Tai Shani

PSY CHIC ANEM ONE

15 aprile 2019 – 26 maggio 2019

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Opening
15.04, h. 19:00
a cura di
Valerio Del Baglivo
Michele Bertolino (Junior Curator)

15 aprile – 26 maggio 2019

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ospita il terzo appuntamento di The Institute of Things to Come, con una mostra ed un workshop dell’artista Tai Shani. Fondato nel 2017, The Institute of Things to Come è un programma curatoriale itinerante che indaga forme di immaginazione speculativa come strategie culturali attraverso un ciclo di mostre, performance e un programma educativo. Il tema del 2018/19 TERRA INCOGNITA è ispirato al libro del sociologo Albert Meister, Sotto il Beaubourg (1976), nel quale l’autore descrive l’esistenza di un museo immaginario al di sotto dell’originale, che funzione come un polo di controcultura. Tale riferimento è il punto di partenza per riflettere sull’esistenza di territori fittizi inventati da artisti, paesaggi metaforici o letterari nei quali forme di sovversione, anti-autoritarismo, utopia ed elementi di fantasia confluiscono insieme. 
L’artista Tai Shani espone, per la prima volta in un’istituzione italiana, un capitolo del suo progetto Dark Continent: l’episodio installativo DC: PSY CHIC ANEM ONE prodotto da The Institute of Things to Come e precedentemente presentato alla Biennale di Atene 2018. La pratica multidisciplinare di Tai Shani, che comprende performance, film, fotografia e installazione, si concentra sulla produzione di testi narrativi sperimentali. Questi si alternano tra trame e strutture narrative conosciute e prose teoriche per esplorare forme di costruzione della soggettività, manifestazioni di eccesso ed espressioni affettive oltre al genere epico come terreno per lo sviluppo di un realismo post-patriarcale.
Negli ultimi quattro anni, Tai Shani ha sviluppato un corpus di lavori intitolato Dark Continent, che prende spunto dal testo proto-femminista di Christine de Pizan del 1405, The Book of the City of Ladies, per materializzare una città allegorica abitata da sole donne. Il progetto è stato replicato attraverso performances, installazioni e film di testi monologici tutti autonomi ma interconnessi tra di loro, che rappresentano i vari personaggi del testo, in varie istituzioni tra cui Nottingham Contemporary (Nottingham), De La Warr Pavilion (Bexhill), The Tetley (Leeds), Wysing Art Centre (Cambridge), Tramway – Glasgow International (Glasgow), The Serpentine Galleries (Londra), and Hayward Gallery (Londra). L’ opera immagina una storia alternativa che privilegia sensazione, esperienza e interiorità, per esaminare il concetto di femminile non come “female” ma come una sorta di alterità radicale. In questa città, personaggi di finzione vivono fianco a fianco con figure tratte dalla storia femminista (tra cui, tra gli altri, The Neanderthal Hermaphrodite, The Medieval Mystic, The Vampyre, Phantasmagoregasm, Paradise and Sirens), trasformandosi in monologhi per testare le potenzialità delle politiche femminista e mettere in discussione norme e costrutti di genere. A Torino Tai Shani presenta Psy Chic Anem One un’Intelligenza Artificiale in viaggio nel tempo che può comunicare tra passato, presente e futuro: la loro immaterialità si esprime attraverso una voce di donna che ricorda le divinazioni e le profezie oracolari.
Oltrepassando qualsiasi struttura narrativa la città fuori dal tempo di Tai Shani, inventa una nuova cosmologia che si colloca tra mito e storia, universo alternativo e misticismo, per esagerare gli standard di femminilità, confondere ogni categoria di erotismo e annichilire tutte le strutture gerarchiche.
Infine, l’artista conduce il workshop intitolato Veronica in collaborazione con l’artista Aura Satz per i nostri Associates 2018/19 (Josephine Baan, Emma Brasó, Emily Fitzell, Constantinos Taliotis, Jérôme de Vienne, Stephanie Winter). Ispirato alla storia di Santa Veronica che ha asciugato il sangue e il sudore di Cristo con il Sudario, il laboratorio cerca di esplorare molteplici manifestazioni di tracce che creano lesioni tra il mondo materiale e quello immaginario.