Educazione

Pubblico Adulto

ACCESSIBILITÀ

Pubblico Adulto

ACCESSIBILITÀ

Rendere un museo accessibile vuol dire assicurare la possibilità ad ogni visitatore di fruire dei contenuti culturali che custodisce. I percorsi e le attività proposte dal Dipartimento Educativo della Fondazione vogliono essere uno strumento che permetta a tutti, con gli strumenti più adatti, una più facile e attiva partecipazione alla vita culturale della città.

Il Dipartimento Educativo organizza su prenotazione attività di visita in mostra e laboratori specifiche per persone con disabilità, ed è in contatto con alcune tra le più importanti realtà che operano in favore di persone disabili sul territorio.

Tra i percorsi più rilevanti c’è quello legato alla disabilità visiva, intrapreso con l’UICI, Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Torino. Per facilitare l’accesso e la comprensione degli spazi e dei contenuti è stata progettata, in collaborazione con Tactile Vision Onlus, una mappa tattile dell’edificio, e per le didascalie delle opere viene utilizzato il font Biancoenero, un carattere che facilita la lettura a ipovedenti e dislessici. Il più importante risultato della collaborazione con l’UICI è il percorso di studio sul rapporto tra arte contemporanea, linguaggio e percezione sensoriale, inaugurato con un workshop, ampliato in una giornata seminariale di studi, e che procede con approfondimenti teorici e pratici in una ricerca che coinvolge, oltre a UICI e Tactile Vision Onlus, anche il PAV, Parco d’Arte Vivente, il TAL, Turin Accesibility Lab del Politecnico di Torino, e il Servizio Disabili della Città di Torino, realtà che si riconoscono nel gruppo Making Sense.

Nel 2012 la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ha aderito al Manifesto per la Cultura Accessibile a Tutti, una dichiarazione del comune impegno delle principali istituzioni culturali di Torino e dell’area circostante sui temi dell’accessibilità culturale.

Numeri: una media di 1000 partecipanti all’anno

Target: centri diurni, associazioni e fondazioni che si occupano di disabilità fisica e psichica.

Durata: progetto permanente

Prossimi appuntamenti

Dal 16 al 19 novembre 2017
LabLitArch
Di un buon libro si dice che ha una struttura solida, che sta in piedi, che è ben costruito. Giocando sulle affinità tra architettura e scrittura, nel Laboratorio di Architettura Letteraria il testo diventa la traccia per la costruzione del suo possibile corrispondente architettonico.
Come nei precedenti workshop di Matteo Pericoli, il risultato sarà il frutto della collaborazione tra architetti e comuni lettori, esperti, appassionati. In questa particolare occasione, e nell’ambito dei progetti di accessibilità culturale realizzati dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, l’attività è rivolta anche a persone con disabilità visiva. Sarà un’occasione per condividere la propria esperienza, personale o professionale, di rapporto con la lettura e con lo spazio.
Date e orari
giovedì 16 novembre, ore 18-21 – tutti tranne gli architetti
venerdì 17 novembre, ore 15-16 – solo per gli architetti (per aggiornamento sullo stato dei lavori)
venerdì 17 novembre, ore 16-19 – tutti
sabato 18 e domenica 19 novembre, ore 12-19 – tutti
domenica 19 novembre, ore 18 – restituzione al pubblico dei risultati del workshop
Tutte le informazioni alla pagina http://fsrr.org/lablitarch/

 

21 Dicembre 2017, ore 18.30
Visita con esperienze tattili alla mostra Come una Falena alla Fiamma
Comprendere veramente un’opera d’arte è un’esperienza difficile, ma molto gratificante. Osservarne l’aspetto esterno è solo una parte di questa esperienza, e non sempre basta a capire le vere intenzioni dell’artista. La condizione di non poter vedere l’opera può però diventare un modo per concentrare l’attenzione su altri aspetti sensoriali: la visita sarà una scoperta di modi inconsueti per attivare l’intera macchina percettiva che è il nostro corpo, alla ricerca del significato più profondo dell’opera.
L’attività è dedicata a persone con disabilità visiva e a persone che vorranno bendarsi, o accompagnare persone cieche o bendate.

 

18 Gennaio 2018, ore 18.30
Veniamo alle Mani
Veniamo alle Mani è un percorso sperimentale sulla comunicazione dell’opera d’arte a persone con disabilità sensoriale, pensato per cercare insieme modi e strumenti per avvicinare tutti all’arte contemporanea.
Persone con disabilità visiva e uditiva potranno raccontare le caratteristiche del proprio linguaggio, rispettivamente il Braille e la Lingua Italiana dei Segni, e insieme proveremo ad arrivare a un’esperienza di scambio delle conoscenze e delle storie di ciascuno, attraverso i temi e le suggestioni delle opere in mostra.
L’attività è dedicata a persone con disabilità visiva e uditiva, sarà presente un interprete in Lingua Italiana dei Segni.

 

22 Febbraio 2018, ore 18.30
Visita alla mostra Come una Falena alla Fiamma, dedicata a persone con disabilità uditiva
Nella mostra Come una Falena alla Fiamma sono esposte opere che appartengono a importanti collezioni d’arte di musei torinesi, con opere che vengono sia dal passato che dalla contemporaneità.
Come tutte le collezioni, anche queste sono state messe insieme a volte facendo scelte molto attente, altre volte scommettendo sul futuro degli artisti, e, proprio come ogni collezione, anche queste vengono da una passione. La falena di cui parla il titolo della mostra è paragonata al collezionista, irresistibilmente attratto dall’opera d’arte come la falena dalla luce: il tema della mostra è infatti l’importanza delle passioni e delle ossessioni, e come queste siano presenti nella nostra vita quotidiana.
La visita è dedicata a persone con disabilità uditiva, sarà presente un interprete in Lingua Italiana dei Segni.

Per informazioni e iscrizioni: accessibilita@fsrr.org 011-3797631

Pubblico Adulto

LA MEDIAZIONE CULTURALE DELL’ARTE

Pubblico Adulto

LA MEDIAZIONE CULTURALE DELL’ARTE

La mediazione culturale dell’arte è la forma scelta dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per istituire in mostra, quotidianamente, una relazione attiva con i pubblici degli adulti. Introdotta nel 2002, realizza una delle missioni principali della Fondazione, quella cioè di avvicinare il pubblico all’arte contemporanea, attraverso una modalità personale e discorsiva.

Il ruolo del mediatore culturale è quello di instaurare e facilitare il contatto diretto tra il visitatore, l’opera, la ricerca dell’artista e la mostra, fornendo informazioni, sollecitando il dialogo e valorizzando le interpretazioni individuali. La mediazione trasforma lo spazio espositivo in un luogo della conoscenza, del confronto e dell’esperienza secondo un approccio di Lifelong Learning, ovvero di apprendimento continuo, lungo tutto l’arco della vita.

Il servizio di mediazione culturale in Fondazione è continuo, disponibile in italiano e inglese. Il visitatore ne può usufruire in qualsiasi momento, lungo tutto l’orario di apertura. È gratuito e non necessita di prenotazione. Il servizio è svolto da uno staff di mediatori provenienti da lauree in discipline artistiche e umanistiche, che partecipano a una formazione continua ideata e realizzata dalla Fondazione con lezioni e laboratori.

Pubblico Adulto

LABORATORI PER ADULTI

Pubblico Adulto

LABORATORI PER ADULTI

La finalità dei laboratori riservati ai pubblici degli adulti, proposti in Fondazione a partire dal 2010, è quella di offrire ai partecipanti un’esperienza conoscitiva e creativa, esaudendo le attese rilevate nei visitatori della Fondazione attraverso il questionario e l’osservazione qualitativa: acquisire nuove conoscenze e fare un’esperienza attiva all’interno del museo. Dedicati a giovani e adulti, a ingresso libero previa iscrizione, si svolgono nella fascia oraria serale, durano due ore e sono programmati durante l’apertura gratuita del giovedì. Ambientati direttamente in mostra, a Fondazione aperta, consentono anche ai normali visitatori non iscritti ai laboratori, di entrare in contatto con un uso nuovo dello spazio museale, orientato da un approccio dinamico e informale.

I laboratori con gli adulti propongono un set di attività ispirate da una serie di opere, individuate tra quelle esposte. Si basano sull’alternanza tra attività nello spazio espositivo e rielaborazione in aula didattica e tra contributi individuali e produzione di elaborati per piccoli gruppi. Non richiedono ai partecipanti competenze tecniche specifiche e non sono basati sull’insegnamento di tecniche artistiche bensì guidati dal principio dell’opera e della mostra intesi quali fonti di ispirazione, occasione di analisi, interpretazione, narrazione, confronto e sintesi.