La Fondazione apre in modo virtuale

11 Marzo 2020 – 7 Giugno 2020

Buongiorno a tutte e a tutti,

in questo periodo di grande cambiamento, siamo ancora più consapevoli che l’arte contemporanea può essere uno strumento per leggere il mondo di oggi, abbracciare la sua complessità, viverne le trasformazioni. Vogliamo continuare a rendere possibile tutto questo, e lo faremo aprendo le porte in modo virtuale, mettendo a disposizione gli strumenti che abbiamo e restando in ascolto. Sul nostro sito e nelle nostre pagine social troverete una serie di nuovi contenitori e nuove iniziative.

Try This at Home: attraverso una serie di post su Instagram, coinvolgeremo le famiglie, gli studenti e gli insegnanti a casa con contenuti e laboratori grazie all’e-book Art at Times: una mappa interattiva per esplorare il mondo dell’arte contemporanea, disponibile in italiano e in inglese: E-BOOK ispeakcontemporary

La vita della mostra: anche se non è possibile visitare Aletheia di Berlinde De Bruyckere dal vivo, vi porteremo nelle sue sale condividendo ogni giorno su Instagram e su Facebook un racconto: dai laboratori per famiglie alla performance degli studenti del Liceo Cottini; dai corsi di formazione per insegnanti all’esperienza degli studenti del Liceo Cavour, mediatori per una sera; dalle attività di accessibilità a quelle con i bambini della scuola dell’infanzia. Aletheia continua così a vivere, a creare ricchezza e pensiero.
Scarica la Short guide della mostra Aletheia realizzata dagli studenti del Liceo Artistico Cottini: Short Guide ALETHEIA

Let’s read: nasce nel ciclo di incontri che la Fondazione ha ideato con le Biblioteche Civiche Torinesi, da anni impegnate nella promozione e diffusione dei Gruppi di lettura. Non possiamo leggere insieme, ma possiamo farlo nelle nostre case, e condividerlo sulle Instagram Stories @fondazionesandretto con l’hashtag #letsread. Creeremo una raccolta di voci, parole e immagini per tenerci uniti, con un tema comune: quello del cambiamento e della trasformazione, un filo rosso che attraversa e intreccia la programmazione espositiva della Fondazione nel 2020.

I Speak Contemporary: è il progetto di e-learning per avvicinare all’arte contemporanea utilizzando la lingua inglese, nato nell’ambito del Progetto Diderot, realizzato dalla Fondazione CRT. Sul sito www.Ispeakcontemporary.org sono disponibili le video lezioni dedicate a sei artisti contemporanei: Maurizio Cattelan, Gabriel Kuri, Ragnar Kjartansson, Goschka Macuga, Paola Pivi e Hans-Peter Feldmann.
Il sito contiene video, testi di approfondimento, laboratori, un ricco archivio di immagini e link e un blog. Alla pagina Instagram @Ispeakcontemporary ogni settimana troverete nuovi contenuti, focus su opere, mostre e artisti e interviste a studenti e insegnanti.

Let’s Talk: Possiamo fare mediazione culturale su uno schermo? Crediamo di si, almeno in parte. È una sfida che abbiamo deciso di accogliere con #LetsTalk. La mediazione è una conversazione, un cerchio di pensieri, impressioni, interrogativi e scoperte, mosso dalle immagini e dai lavori degli artisti. Let’s Talk entra sulla nostra pagina Instagram, uno spazio specifico nel quale proveremo a tradurre alcuni dei principi della mediazione culturale d’arte. Possiamo continuare a intrecciare opere e parole. Possiamo continuare a fare domande, a metterle in circolo, senza chiedere per forza risposte. Abbiamo deciso di cominciare dall’Art Kit, una palette di 10 colori e 10 domande: un piccolo oggetto portatile, progettato per accostarci all’arte contemporanea, nato in Fondazione insieme alla mediazione culturale. Riprendiamo alcune di quelle 10 domande (sul titolo di un’opera, sulla funzione dei suoi colori, sui suoi contenuti narrativi), e intanto ne cerchiamo di nuove, adatte a mettere in moto il nostro sguardo dentro l’immagine luminosa che riproduce un’istallazione, una scultura. Poi cercheremo frasi brevi e incisive, facendoci aiutare dalle voci della letteratura, della filosofia, della poesia, del presente e del passato, in un’ideale cerchio di pensieri senza punteggiatura.
Let’s Talk – Pdf

È importante non sentirci isolati, partecipare, riscoprire la nostra voce. Restiamo a casa, ma restiamo in ascolto.

In questo momento storico, in cui proliferano estremismo e razzismo, in cui compassione e solidarietà sono inariditi, in cui vediamo troppe somiglianze con l’inquietudine degli anni trenta che ha preceduto le mostruosità innominabili dell’Olocausto e quella particolare diffamazione della civiltà è persino negata da persone con troppo potere politico, sento l’esigenza di proporre immagini audaci, forti. Voglio portare quella stanza al pubblico. Come una esperienza fisica, immersiva”. BdB

Qui l’intervista a Berlinde De Bruyckere realizzata dagli studenti della IIID del Liceo Artistico Cottini:

 

La vita della mostra. Tre Antigoni.
Il cuore della mostra di Berlinde De Bruyckere, la monumentale installazione Aletheia – On-Vergeten, ha accolto le riflessioni e le letture del maestro Paolo Bertini e dei suoi allievi della scuola primaria di Venaus.

 

La voce degli artisti
Dal 2015, sono centinaia gli studenti delle scuole secondarie di II grado di Torino che hanno avuto l’opportunità di incontrare gli artisti che hanno presentato le loro mostre alla Fondazione Re Rebaudengo: Adrian Villar Rojas, Ed Atkins, Liam Gillick, Monster Chetwynd e Berlinde De Bruyckere. Nel montaggio tratto dalla serie di video interviste curate degli studenti del Liceo Artistico Renato Cottini, tutte le risposte alla domanda “Che cosa significa per te essere un artista”?

 

Mappa tattile della mostra Aletheia
Il tour virtuale della mostra Aletheia di Berlinde De Bruyckere è possibile anche per persone con disabilità visiva, grazie alla mappa tattile realizzata in collaborazione con Tactile Vision Onlus. Sul sito www.fsrr.org, alla sezione Educazione/Accessibilità, è disponibile un QR code che, inquadrato con lo smartphone, rimanda all’audiodescrizione degli spazi e dei temi della mostra.
Mappa tattile Aletheia

Corso di formazione con Emanuele Enria
I temi della mostra Aletheia di Berlinde De Bruyckere sono stati il punto di partenza per la progettazione del corso di formazione per docenti, ricercatori e studenti universitari, condotto dal Dipartimento Educativo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, in dialogo con esperti di varie discipline. Uno di questi è Emanuele Enria, performer, insegnante del metodo Feldenkrais e ricercatore indipendente, con un particolare interesse per il legame tra danza, arte e movimento.

 

Scambi d’arte
Scambi d’Arte è un progetto condiviso tra il Dipartimento Educativo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e i Servizi Educativi della Città di Torino, per sperimentare e promuovere nuove modalità di formazione e co-progettazione tra scuola e museo.
La mostra Aletheia di Berlinde de Bruyckere è il contesto della ricerca: porta a riflettere su grandi temi come la bellezza, la verità, la memoria, la ciclicità di vita e morte, la metamorfosi.

 

Laboratorio con la Fondazione Carlo Molo
Aletheia nel corpo. Portarsi a casa una mostra come ricordo di una sensazione fisica. È quello che abbiamo fatto con il gruppo di persone afasiche della Fondazione Carlo Molo, alternando al racconto delle opere le proposte di movimento di Elena Maria Olivero, danzatrice e danzaterapeuta dell’Associazione è.

 

Formazione con Rocco Rolli
Di quali strumenti ha bisogno un museo per essere accessibile a tutti? Quali competenze professionali sono necessarie per costruirli? Quali sono le leggi di riferimento? Queste sono alcune delle domande al centro dell’intervento dell’architetto Rocco Rolli, a cui abbiamo chiesto un focus sulla progettazione inclusiva nell’ambito del nostro corso di formazione per docenti, ricercatori e studenti universitari.

 

Formazione con Luca Scarlini
Cantare l’opera. Parlare in prosa come se fosse poesia. Partire da una postura insolita, dal riverbero delle voci, dalla vibrazione delle opere nello spazio, dal ritmo della camminata e del pensiero. Questo è il modo in cui Luca Scarlini – performer, scrittore, storyteller in scena, docente di narrazione dei beni culturali alla Scuola Holden di Torino e all’Università Ca’ Foscari di Venezia – ha condotto l’incontro di formazione dedicato a insegnanti, ricercatori e studenti universitari, promosso dal Dipartimento Educativo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.

 

Intervista con Adrian Villar Rojas
Ottobre 2015. Manca circa una settimana all’inaugurazione della mostra Rinascimento di Adrian Villar Rojas, uno dei progetti espositivi più ambiziosi mai presentati dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. L’artista è a Torino da più di un mese, e lavora con la sua équipe di 8 persone, insieme allo staff tecnico della Fondazione, guidato da Giuseppe Tassone. Tra le scelte radicali di Villar Rojas, quella di non volere nessun testo (nessun comunicato stampa, nessuna didascalia, nessun testo a muro) e di non rilasciare interviste a proposito del nuovo progetto. Però, quando gli chiediamo di incontrare un gruppo di studenti del Liceo Artistico Cottini, ci sorprende: non esita, dice immediatamente di sì.

 

Intervista con Liam Gillick
Quando lo contattiamo per proporgli di incontrare gli studenti dei licei di Torino per raccontare il suo lavoro, Liam Gillick è a Manchester: sta lavorando con New Order a So It Goes, l’evento del Manchester Festival che, come scrive Paul Morley “rivede, riposiziona, ricorda e, in definitiva, riformula, la storia dei New Order”. E lo stesso si può dire della pratica artistica di Gillick, che accetta la proposta scrivendoci: “Vorrei parlare ai ragazzi di come collaborare con altri artisti e rimettere continuamente in discussione il mio lavoro sia una parte fondamentale del mio approccio”.

 

Intervista con Monster Chetwynd
Ottobre 2018. Mancano pochi giorni all’inaugurazione della mostra di Monster Chetwynd, Il gufo con gli occhi laser, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. L’artista sta allestendo la mostra e preparando la performance che presenterà la sera dell’inaugurazione. In questi giorni di lavoro intenso, insieme ai suoi assistenti e allo staff tecnico della Fondazione, lei accetta con generosità di dedicare del tempo agli studenti dei liceo di Torino. Il giorno dell’incontro, l’auditorium è pieno e gli studenti hanno tante domande per Monster, che inizia condividendo un estratto di un’intervista a Frank Zappa. “Mi interessano le persone libere” dice ai ragazzi “che non accettano etichette e affrontano la vita con ironia e leggerezza, ma anche con coerenza e abnegazione”. Parla del suo modo di lavorare, in costante dialogo con amici e collaboratori, dei suoi riferimenti culturali – dai Monty Python e Mae West, alla mitologia, i tarocchi e il dadaismo.

 

Time Capsule. Ludovica Carbotta, Monowe: mostra e workshop.
Monowe è la città immaginaria che Ludovica Carbotta progetta e costruisce dal 2016. “È un estremo, un paradosso: una città con un unico abitante”. Il 29 settembre scorso, nel tribunale di Monowe, si è celebrato un processo. L’abitante solitario è imputato del reato di segregazione, per aver posto in essere condotte di isolamento. Su un cittadino al di sopra di ogni sospetto è la performance che ha chiuso la personale di Ludovica Carbotta alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, curata da Irene Calderoni (15 aprile-29 settembre 2019). La performance, documentata dal video, è l’esito di un laboratorio, ideato dall’artista con le mediatrici culturali della Fondazione. Vi hanno preso parte insegnanti, filosofi, studenti, psicologi, avvocati, artisti. Insieme, hanno abbracciato la narrazione di questa città “ideale”, lavorando sul tema della solitudine, dell’isolamento, della segregazione. Rivisto oggi, il video innesca nuove riflessioni e domande.

 

Vita della mostra: Monowe e Dynamo Camp.
Domenica 26 maggio 2019 con i ragazzi di Dynamo Camp e le loro famiglie abbiamo esplorato, abitato e “ricostruito” Monowe, la mostra personale di Ludovica Carbotta alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Dynamo Camp è il primo Camp di Terapia Ricreativa in Italia che ospita gratuitamente bambini affetti da patologie gravi e croniche. Tra le attività ricreative promosse dal Camp c’è Art Factory, un progetto di arte contemporanea che mette in contatto i ragazzi con i più grandi artisti del panorama internazionale, collaborando con le più grandi istituzioni museali italiane. Per questa collaborazione, il dipartimento educativo della Fondazione ha invitato Ludovica Carbotta a condurre un workshop nello spazio espositivo. Con lei abbiamo esplorato Monowe, città pensata per un unico abitante, riflettendo sui processi di progettazione e sulla dimensione emotiva del lavoro: solitudine, paura, protezione, fuga.

 

Time Capsule. YouPrison.
Ogni lunedì, vi racconteremo una mostra, un capitolo della storia espositiva della/di Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (1995-2020) . La apriremo come una “capsula del tempo” per rileggere opere, narrazioni e teorie con la consapevolezza di oggi.
Giugno 2008: “You Prison”. Nell’anno in cui Torino ospita il Congresso Mondiale degli Architetti e in occasione di Torino 2008-World Capital Design, la Fondazione propone una mostra attorno a un tema architettonico spesso rimosso sia dalla società civile che dalle scuole di architettura: l’unità abitativa del detenuto in carcere. In “YouPrison”, 11 studi di architettura internazionali hanno esplorato le possibili declinazioni fisiche di una cella di dimensioni standard (3x4m), facendo emergere le indissolubili implicazioni etiche, politiche e sociali del regime carcerario ed evidenziando per esteso le condizione di isolamento e di solitudine.