Waves Between Us

3 Ottobre 2020 – 15 Novembre 2020

Waves Between Us
(Onde tra di noi)

a cura di Alison Karasyk, Camille Regli, Katie Simpson
Palazzo Re Rebaudengo (Guarene, Piazza Roma 1)

3 ottobre – 15 novembre 2020

Inaugurazione 3 ottobre, dalle 14 alle 18.30.
Per prenotare la visita: Cliccare qui o mandare una mail a biglietteria@fsrr.org specificando l’orario di arrivo

Artisti
Almare, Bea Bonafini, Benni Bosetto, Binta Diaw, Femminote, Marco Giordano, Raffaela Naldi Rossano, Nuvola Ravera, Real Madrid, Elisa Strinna.

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, dal 3 ottobre al 15 novembre, presenta a Palazzo Re Rebaudengo, la mostra conclusiva della 14 edizione del Young Curators Residency Programme coordinato da Lucrezia Calabrò Visconti.

La residenza è organizzata con il sostegno dalla Fondazione Compagnia di San Paolo.

La quattordicesima edizione del Young Curators Residency Programme si è svolta mentre l’epidemia di COVID-19 iniziava ad attanagliare l’Italia settentrionale. Il suono d’allarme di questo periodo – sia letteralmente che metaforicamente – è diventato un punto di partenza per la mostra, che prende spunto dalla doppia interpretazione del termine italiano sirena. Conosciuta sia come la figura femminile mitologica del mare, sia come il suono dell’emergenza, la sirena risveglia i nostri sensi e ci orienta, e al contempo amplifica l’urgenza di farci fermare per restare in ascolto.
Nell’Odissea di Omero, la sirena è raffigurata come una pericolosa e potente creatura dell’aria e del mare, una donna – o un gruppo di donne – il cui canto seduce il protagonista del poema, Ulisse, e il suo equipaggio mentre tentano di condurre la loro nave verso casa. Ascoltarne le voci significa rischiare di scendere negli inferi senza possibilità di ritorno. Divina e grottesca al tempo stesso, la sirena attira l’ego verso uno stato di dissoluzione, evocando illusione, seduzione e annullamento della coscienza. Nel suo fondamentale libro A più voci. Filosofia dell’espressione vocale, la filosofa italiana Adriana Cavarero descrive come il pathos della narrazione si concentra sul circuito mortalmente seduttivo fra voce e ascolto, suono e orecchio. Mostri canori, donne teriomorfe dalla voce potente, le Sirene procurano un godimento acustico che uccide gli uomini”. Abitando nelle profondità marine e sulla terraferma, la sirena rappresenta sia la vicinanza che la lontananza vissuta oggi nel nostro mondo. In occasione della mostra Waves Between Us (Onde tra di noi) si vuole riflettere su quanto sostiene Cavarero, ovvero sul fatto che “la distanza si misura con il metro della voce, non con quello dell’occhio”.
In questa mostra, la sirena compie uno slittamento unico, serpeggiando attraverso la pratica di ogni artista per esplorare il suono come modalità di trasmissione, l’acqua salata come reticolato di connettività e i mondi sotterranei della grotta e della palude come ecosistemi di interazione e cambiamento. I lavori presentati si relazionano con l’incarnazione di forme sia fisiche, sia collettive: la carne della nostra gola, le voci che risuonano dalla nostra bocca, le storie che risuonano tra le orecchie e i ricordi che abitano le viscere. Al piano terra e nel seminterrato di Palazzo Re Rebaudengo, sulle colline di Guarene, la mostra offre una piattaforma periferica per la sperimentazione vocale, materiale e collettiva. Le commissioni site-specific di ALMARE, Benni Bosetto e Binta Diaw trasgrediscono i confini normativi del tempo e dello spazio, impegnandosi in narrazioni alternative e rituali condivisi. Anche le opere su carta di Raffaela Naldi Rossano materializzano la pratica rituale, formando un sistema non lineare di simbologia e corrispondenze. Le opere scultoree di Bea Bonafini e Nuvola Ravera integrano materiali naturali e locali a formare vascelli intimi che riecheggiano gli elementi dei nostri stessi corpi fatti d’acqua. Le installazioni scultoree di Marco Giordano e Real Madrid evocano l’erotismo dello spazio sotterraneo, operando un’azione di queering su oggetti organici e quotidiani, come i contenitori di liquidi e le emissioni vocali. L’opera video di Elisa Strinna naviga i variegati canali del Mar Mediterraneo, mentre il progetto del collettivo siciliano Femminote, finalizzato ad acquistare l’Isola delle Femmine attiva il potenziale emancipatorio di un territorio senza confini.
Le opere presentate esplorano “l’acqua salata come passaggio, l’acqua salata come mezzo di trasporto, l’acqua salata come il segno sudato delle fatiche del nostro corpo e i segni lacrimevoli della nostra capacità d’affetto”, secondo le parole della storica dell’arte Griselda Pollock. Attraversando la scultura, il suono, il video e il disegno, l’onda è un filo connettivo che evoca il movimento tra i nostri corpi e i corpi d’acqua che ci circondano, dando consistenza alla risonanza delle voci, al passaggio del suono e alle invisibili profondità naturali. Mentre il mondo si adegua alla realtà delle sue enclavi isolate, come si nutriranno le nostre soggettività tra le mura delle nostre case, delle nostre grotte e dei nostri oceani? In che modo i sistemi di comunicazione stanno contribuendo alla formazione di nuove sfere di pensiero e di connettività?
Sia nella mostra, sia nella piattaforma online che l’accompagna, Waves Between Us (Onde tra di noi) si confronta con queste domande, invitando gli artisti a un corpo a corpo con i miti, la viralità e la sperimentazione sonora per scandagliare nuovi modi di stare insieme.

Scarica qui il Booklet della mostra

Palazzo Re Rebaudengo, Piazza Roma, 1 Guarene
Sabato e domenica: 13-19 ingresso libero

Photograph: Marco Giordano, My Mouth in your Mind, 2019
Courtesy: the artist, Frutta Gallery (Rome), The Modern Institute (Glasgow)