e austero, che per il suo ruolo di rappresentanza diplomatica è tradizionalmente percepito come inaccessibile al pubblico. Al contrario, la mostraraccoglie l’invito dell’Ambasciata a pensarsi come uno spazio aperto alla cittadinanza, come promotore di iniziative a sostegno della comunità artistica. Allestite in differenti sale dell’Ambasciata, le opere della Fondazione entrano in dialogo con le opere moderne e contemporanee già presenti negli spazi, attivando nuove relazioni e risonanze.
Ore piccole racconta un universo collettivo nascosto all’interno dell’architettura dell’Ambasciata, costituito da corpi, gesti e affetti, accomunati da una tensione relazionale e da atmosfere notturne. Il titolo della mostra fa infatti riferimento alla temporalità della notte: uno spazio in cui prendono forma ritualità e dinamiche sociali che eccedono i ritmi e le convenzioni della produttività. Il registro del notturno e dell’apparizione diventa così una possibilità per riflettere su forme di collettività costruite attraverso relazioni, prossimità e coesistenza. In questo contesto, Berlino emerge come riferimento implicito e spazio di possibilità: una città che ha storicamente reinterpretato la notte come luogo di produzione culturale, sperimentazione artistica e costruzione di comunità temporanee.