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SUMMARY:Green Box. Un giardino per l'arte contemporanea nel Borgo San Paolo a Torino
DESCRIPTION:17 settembre\, dalle 18 alle 20\n18 settembre\, dalle 17 alle 19 (in occasione di Graphic Days Torino: in the city) \nA cura di: Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Corso di Laurea Magistrale Interateneo in "Progettazione delle aree verdi e del paesaggio" \nEspongono: studenti del corso di Corso di Laurea Magistrale Interateneo in “Progettazione delle aree verdi e del paesaggio”  \nGreen Box. Un giardino per l'arte contemporanea nel Borgo San Paolo a Torino è un progetto che ha visto la collaborazione tra Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e un pool di 4 prestigiosi Atenei\, Università di Genova\, Università di Milano\, Università di Torino e Politecnico di Torino\, riuniti nel programma di studi magistrale sulla Progettazione delle aree verdi e del paesaggio coordinato dal Prof. Carlo Tosco (Politecnico di Torino).\nGreen Box ha visto impegnati gli studenti della magistrale in un workshop\, strutturato come percorso di ricerca\, analisi e progettazione che ha come tema il giardino Fergat\, spazio antistante la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Il primo momento di workshop ha avuto luogo in Fondazione il 28 maggio con una conferenza dedicata ai temi dell'architettura\, dell'arte contemporanea e dell'architettura del paesaggio\, attraverso i contributi di esperti di varie discipline\, tra cui i professori Alessandro Gabbianelli (Politecnico di Torino)\, Pia Davico (Politecnico di Torino) e Federica Larcher (Università di Torino)\, l'architetto Claudio Silvestrin\, l'artista Alberto Garutti\, oltre alla curatrice di Fondazione Irene Calderoni e al Prof. Carlo Tosco. A giugno il Castello del Valentino\, sede della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino\, ha ospitato il workshop di progettazione che ha visto gli studenti impegnati nell'elaborazione di proposte di riconfigurazione del giardino\, sotto la supervisione del Prof. Alessandro Gabbianelli\, in collaborazione con la Prof.ssa Federica Larcher.\nCome momento di restituzione al pubblico del percorso di ricerca dal 17 al 22 settembre saranno presentati in Fondazione Sandretto Re Rebaudengo i risultati  progettuali elaborati dagli studenti\, proposte di riconfigurazione del giardino Fergat che stabiliscono nuove relazioni tra l'attività della Fondazione e lo spazio urbano che accoglie\, in modo inclusivo e flessibile\, sia le pratiche del quotidiano che gli eventi espositivi e le opere d'arte. \nL'area bookshop di Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenterà i progetti di Green Box e sarà aperto al pubblico:\nmartedì 17 settembre dalle 18.00 alle 20.00\nmercoledì 18 settembre dalle 17.00 alle 19.00\ngiovedì 19 dalle 20.00 alle 23.00\nvenerdì 20\, sabato 21 e domenica 22 dalle 12.00 alle 19.00 \nIl 17 e il 18 le mostre in corso saranno a ingresso gratuito
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SUMMARY:Inaugurazione Da Guarene all'Etna 2019
DESCRIPTION:Da Guarene all'Etna 2019. Boiling Projects \nPalazzo Re Rebaudengo\, Piazza Roma\, 1 Guarene d'Alba (CN) \n21 settembre -17 novembre 2019 \nInaugurazione: 21 settembre 2019 \nProgramma 21 settembre: \nOre 18.30\, Collina di San Licerio\, Guarene\nInaugurazione dell'opera site specific di Paul Kneale (Flat Earth Visa\, 2019) \nOre 19.30\, Palazzo Re Rebaudengo\, Piazza Roma 1\, Guarene\nInaugurazione della mostra Da Guarene all'Etna 2019 - Boiling Projects \nPosteggio: Vicino a Via Divisione Alpina Cuneense\, 8\, 12050 Guarene CN https://maps.app.goo.gl/V35s7VN3n5Le99Y79 \nLa Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta\, dal 21 settembre al 17 novembre\, a Palazzo Re Rebaudengo\, la mostra Da Guarene all'Etna 2019\, Boiling Projects\, a cura di Filippo Maggia. \nA vent’anni esatti dalla prima mostra realizzata a Taormina nel dicembre 1999 e dalle successive edizioni realizzate (l’ultima\, GE/14 Altro dalle immagini\, nel 2014)\, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino celebra questo lungo ciclo di mostre che hanno contraddistinto in maniera significativa ben quattro lustri di ricerca fotografica in Italia con una nuova esposizione dal titolo emblematico Da Guarene all'Etna 2019\, Boiling Projects. \nSono venticinque gli artisti protagonisti del nuovo appuntamento che avrà luogo a Guarene d’Alba nella storica sede della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a partire dal 21 settembre. Venticinque artisti fra i quali ritroviamo Luca Campigotto\, Paola De Pietri\, Alessandra Spranzi\, Francesco Jodice\, Antonio Biasiucci\, Pino Musi\, Carmelo Nicosia\, Daniele De Lonti\, Luca Andreoni\, Tancredi Mangano e Antonio Fortugno\, fotografi che nel 1999 erano considerati “emergenti”\, e che oggi figurano come riferimenti per le generazioni più giovani.\nDa allora la fotografia in Italia ha percorso molte strade\, fra loro anche assai diverse\, ampliando gli orizzonti e soprattutto il senso che all’immagine oggi si vorrebbe dare.\nSpecificando ancora una volta la sua connaturata frammentarietà\, la ricerca fotografica si presenta come un contenitore d’idee e progetti che fermentando trovano infine soluzioni talvolta in linea con il momento storico in cui viviamo\, altre volte proponendosi come vie di fuga o\, ancora\, specchio di condizioni esistenziali\, come traspare dalle opere di autori più giovani quali Claudio Gobbi\, Gianni Troilo\, il duo formato da Tommaso Fiscaletti e Nic Grobler\, Gianni Ferrero Merlino\, Francesco Cardarelli\, Nicolò Degiorgis\, Luca Pozzi\, sino ad arrivare a Renato Leotta\, Marco Tagliafico\, Paola Pasquaretta\, Tiziano Rossano Mainieri\, Elisa Crostella\, Giuliano Severini e Francesco Di Giovanni. \nDa Guarene all'Etna 2019 è stata realizzata in collaborazione con la Fondazione OELLE Mediterraneo Antico di Catania che\, nella primavera del 2020\, riproporrà la mostra in Sicilia. \nInoltre\, da quest'anno\, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo installerà opere di arte contemporanea commissionate a giovani artisti. Sculture site specific di grandi dimensioni\, commissionate agli artisti più promettenti sulla scena internazionali\, verranno collocate tra i rinnovati vitigni di Nebbiolo alla Collina di San Licerio (Guarene). La prima committenza è stata assegnata all'artista canadese Paul Kneale (1986)\, la cui opera verrà inaugurata il 21 settembre in concomitanza con l'opening della mostra Da Guarene all'Etna. \n"Flat Earth Visa" esplora la possibilità di trasformare i processi digitali in sculture. Due elementi distinti – un'antenna parabolica al neon e delle sbarre di recinzione in acciaio\, sono state concepite dall'artista con due modalità diverse: una è stata privata del suo potenziale digitale\, mentre l'altra è stata trasposta in forma digitale. Le antenne paraboliche sono state private della loro funzione comunicativa e infine incoronate con un neon rosso. Il progetto per la recinzione invece è partito da una serie di fotografie di reti metalliche e filo spinato\, scattate con l'iPhone\, convertite in file CNC e successivamente prodotte attraverso un processo industriale di lavorazione dell'acciaio. \n---------- \nDa Guarene all'Etna 2019\nCon il contributo della Fondazione CRC \nCon il patrocinio del Comune di Guarene d'Alba \nSponsor tecnico Ciaccio Arte \nPosteggio: Vicino a Via Divisione Alpina Cuneense\, 8\, 12050 Guarene CN https://maps.app.goo.gl/V35s7VN3n5Le99Y79
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SUMMARY:Concerto conclusivo del V Premio di Composizione Luigi Nono
DESCRIPTION:Domenica 22 settembre alle 16\,30\, in un perfetto connubio di arte e musica contemporanea\, all’Auditorium della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo si svolge il concerto conclusivo del V Premio internazionale di Composizione Luigi Nono degli Amici per la Musica di Venaria Reale.\nSul palco i giovani del T'Nua Quartet che interpretano musiche di John Cage\, Franco Donatoni\, Luis Naón\, György Ligeti\, Johann Sebastian Bach e\, momento centrale del concerto\, la prima esecuzione assoluta del brano Studio Mannàro II\, composto appositamente per loro dall’italo-svizzero Alessandro Ratoci\, vincitore del Premio internazionale di Composizione Luigi Nono 2018.\nPer maggiori maggiori informazioni
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SUMMARY:Su un cittadino al di sopra di ogni sospetto
DESCRIPTION:In occasione del finissage della mostra personale di Ludovica Carbotta Monowe\, il Dipartimento Educativo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo propone un workshop per il pubblico adulto ideato e guidato dall'artista\, che si terrà il 28 e 29 settembre e si concluderà con una performance aperta al pubblico. \nMonowe è il nome di una città immaginaria dove vive un solo abitante\, un modello urbanistico creato per un solo individuo. Tramite sculture\, installazioni e azioni performative\, Monowe si offre come un organismo in divenire\, in cui le dimensioni della finzione e della realtà coesistono in un rapporto dialettico.\nIl progetto si nutre di diverse fonti di ispirazione\, letteratura utopistica e fantascientifica\, teorie architettoniche e analisi sociologiche\, per produrre una riflessione sulla condizione di isolamento del soggetto contemporaneo. La città si presenta per elementi architettonici\, identificati con specifiche funzioni\, quali la porta di accesso\, la fabbrica\, il museo\, la torre di guardia. In quanto istituzioni essi mettono in gioco una dimensione d’uso sociale che lo statuto monadico dell’abitante mette in crisi\, offrendo l’opportunità di analizzare in astratto le norme e convenzioni rese obsolete dalla sparizione della collettività.\nIn occasione di questa mostra\, il progetto Monowe si presenta per la prima volta in una visione d’insieme\, dove i singoli frammenti si compongono in un tessuto di relazioni e funzioni complementari. Appare un nuovo edificio\, il Tribunale\, materializzazione della colpa e del giudizio\, palcoscenico in cui si svolge il processo surreale al concetto stesso di giustizia\, che vede collassare tutti i ruoli in uno\, accusato e accusatore\, testimone e giudice.\nProprio intorno a questo edificio ruota il progetto del workshop\, che si pone l'obiettivo di avviare una discussione sul significato di giustizia in una realtà paradossale come quella di Monowe. Nucleo centrale della riflessione proposta da Carbotta ai partecipanti sarà il tema  dell'auto-protezione e dei suoi abusi; la discussione metterà a confronto il diritto alla difesa del proprio spazio\, contro l'isolazionismo inteso come eccesso e come delitto\, una questione di grande attualità politica oltre che giuridica.\nUn gruppo di 10/12 persone\, provenienti da diversi ambiti disciplinari (giurisprudenza\, filosofia\, psicologia) sono invitate a sviluppare insieme i contenuti del processo e quindi a interpretarli con la tecnica del role-playing. Lo script dell'udienza sarà in seguito oggetto di una ulteriore rappresentazione da parte di un attore professionista\, che metterà in scena i risultati del workshop di fronte al pubblico della Fondazione.  \nProgramma  \nSabato 28 settembre\nh.14.30-18.30\n1a parte del workshop \nDomenica 29 settembre\nh.12-17\n2a parte del workshop \nh.17.30\nPerformance pubblica nello spazio espositivo \nLa partecipazione al workshop è gratuita. Durante la pausa pranzo della domenica sarà offerto ai partecipanti un rinfresco/light lunch. \nPer maggiori informazioni sulla mostra https://fsrr.org/mostre/ludovica-carbotta-monowe/ \nPer informazioni e iscrizioni al workshop contattare\nDipartimento Educativo\ndip.educativo@test.fsrr.org\ntel 0113797631
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