La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta <3 >:( :3 [amore-rabbia-tenerezza], una doppia personale di Gabriele Provenzano e Volga Sisa. Il titolo impronunciabile evoca sentimenti altrettanto difficili da identificare o persino da nominare, racchiudendo tenerezza, cinismo, dolcezza e rabbia, condensati nel linguaggio degli emoji. La mostra esplora l'ambiguità di questi affetti, contrapponendosi all'appiattimento dell'identità attraverso un approccio materico.
Per Volga Sisa, l'estetica della femminilità viene usata come strategia per disarmare lə spettatorə. Le sue opere scultoree fanno spesso uso di tessuti e del colore rosa, trasmettendo un senso di innocenza, in richiamo all’ambiente domestico e decorativo. Dietro queste apparenze morbide si nasconde un lato tagliente. La sua nuova serie di opere, intitolata Be Respectful, I Love You (2024), per esempio, si compone di una serie di peluche che pendono incatenati dal soffitto, con pugni e pugnali dietro la schiena. In mostra è presente anche Jaime (2024), una scultura morbida adornata di nastri di pizzo, tessuto sintetico e capelli umani. L’opera è stata originariamente utilizzata dall’artista come oggetto rituale nella rievocazione di una quinceañera, il rito di passaggio tradizionale celebrato nel suo paese d’origine, la Bolivia, e in tutta l’America Latina. La scultura è carica di un senso di perdita e ricerca, caratterizzata da una profusione dei materiali che incarna diversi registri affettivi, a volte contraddittori.
La pratica di Gabriele Provenzano segue invece un approccio opposto, mantenendo inizialmente il pubblico a distanza. In mostra troviamo una serie di opere in ceramica di nuova produzione, intitolata Nati Ieri (2024), che utilizza l’argilla nera e matita come materiali per creare segni su una superficie anch’essa di argilla nera. L’effetto sfuma il confine tra immagine e superficie, rendendole quasi indistinguibili. A un’osservazione più attenta, le sculture rivelano scarabocchi umoristici, a volte violenti, di esseri umani e animali. Come Volga Sisa, anche Gabriele Provenzano gioca con il modo in cui le aspettative del pubblico spesso appiattiscono le impressioni di un’opera d’arte. La sua nuova istallazione multimediale, intitolata Ultima Ipotesi (2024), esplora come questo appiattimento venga ulteriormente amplificato nella dimensione virtuale, evidenziando la disgiunzione tra esperienza digitale ed esperienza umana. L’installazione scultorea combina media digitali e analogici per trasformare l’esperienza impersonale e anonima del digitale in quella viscerale e corporea del reale.
<3 >:( :3 [amore-rabbia-tenerezza] propone una nuova categoria di affetto che sfrutta e allo stesso tempo resiste all’appiattimento dell’identità, radicata in un discorso generazionale comune attorno alla presentazione e al consumo di sé. Insieme, Volga Sisa e Gabriele Provenzano provocano una catena di emozioni disorientanti: una sincerità travestita da sarcasmo o forse sarcasmo sotto forma di sincerità, che invita il pubblico a prendere una posizione.
La mostra è preceduta dalla performance Vibrazione interna di Matilda Elia (Torino, 2002), alla Fondazione Merz.
In occasione del decimo anniversario della sua attività, il Comitato Fondazioni Arte Contemporanea promuove un ciclo di mostre nato dalla collaborazione con le Accademie di Belle Arti. Il progetto mira a mettere in contatto il mondo della formazione, rappresentato dalle Accademie, sedi primarie di alta formazione, specializzazione e ricerca nel settore artistico e l’ambito professionale, rappresentato da un gruppo di fondazioni, appartenenti al Comitato. Nell'ambito di questa iniziativa, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Fondazione Merz collaborano con l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino per presentare il lavoro di tre artisti, Matilda Elia, Gabriele Provenzano e Volga Sisa.
Biografia
Gabriele Provenzano (Lodi, LO, 1998) si è laureato in Arti Visive e Grafica d’Arte all’Accademia di Belle Arti di Firenze e ha conseguito un master all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino nel 2024. La sua pratica multidisciplinare, che spazia dalla fotografia alla performance, spesso attinge alle esperienze personali dell’artista per creare narrazioni ambigue, sia personali che sociali. Mostre selezionate includono: BOEL per VIII Venice International Performance Art Week, European Cultural Center, Palazzo Mora, Venezia (2023); NEW GENERATIONS, a cura di Mucho mas! e Almanac con Cripta747, Almanac, Torino (2023); e Carta Rozza, a cura di Jacopo Benassi, Lunigiana Land Art, Villa la Cartiera, Pontremoli (2022).
Volga Sisa (La Paz, Bolivia, 2001) si è laureata in Scultura all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino nel 2024 e attualmente sta conseguendo un master presso l’Università Iuav di Venezia. Soffermandosi sulle fratture intime e collettive, concetti universali quali amore, rivolta, rabbia e dolore, diventano per l’artista un corredo familiare sul quale ricamare la propria personale idea di cura. Mostre selezionate includono: Quinceañera, Spazio Antro, Torino (2024); Flor Immortal, a cura di A Pick Gallery e Associazione Ghëddo, A Pick Gallery, Torino (2024); Materie – Sulla linea temporale del progresso, la vita danza in cerchio, a cura di Osservatorio Futura, Forte di Exiles, Val di Susa (2024); e Kissinkemmer, a cura di Associazione Ghëddo, Flashback, Torino (2023).