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SUMMARY:Guarene: due nuove mostre a Palazzo Re Rebaudengo e una nuova scultura al Parco d’Arte
DESCRIPTION:Guarene\, 6 maggio\, dalle 17 alle 20 \nInaugurazione delle mostre RAW e Io vivo timorata\, per l’occidente in caduta libera verso il ———. Divago tuttavia perché nelle vene pompa la musica\, l’alcol scorre e voi\, voi siete tutte tanto belle. Il mondo sarà pure in malora ma qui noi stiam bene- e svelamento dell'opera In ognuno la traccia di ognuno di Marinella Senatore. \nChi arriva a Guarene in auto potrà posteggiare nel campo sportivo di Guarene (Viale Bouillargues). Una navetta porterà a Palazzo Re Rebaudengo. \nAltri parcheggi: Piazza della Pantalera\, Viale Mazzini\, Via Divisione Alpina \nOre 17:00 - Palazzo Re Rebaudengo (Piazza Roma\, 1) \nInaugurazione di \nIo vivo timorata\, per l’occidente in caduta libera verso il ———. Divago tuttavia perché nelle vene pompa la musica\, l’alcol scorre e voi\, voi siete tutte tanto belle. Il mondo sarà pure in malora ma qui noi stiam bene.                     \nArtistə in mostra: Enrico Boccioletti\, Sara Enrico\, Stefano Faoro\, Benedetta Fioravanti\, Rebecca Moccia\, Valentina Parati.\nDurante l’opening del 6 maggio\, sarà organizzata una performance di Giulia Crispiani\, in cui l’artista leggerà un testo inedito.\nA cura di Christy Eóin O’Beirne\, Katherine Jemima Hamilton\, Ariane Sutthavong \nIo vivo timorata\, per l’occidente in caduta libera verso il ———. Divago tuttavia perché nelle vene pompa la musica\, l’alcol scorre e voi\, voi siete tutte tanto belle. Il mondo sarà pure in malora ma qui noi stiam bene. è una duplice manifestazione: una mostra in cui sono presentati i lavori di sei artistə italianə che riflette intorno alla ri-eroticizzazione dei corpi (politici) e una pubblicazione che raccoglie i testi e i saggi visivi di altrə sei artistə italianə prodotti intorno alla rivitalizzazione del linguaggio tramite la poesia. \nLa mostra esplora i momenti di calma\, le calme piatte degli eventi politici. Possedutə da una certa quiescenza\, lə artistə raccontano del potenziale insito nello sfinimento e percepiscono nell’immobilità un crescente brusio erotico. Per loro\, la quiete non è riposo\, rifiuto o inattività\, ma al contrario è una forma di resistenza collocata nel corpo – sia esso sociale\, collettivo\, meccanico o di immagini. \nLa pubblicazione della mostra raccoglie poesie\, saggi e interventi visivi e testuali: una rivitalizzazione del linguaggio intesa come opposizione alle perduranti forme di appropriazione egemonica. \nRAW\nArtistə in mostra: Félixe T. Kazi-Tani e Sido Lansari\nA cura di Bernardo Follini \nIn occasione dell’undicesimo anno di collaborazione con ENSBA Lyon – École Nationale Supérieure des Beaux-Arts\, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ospita la mostra bipersonale “RAW”\, prima presentazione in Italia di Félixe T. Kazi-Tani e Sido Lansari\, artistə partecipanti all’edizione 2023 del Post-diplôme. Il programma è un percorso di ricerca post-laurea per le arti organizzato dalla scuola francese\, coordinato dalla curatrice Oulimata Gueye e aperto ogni anno a cinque artistə. \n“RAW” espone nuove produzioni di Félixe T. Kazi-Tani e Sido Lansari\, concepite e realizzate appositamente per gli spazi di Palazzo Re Rebaudengo di Guarene. Al centro del dialogo risiede un’esplorazione della relazione tra corpo\, cibo e sessualità. \nLa mostra esplora la relazione tra alimentazione e consumo erotico\, confrontandosi con i processi di sessualizzazione del cibo animale e di animalizzazione dei corpi nella sfera del sessuale\, evidenziandone le intersezioni sulla base delle categorie di genere\, classe e razza. Lə artistə sono accomunatə da una pratica di esplorazione degli archivi nel tentativo di ricomporre dinamiche storiche di oppressione e strategie collettive di autonomia. \nOre 18.15 - Da Palazzo Re Rebaudengo al Parco d'arte Sandretto Re Rebaudengo \nPartenza da Palazzo Re Rebaudengo accompagnati dalla musica della Banda Musicale Città di Alba “Ars et Labor” verso il Parco d'arte Sandretto Re Rebaudengo per lo svelamento dell'opera "In ognuno la traccia di ognuno" di Marinella Senatore. \nCommissionata dalla Fondazione\, l'opera è una grande scultura di luce che l'artista ha concepito per la collina di San Licerio. La scultura accompagna armoniosamente lo sviluppo del camminamento che segna il pendio della collina\, creando un lungo fregio decorativo di luci multicolore\, al cui centro si staglia la frase che dà il titolo al lavoro. \n  \nLABORATORIO | Il gioco del gesto \nIn occasione dell’inaugurazione delle nuove mostre a Palazzo Re Rebaudengo a Guarene\, proponiamo un pomeriggio speciale per bambinə e famiglie\, dedicato alla scoperta dell’arte contemporanea. Il laboratorio sarà un’occasione per giocare con la collezione di frasi raccolte dalla cittadinanza per la nuova opera di Marinella Senatore\, e scoprire tanti modi di stare insieme attraverso il teatro\, il movimento e il disegno. \nAl termine del laboratorio andremo in passeggiata per le vie del borgo\, fino a raggiungere il Parco d’Arte alla collina di San Licerio e svelare la nuova opera dell’artista. \nConducono Elena Stradiotto del Dipartimento Educativo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Stefania Borgogno della Biblioteca Civica di Guarene. \nInformazioni \nPalazzo Re Rebaudengo – Piazza Roma\, 1 – Guarene (CN) \n6 maggio dalle 17.00 alle 18.00. \nLaboratorio gratuito su prenotazione. \nPrenotazioni\nPer prenotare scrivere a dip.educativo@fsrr.org.
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SUMMARY:Una serata di libri
DESCRIPTION:Venerdì 26 maggio\, 2023 \n18 - 20 \nFondazione Sandretto Re Rebaudengo \nVia Modane\, 16\, Torino \n  \nPresentazione di: \nPorpora - Lina Pallotta \nI live in constant fear of the Western descent into     . But I digress. The club is bumping\, the alcohol is flowing\, everybody looks good. There is much pain in the world but not in this room. - Young Curators Residency Programme 2023 \n  \nVenerdì 26 maggio la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo organizza una serata di discussioni\, confronti e comunità per celebrare l’uscita di due pubblicazioni. A partire dalle 18\, la fotografa Lina Pallotta discuterà con il curatore Michele Bertolino l’uscita della sua prima monografia\, Porpora\, che raccoglie il ritratto in-finito della sua amica e compagna Porpora Marcasciano\, figura chiave del movimento trans italiano. Dopo un aperitivo condiviso\, lo scrittore e ricercatore Vincenzo Estremo racconterà di insurrezioni e rivolte in Italia\, sottolineando come la poesia sia sempre più rilevante nell’arena politica\, a partire dalla pubblicazione Io vivo timorata\, per l’occidente in caduta libera verso il         . Divago tuttavia perché nelle vene pompa la musica\, l’alcol scorre e voi\, voi siete tutte tanto belle. Il mondo sarà pure in malora ma qui noi stiam bene.\, curato da Katherine Jemima Hamilton\, Christy Eóin O’Berine and Ariane Sutthavong (curatorə del YCRP ‘23). L’artista e autore Andrea Lo Giudice leggerà un testo poetico a partire dal suo contributo alla pubblicazione e offrirà gratuitamente allə partecipanti la realizzazione di tatuaggi ispirati ai temi del libro - un’occasione per ciascunə di iscrivere sulla propria pelle alcune riflessioni poetiche. \nLibri:  \nPorpora è la prima monografia della fotografa Lina Pallotta (1955\, San Salvatore Telesino\, vive e lavora a Roma). A partire dal 1990\, Pallotta fotografa Porpora Marcasciano\, figura chiave del movimento queer e trans italiano\, con cui a partire dal 1977 ha intrecciato un’amicizia duratura e intima. Pallotta compone un ritratto esteso\, dilatato nel tempo\, infinito che raccoglie l’esperienza di vita di Marcasciano\, osservata con uno sguardo vicino e affettivo e un’attenzione immediata. \nLa pubblicazione raccoglie una selezione di circa ottanta foto: un flusso fotografico che si restringe nell’intimità del privato\, attraversa feste\, eventi politici\, collettività e si espande su paesaggi familiari con l’intento di accennare a una storia collettiva. Il libro include i saggi di Porpora Marcasciano\, Kae Tempest\, Raffaella Perna\, e Allen Frame. La sezione finale\, Archivi\, include oltre centocinquanta documenti donati dagli archivi di alcune tra le associazioni TLGBQI+ italiane. I documenti\, selezionati grazie al confronto con archivistə\, storicə e espertə raccolgono alcuni approfondimenti tramite cui ricostruire i movimenti politici e le lotte attraversate da Marcasciano. Presentati secondo una cronologia sghemba\, i documenti vogliono offrire punti di accesso a una storia collettiva. \nIl progetto è sostenuto dall’Italian Council (2021)\, Direzione Generale Creatività Contemporanea\, Ministero della Cultura. \n  \nIo vivo timorata\, per l’occidente in caduta libera verso il         . Divago tuttavia perché nelle vene pompa la musica\, l’alcol scorre e voi\, voi siete tutte tanto belle. Il mondo sarà pure in malora ma qui noi stiam bene./I live in constant fear of the Western descent into        . But I digress. The club is bumping\, the alcohol is flowing\, everybody looks good. There is much pain in the world but not in this room. è la pubblicazione conclusiva dell’ultima edizione del Young Curators Residency Programma\, curata da Katherine Jemima Hamilton\, Christy Eóin O’Beirne e Ariane Sutthavong. Pubblicata da AXIS AXIS (Nationhood) e disegnata da Federico Antonini\, il libro raccoglie nuovi contributi di sei artistə italianə\, in cui il linguaggio poetico è inteso come ‘eccesso’ liberatorio. \nIl volume raccoglie poesie\, saggi e altri interventi visivi e testuali di Riccardo Benassi\, Sandra Cane\, Ilenia Caleo\, Giulia Crispiani\, Andrea Lo Giudice e Flavia Tritto\, e un’intervista con Franco “Bifo” Berardi\, tramite cui il linguaggio poetico è letto come strategia con cui resistere all’appropriazione egemonica. Le strutture del capitalismo hanno ridotto il linguaggio a uno scambio di informazioni\, svuotandolo del suo potenziale affettivo e politico. I contributi della pubblicazione\, al contrario\, interpretano il linguaggio e la politica al di là del mero scambio di informazioni\, ma come terreno in cui la nostra immaginazione sociale e politica è rinvigorita. \nArtistə  \nL’archivio di screenshot di Daily Desiderio di Riccardo Benassi espande l’idea dell’ ‘evento’ come incursione e connessione. \nSandra Cane incarna l'agonia della separazione che attraversa il citoplasma\, i continenti e misura "la distanza tra di noi". \nIlenia Caleo scrive del corpo attraverso la convergenza delle soggettività\, confondendo un punto di vista con un altro; quello di unə sconosciutə o di un amante per il proprio. \nIl linguaggio indefinibile di Giulia Crispiani crea un luogo di intimità per amanti sconosciutə l’unə all’altrə\, certə in un momento e distanti il successivo. \nAndrea Lo Giudice si appropria di testi trovati\, sradicando frasi dalla loro austera metrica originale\, plasmandole in ritmi irregolari e sincopati troppo erratici per essere compresi dalla logica capitalista. \nNei suoi poemi\, Flavia Tritto interrompe le narrazioni dominanti della storia attraverso disintegrazione\, eccesso ed effimerità\, superando la materialità e cambiando stato come una narratrice sfuggente. \nInfine\, un'intervista con Franco "Bifo" Berardi copre numerosi decenni di sua riflessione sull'esaurimento\, il desiderio\, la desertificazione e l'erotismo.
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SUMMARY:QUELLA SERA IN GALLERIA. COME NACQUE IL CORRIERE DELLA SERA DI MASSIMO NAVA
DESCRIPTION:La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo\, il 31 maggio\, alle 19.00\, presenta il libro “Quella sera in galleria. Come nacque il Corriere della Sera” (Solferino editore) di Massimo Nava. L’autore dialogherà con Patrizia Sandretto Re Rebaudengo\, Carmine Festa e Cristiana Capotondi.\nIngresso libero fino ad esaurimento posti. Si consiglia la prenotazione mandando una mail a rsvp@fsrr.org \n  \nEra un giovane napoletano\, timido e orfano di entrambi i genitori\, che si sarebbe accontentato di un impiego pubblico ma divenne adulto con il gusto della sfida\, la passione civile\, l’amore per la patria\, che servì da volontario con Garibaldi. Eugenio Torelli Viollier diventò giornalista sotto le ali affettuose di Alexandre Dumas\, di cui fu segretario e traduttore\, scoprendo Parigi e i salotti letterari e studiando segreti e regole delle grandi imprese editoriali.\nAmava le lettere\, il melodramma\, il teatro. Scrisse poesie\, romanzi\, libretti d’opera che non ebbero il successo sperato. Era anche un visionario che immaginò di fare con quattro precari colleghi e pochi soldi quello che sarebbe diventato il più grande quotidiano italiano. La sua biografia è straordinaria nello svolgimento\, dalla Napoli borbonica alla Milano della nuova classe dirigente unitaria\, e nella sua attualità: perché è la storia di un successo costruito in giro per l’Europa e nella metropoli lombarda\, dove i talenti del sud vengono a cercare fortuna e valorizzazione. Alla guida del «Corriere»\, il direttore seppe esaltare i talenti che incontrava\, chiamandoli a scrivere per il giornale. Fra questi\, Giovanni Verga\, Luigi Capuana\, Matilde Serao. Seppe anche scoprire l’uomo adatto alla successione: Luigi Albertini\, il direttore del nuovo secolo\, il grande giornalista il cui nome si sarebbe legato per sempre alla storia del «Corriere».\nIl successo del quotidiano\, sbocciato nel giorno di Quaresima sotto le volte della Galleria di Milano\, fu negli ultimi tempi segnato da contrasti interni alla redazione\, maldicenze messe in giro dalla concorrenza e peripezie economiche. E il suo protagonista finì per uscire di scena in punta di piedi\, in solitudine e dimenticato. \n«Questo libro è un omaggio postumo a una figura poco conosciuta\, anche dai lettori del “Corriere”. In quasi mezzo secolo di lavoro in via Solferino\, ho toccato con mano quanto la sua lezione di libertà\, onestà intellettuale e spirito di servizio sia rimasta\, di generazione in generazione\, nei cromosomi del giornale. Torelli Viollier fu il primo a buttare nel cestino il giornalismo autoreferenziale ed elitario e a importare i modelli dei grandi giornali europei\, basati sul primato della notizia e su inchieste e reportage accurati. Ma la sua vicenda è anche il romanzo di un’avventura\, emozionante e romantica\, passionale e incredibile\, come quelle dei moschettieri e dei garibaldini».
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