Da vicino. Lezioni e itinerari per l’arte contemporanea

Da vicino. Lezioni e itinerari per l’arte contemporanea

Da vicino. Lezioni e itinerari per l’arte contemporanea

Parole, immagini e passeggiate
un percorso di avvicinamento all’anno di Alba Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2027

Un programma accessibile e gratuito nato dalla collaborazione tra

la Fondazione Ferrero e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

con il patrocinio del Comune di Alba

Da ottobre a novembre, a pochi mesi dall’inaugurazione di Alba Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2027, la Fondazione Ferrero offre alla cittadinanza il public program Da vicino, nato dalla collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e patrocinato dal Comune di Alba. Da vicino è un ciclo di sei incontri che unisce il racconto e la storia dell’arte all’esperienza viva e diretta dell’opera. Propone un percorso di avvicinamento all’arte contemporanea, con il fine di renderla più comprensibile, accessibile e coinvolgente.

Prima che la città entri nel vivo di un anno di mostre, eventi, incontri e laboratori, diventando capitale e crocevia internazionale, Da vicino utilizza il tempo dell’attesa come occasione di conoscenza, di apprendimento e di acquisizione di strumenti utili per accostare i linguaggi artistici, dalla metà del ’900 a oggi. Il ciclo si snoda in quattro lezioni, tenute da storici e storiche dell’arte e docenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, e due visite a opere situate all’aperto, fra Dogliani, Bene Vagienna e Guarene. 

Le lezioni adottano un approccio narrativo e approfondiscono un tema: l’arte può diventare un modo di pensare il mondo, la quotidianità, i sentimenti; uno strumento che dialoga con lo spazio e lo rende più intenso; un mezzo per acuire i sensi o per instaurare un rapporto sensibile ed ecologico con il paesaggio. Ogni lezione si sviluppa attorno a una decina di opere, individuate per ricostruire i passaggi salienti delle stagioni e delle geografie dell’arte contemporanea, inquadrare i suoi movimenti, i temi, i linguaggi, i media e le differenti tipologie delle ricerche artistiche.

Da vicino si completa con due visite, della durata di un pomeriggio, alla scoperta di alcune delle numerose opere d’arte pubblica realizzate negli ultimi anni nella provincia di Cuneo, tra borghi, boschi, prati e punti panoramici. Le visite favoriscono la conoscenza del ricco patrimonio artistico che caratterizza il territorio, trasformano le opere in una vera e propria “palestra” conoscitiva e offrono un’occasione di socialità. Ogni visita è condotta da una mediatrice culturale dell’arte della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo che introdurrà il gruppo di partecipanti all’approfondimento dell’opera e della ricerca dell’artista che l’ha concepita, secondo uno stile discorsivo e non formale che suscita la curiosità e le domande, favorisce e valorizza l’interpretazione individuale e si adatta anche a gruppi con persone di età diverse, singoli, amici, famiglie.

È possibile frequentare un singolo appuntamento o, come auspichiamo, partecipare all’intero programma. L’accesso è libero su prenotazione sia alle lezioni sia alle visite, così da poter usufruire del servizio di navetta gratuito.

Per iscrizioni e informazioni: info@fondazioneferrero.it

Il programma

Le lezioni. Auditorium della Fondazione Ferrero

Martedì 6 ottobre 2026, h. 18.30

L’arte, un modo speciale di pensare

Giorgina Bertolino

Cosa possiamo aspettarci dall’arte contemporanea? Intuizioni, emozioni, storie e, soprattutto, un modo di interpretare il mondo, un “modo speciale di pensare”, come ha spiegato il critico Harold Rosenberg nel 1976. La lezione segue questa ispirazione per ripercorrere le stagioni artistiche degli ultimi decenni, dagli anni sessanta a oggi. Attraverso un racconto in dieci opere, predispone all’ascolto della voce delle artiste e degli artisti, fornisce gli strumenti per apprezzare il valore delle loro ricerche e per riconoscere e comprendere i linguaggi dell’installazione, dell’ambiente, della performance, i cambiamenti della pittura e della scultura, l’emergere di nuovi media.

Martedì 20 ottobre 2026, h. 18.15

Oltre la superficie. Lo spazio nell’arte

Alessandro Botta

Per lungo tempo lo spazio è stato il luogo in cui collocare un dipinto o una scultura. Nel secondo Novecento questo rapporto cambia radicalmente: l’opera dialoga con l’ambiente, ne ridefinisce i confini e coinvolge il corpo di chi la osserva. Dalla crisi della superficie pittorica alla nascita dell’ambiente come forma d’arte, attraverso un percorso tra artisti italiani e internazionali, la lezione racconta come lo spazio diventi il terreno privilegiato della sperimentazione artistica, trasformando il modo di concepire l’opera e l’esperienza di chi la incontra.

Martedì 3 novembre, h. 18.15

A contatto con l’opera. Come capire l’arte contemporanea attraverso i nostri sensi

Orietta Brombin

“L’artista non è da solo quando porta a compimento l’atto creativo; c’è anche lo spettatore che stabilisce il contatto fra l’opera e il mondo esterno, decifrando e interpretandole sue qualità profonde, e che, così facendo, aggiunge il proprio contributo al processo creativo”. Con queste parole, nel 1957, Marcel Duchamp spiega come l’opera d’arte non si possa considerare un oggetto cristallizzato e come la creatività avviata dall’artista sia in realtà un vero e proprio fenomeno inarrestabile. La lezione si concentra su un gruppo di opere di artisti italiani e stranieri – dal Gruppo T a Piero Gilardi, da Félix González-Torres a Yayoi Kusama – che chiedono a chi si avvicina di completarle con la propria sensibilità e sensorialità.

Martedì 17 novembre 2026, h. 18.15

Oltre la cornice: quando l’arte si fa terra, albero e respiro

Francesca Comisso

Il paesaggio da sempre accompagna l’arte, e in particolare la pittura, come rappresentazione di un luogo che contiene elementi naturali. Nel tempo quel “luogo” è stato osservato dagli artisti attraverso una molteplicità di sguardi. Dagli anni sessanta a oggi, il rapporto tra le arti visive e l’ambiente subisce una metamorfosi radicale, in un percorso che dalla Land Art giunge oggi a nuove e stupefacenti prospettive ecologiche. Come disse Giuseppe Penone, “l’uomo non è lo spettatore del mondo, ne è la continuazione”, e dunque la natura da semplice oggetto da contemplare diventa la materia viva su cui gli artisti incidono i propri segni e le proprie utopie, fino a diventare agente attivo in opere dove l’artista rinuncia al ruolo di unico creatore per farsi co-autore con altre specie animali e vegetali.

Le visite. Dogliani, Bene Vagienna, Guarene

Sabato 17 ottobre 2026, h. 14.30 – 18.30

Le opere di Petrit Halilaj a Dogliani e di Iván Argote a Bene Vagienna

La visita è dedicata a due opere recenti, concepite da Petrit Halilaj (1986, Kosovo) per la Borgata Valdibà a Dogliani nel 2025, e da Iván Argote (1983, Colombia) per il centro di Bene Vagienna nel 2026. Le due installazioni open air, curate da Marta Papini, sono state prodotte nell’ambito di Radis, il programma d’arte nello spazio pubblico della Fondazione Arte CRT e sono state realizzate grazie al sostegno della Fondazione CRC. Giunto alla terza edizione, Radis è un progetto basato sul coinvolgimento attivo di abitanti, enti locali e associazioni. Le nuove produzioni, in dialogo con le storie locali e il paesaggio, contribuiscono a creare un nuovo immaginario condiviso e a offrire nuove tappe per un turismo attento all’ambiente e alla sostenibilità.

Sabato 24 ottobre 2026, h. 14.30 – 18.30

Il Parco d’arte Sandretto Re Rebaudengo sulla Collina di San Licerio a Guarene

Il Parco d’arte, inaugurato nel 2019, è luogo dove la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta installazioni all’aria aperta, tra i filari di una vigna di Nebbiolo e una vista a perdita d’occhio sulle Langhe e il Roero. Realizzate da artiste e artisti riconosciuti sulla scena italiana e internazionale, le installazioni sono oggi una ventina: alcune sono state prodotte ad hoc per il Parco, altre, già esistenti, hanno trovato qui la loro collocazione ideale. Nell’insieme compongono un panorama che lega natura e cultura e invitano il pubblico a conoscere, ad accendere l’immaginazione, a inventare e a raccontare storie. Il Parco d’arte, sempre accessibile e gratuito, è anche un esempio virtuoso di impegno per l’ambiente: le migliaia di piante e arbusti che crescono sulla collina sono parte del progetto CO₂ reduction promosso da Asja Energy e nei prossimi vent’anni sequestreranno circa 200 tonnellate di CO₂ presenti nell’aria.

Opere di: Mario Airò, Stefano Arienti, Tauba Auerbach, Francesco Arena, Stefano Boeri, Sol Calero, Ludovica Carbotta, Manuele Cerutti, Binta Diaw, Carsten Höller, Mark Handforth, Marguerite Humeau, Sanya Kantarovsky, Paul Kneale, Wilhelm Mundt, Katja Novitskova, Parasite 2.0, Susan Phililpz, Marinella Senatore.

Docenti e mediatrici culturali dell’arte

Giorgina Bertolino è storica dell’arte moderna e contemporanea, curatrice e saggista. Tra i suoi libri più importanti, i cataloghi generali di Felice Casorati, di Pinot Gallizio e di Nella Marchesini  e il volume I movimenti artistici. Gruppi e tendenze dall’impressionismo a oggi (Mondadori Arte, 2008). Ha curato mostre alla GAM e ai Musei Reali di Torino, a Palazzo Reale a Milano, al Mart di Rovereto, al MAN di Nuoro. Dal 2005 collabora con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo dove insegna Storia dell’arte a Campo, corso di studi e pratiche curatoriali.

Alessandro Botta è storico dell’arte e docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove fa parte del collegio di dottorato in Nuovi Media e Pratiche Critico-Curatoriali della Creazione Contemporanea. Si è occupato di arte italiana del XIX e XX secolo, nonché di questioni inerenti alla critica d’arte e al rapporto tra arti figurative e letteratura. Svolge attività di ricerca, curatela e progettazione scientifica collaborando con musei e istituzioni italiane e internazionali.

Orietta Brombin è docente di Museologia del contemporaneo all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Artista ed esperta di educazione all’arte, ha collaborato con il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli e dal 2008 è curatrice delle Attività Educazione Formazione del PAV Parco Arte Vivente di Torino, fondato da Piero Gilardi, dove ha curato le mostre Show Food nel 2014 e Metodo New Alliances e Orto_Grafico nel 2012. Autrice di saggi e articoli, partecipa alla ricerca teorica documentata nei cataloghi del PAV ed è le autrici dei volumi Z-A ZonArte, Manuale di educazione all’arte contemporanea (2017); Sensi e parole per comprendere l’arte (2020); L’apprendimento inclusivo nello spazio museale (2025).

Francesca Comisso è storica dell’arte, curatrice indipendente, docente all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Tra le fondatrici di a.titolo, primo gruppo curatoriale in Italia e tra le prime organizzazioni non profit a operare nello spazio pubblico, è referente per l’Italia del programma europeo di produzione artistica Nuovi committenti/Les Nouveaux commanditaires. È stata codirettrice con a.titolo del centro d’arte CESAC al Filatoio di Caraglio (2010-2014). È coautrice del catalogo generale di Pinot Gallizio e di numerosi saggi dedicati all’artista e a molti temi del dibattito attuale sull’arte. Ha collaborato con diversi musei e istituzioni artistiche in Italia e all’estero.

Eleonora Pietrosanto e Chiara Sabatucci sono le mediatrici esperte della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, istituzione per cui lavorano rispettivamente dal 2007 e dal 2014. Partecipano e collaborano attivamente al programma di formazione continua dedicata in Fondazione alla metodologia della mediazione culturale dell’arte, introdotta  nel 2002. Interpretano i principi di questa pratica discorsiva nelle sale espositive delle diverse sedi della Fondazione, a Torino, Guarene, Venezia, sollecitando il dialogo e il confronto con il pubblico e favorendo il rapporto tra le opere e le persone in visita. Sono le ideatrici e conduttrici degli incontri per piccoli gruppi concepiti per abitare la mostra attraverso il dialogo, con i Let’s Talk. Percorsi di visita in mostra, attraverso la lettura, con i Let’s Read. Percorsi di lettura in mostra e attraverso i laboratori di Let’s Lab.