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SUMMARY:IT’S MY PLEASURE | laboratorio teorico-pratico
DESCRIPTION:11 novembre orario 16-19 \nFONDAZIONE SANDRETTO RE REBAUDENGO \nit’s my pleasure è un progetto multidimensionale sul piacere ideato dalla danzatrice e ricercatrice Maria Elena Mela Seidenari: uno spazio dove ci si muove\, si legge\, si parla\, ci si ascolta\, si guarda\, si prende tempo\, si scrive intorno alla (propria) sessualità.    \nit's my pleasure porta l'eros in primo piano e offre una prospettiva femminile e femminista sul desiderio e l'autocensura.  \nit's my pleasure offre una piattaforma di facilitazione e incontro dove si mescolano pratiche somatiche\, teorie sociologiche e paesaggi sonori per sollevare domande sull'eros e sugli ostacoli e condizionamenti che inibiscono l'esperienza piena e intatta del piacere (se mai esistesse).  \nit’s my pleasure è già stato tante cose: nasce come performance\, diventa opera di videodanza e muta nuovamente verso un formato ibrido tra la lecture performance e il dispositivo orizzontale di condivisione.   \nOra è proprio questo: un laboratorio teorico-pratico dove si genera conoscenza collettiva a partire da una riflessione incarnata sulle esperienze personali.    \nIl laboratorio è gratuito fino a esaurimento posti\, con iscrizione obbligatoria all’indirizzo ritamaria.fabris@unito.it  \nProgetto vincitore del Premio Speciale Movin’Up IN 2022/2023 a cura di MiC - DG Spettacolo\, GAI Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani\, Teatro Pubblico Pugliese Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura\, GA/ER Associazione Giovani Artisti dell’Emilia-Romagna.   \nRealizzato con il sostegno di Associazione Didee / La Piattaforma. La Città Nuova Dipartimento di Studi Umanistici\, Università degli Studi di Torino\, nell'ambito dell'insegnamento di Storia della danza e della performance (Prof.ssa Rita Maria Fabris).   \nGrazie a studio Jahnstraße Neukölln e Lake Studios\, Berlin 
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SUMMARY:SOUND QUESTS 23 From the bottom of your heart\, pray to be released from image
DESCRIPTION:SOUND QUESTS 23 From the bottom of your heart\, pray to be released from image\n18 novembre 2023\nFondazione Sandretto Re Rebaudengo\, Torino \nArrivato alla terza edizione\, Sound Quests è un progetto a cura di ALMARE dedicato alle narrazioni sonore e alle pratiche di world-building. La parola “quests” fa riferimento ai livelli di gioco\, cardine della prima edizione\, unitamente all’indagine su diversi topos narrativi videoludici. \nIl 18 novembre 2023\, ALMARE e Paynomindtous vi invitano ad esplorare il rapporto tra suono e narrazione accedendo ad un terzo livello: l’assenza di immagini. Questo livello scaturisce da un paradosso\, proponendo l’esperienza del cosiddetto “imageless cinema”. Cosa succede ad un film se sottraiamo l’elemento fondamentale delle immagini in movimento? Ci troviamo in un interregno tra video e suono indagato da artistɜ\, scrittorɜ e registɜ fin dagli albori del cinema sonoro: da Weekend di Walter Ruttmann (1930)\, che utilizzava esclusivamente la tecnologia del suono della pellicola ottica\, alle lunghe sequenze di schermo bianco in L'homme atlantique (Marguerite Duras\, 1981); da James Coleman e i suoi film di diapositive con colonne sonore fino ai più recenti Branca de Neve (2000) di João César Monteiro o Expedition Content (2018)\, splendido sound-film etnografico di Ernst Karel & Veronika Kusumaryati. La terza edizione di Sound Quests si apre con la proiezione di una delle massime espressioni del genere: Blue (1993) di Derek Jarman. Per 75 minuti lo schermo si riempie di blu Klein\, mentre le voci di Jarman\, Tilda Swinton\, Nigel Terry e John Quentin\, insieme a suoni e musica\, creano un paesaggio sonoro per dar corpo a ciò che non può essere visto. Al centro del discorso c’è l’esperienza corporea di una malattia ormai completamente debilitante: Jarman scomparirà nel 1994\, vittima della pandemia globale di AIDS e della stigmatizzazione delle persone affette. Proprio a causa delle complicanze della malattia\, Jarman aveva perso quasi completamente la vista ed era in grado di distinguere soltanto alcune tonalità di blu. Come scrive Alison Young\, nonostante il radicale livello di astrazione Blue non abdica alla propria vocazione narrativa: una narrazione di piacere\, di rabbia\, di dolore. \nLa serata prosegue con THE WORLD I WANT TO SEE\, una performance inedita di Jessika Khazrik\, la cui ricerca interdisciplinare di artista\, tecnologa\, educatrice e DJ attiva pratiche di benessere\, trascendenza e guarigione collettive\, attingendo a conoscenze transgenerazionale e transmillenarie. \nA completare il livello\, un DJ set del musicista\, DJ e sound designer torinese Federico Chiari\, che propone una selezione sulle coordinate dell’hardcore continuum tra footwork\, gabber e improvvise virate astratte e infine da Ectasya\, DJ fondatorɜ di Maythey di Lisbona\, prima club night della città a combinare hardstyle e hardcore con quello che definiscono un impenitente spirito queer\, giustapponendo velocissimi ritmi rutilanti ad una sublime eufonia pop. Queer\, fast & hard. \nL’evento si terrà presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo che\, dopo aver ospitato la seconda edizione dedicata alla trasmissione orale\, rinnova il dialogo con ALMARE\, in linea con un longevo focus sulle pratiche sonore e il supporto alle realtà associative del territorio. Nelle tre ore precedenti all’apertura porte\, sarà possibile visitare le mostre Visual Persuasion di Paulina Olowska e Vestiges di Peng Zuqiang. \nPROGRAMMA: \n20:00 Apertura porte \n20:15 Talk introduttivo con ALMARE e James Mackay\, produttore di Blue \n20:30 Blue (1993) di Derek Jarman (UK)\, screening (75’) \n22:15 Jessika Khazrik (LBN)\, live performance \n23:00 Federico Chiari (IT)\, DJ set \n00:00 Ecstasya (PT)\, DJ set \nFondazione Sandretto Re Rebaudengo / Via Modane\, 16\, 10141 Torino \nTICKETS I biglietti d'ingresso comprendono la visita alle mostre Visual Persuasion di Paulina Olowska e Vestiges di Peng Zuqiang\, visitabili dalle 17:30 \nOnline \nFilm + live & DJ sets € 10 + costi di prevendita \nLive & DJ sets € 8 + costi di prevendita \nFilm + live & DJ sets Studentɜ ridotto € 8 + costi di prevendita (per ottenere il codice sconto\, invia una foto del tesserino universitario a info@almareproject.it) Alla porta Film + serata € 15 \nSerata € 13 \nStudentɜ ridotto € 8 \nGratuito per persone con disabilità \nVorresti partecipare\, ma in questo momento sei in una condizione di fragilità economica? \nScrivici in dm! \nSound Quests è parte della rassegna The Listeners\, vincitrice del Fondo Unico per lo Spettacolo 2023 del Ministero della Cultura; realizzata con il supporto di Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT. The Listeners è una rete informale per la programmazione e realizzazione di eventi\, progetti e servizi legati al mondo della musica\, dell’arte contemporanea e dello spettacolo dal vivo\, concentrandosi sulle pratiche transdisciplinari che utilizzano il suono come mezzo espressivo. Fondata a Torino nel 2022\, la rete è attualmente composta da Almare\, Cripta747 e Metamorfosi Notturne.
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SUMMARY:L’AMAVO TROPPO E LE HO SPARATO | Una performance-parata di Irene Pittatore
DESCRIPTION:in collaborazione con Isabelle Demangeat e il corso di Sociologia delle Pari Opportunità di Stefania Doglioli / Fondazione Cirko Vertigo \nVenerdì 24 novembre 2023 ore 15\,30 - 16\,30\nVia Montebello\, fra via Verdi e corso San Maurizio a Torino  \n(in caso di pioggia la performance si svolgerà sotto i portici di via Po\, fra via Montebello e via Sant’Ottavio)  \nIl Dipartimento Educativo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo invita alla performance-parata del progetto L’amavo troppo e le ho sparato\, di cui è partner.\nOtto drappi\, ricamati da più di duecento persone nell’arco di cinquecento ore di lavoro\, si incaricano di diffondere fra le vie della città stralci di articoli e di processi internazionali per violenza domestica e femminicidio a partire dal 1847.  \nIssati su supporti in legno a mo’ di stendardi insostenibili\, i drappi sono portati allo sguardo e alla consapevolezza del pubblico attraverso un’azione acrobatica silenziosa\, che annuncia la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne\, invitando tutte e tutti a farsi carico di una parte di responsabilità.  Uno strumento artistico di riflessione e analisi dell’immaginario legato alla virilità\, che porta con sé assegnazioni e ingiunzioni sociali in cui la violenza raramente è messa in discussione\, se non nel momento in cui diventa reato.  \n Dal 27 ottobre al 30 novembre 2023\, prima e dopo la performance\, i drappi sono in esposizione da InGenio Arte Contemporanea in corso San Maurizio 14/E  \n Un progetto sostenuto da Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile APS\, ENGAGEDin / In collaborazione con Fondazione Cirko Vertigo / Con il Patrocinio di Politecnico di Torino / Partner scientifici Fermata d'Autobus onlus\, Forme in bilico APS / In collaborazione con APID Torino Imprenditorialità Donna\, Dipartimento educativo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo / Edizioni Capovolte / Ricamo a cura di Laura Guercio Coppo\, Adriana Pittatore\, Melina Benedetto e di 200 partecipanti al workshop itinerante / Graphic design Studio Grand Hotel / Supervisione acrobalance Guillermo Hunter / Supporti in legno Screw Project / Con il contributo di Città di Torino\, Fondazione Sviluppo e Crescita CRT e di 129 donors su Eppela  
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SUMMARY:Alessandro Di Pietro. Race of a Hippie
DESCRIPTION:Alessandro Di Pietro \nGhostwriting Paul Thek \nRace of a Hippie \nScreening del film e talk con l'artista\, Cornelia Mattiacci\, No Text Azienda \nFondazione Sandretto Re Rebaudengo\, Torino \n30 novembre\, 19 \nFondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta Race of a Hippie\, 2023\, opera video dell’artista Alessandro Di Pietro (1987)\, parte di Ghostwriting Paul Thek: Time Capsules and Reliquaries\, che si compone di un nucleo di lavori concepiti in dialogo con la vita e l'opera dell'artista americano Paul Thek (1933-1988). \nLo screening è accompagnato da un talk con l’artista\, la curatrice Cornelia Mattiacci\, e i membri del collettivo di video-making No Text Azienda. La conversazione approfondirà la pratica artistica di Di Pietro\, dalla genesi del progetto Ghostwriting Paul Thek\, curato da Peter Benson Miller e Cornelia Mattiacci\, all’esplorazione delle strategie narrative e fonti documentarie alla base di Race of a Hippie\, realizzato dall’artista in collaborazione con No Text Azienda. \nDurante la residenza presso l'American Academy di Roma nel 2017\, Di Pietro ha iniziato a lavorare a una storia immaginaria in cui Thek - morto di AIDS all’età di 54 anni - non sarebbe prematuramente scomparso\, ma avrebbe proseguito post mortem la sua pratica di artista. “Il mio intento era quello di lavorare come ghostwriter di Paul Thek” spiega Di Pietro “ho continuato le sue misteriose narrazioni con il mio linguaggio\, adattandolo ai discorsi che circondano la storia di oggi: narrazioni socio-politiche e fatti del nostro tempo. Il mio processo è stato immaginare come una storia – in questo caso\, la storia del lavoro di un artista – sarebbe continuata se non fosse stata interrotta”. \nIl cortometraggio\, insieme alle tre sculture e al dipinto che completa la serie\, è attualmente esposta a Palazzo Monti\, Brescia\, nella mostra personale di Di Pietro\, a seguito delle tappe presso il CAN-Centre d’Art Neuchâtel\, Svizzera\, e il Watermill Center\, New York. Centro di sperimentazione contemporanea e sede ufficiale di un consistente nucleo di opere e archivio di Thek\, il contesto del Watermill ha innescato la genesi di Race of a Hippie\, ispirato all'iconica scultura di Thek The Tomb (Death of a Hippie)\, 1967\, emblema di speculazione narrativa sulla morte e la resurrezione dell’artista. Bilanciando realtà e finzione ed esplorando le questioni relative all'influenza\, al senso di appropriazione e all'azione artistica esercitata dagli Stati Uniti\, il progetto mette in luce l’eredità del duraturo e sfuggente lavoro di Paul Thek. \nLa produzione del video\, così come il programma di mostre\, talk\, screening e workshop che accompagna la sua presentazione nel corso del 2023-2024 è stato possibile grazie al sostegno dell’Italian Council (XI edizione\, 2022)\, programma di promozione internazionale dell’arte italiana della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Il progetto è presentato dall’associazione culturale Palazzo Monti; partner culturali del progetto sono Watermill Center\, NY; CAN-Centre d’Art Neuchâtel\, CH; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo; Fondazione Nicola Del Roscio; Accademia di Belle Arti di Urbino. \nA conclusione della mostra a Palazzo Monti\, la mostra Ghostwriting Paul Thek: Time Capsules and Reliquaries verrà presentata a febbraio 2024 alla Fondazione Nicola Del Roscio\, Roma\, prima di entrare a fare parte della collezione pubblica del museo Madre a Napoli. Nella primavera 2024\, verrà pubblicato il libro che accompagna e conclude l’intero progetto (Ed. Mousse Publishing). \nSi ringraziano i membri del team di progetto Paola Clerico\, Ginevra d’Oria\, Pietro Gatto\, Cornelia Mattiacci\, Peter Benson Miller ed Edoardo Monti\, così come i collaboratori Lucrezia Galeotti\, Owen Laub\, Alessandro Bava\, Alessandra Castelbarco Albani e Marco Di Nallo / Villa Imperiale\, Pesaro\, Valeria Ferrari e Alessandro Azzoni / Open Care\, Milano\, Francesca Cattoi.
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