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SUMMARY:Green Box. Un giardino per l'arte contemporanea nel Borgo San Paolo a Torino
DESCRIPTION:17 settembre\, dalle 18 alle 20\n18 settembre\, dalle 17 alle 19 (in occasione di Graphic Days Torino: in the city) \nA cura di: Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Corso di Laurea Magistrale Interateneo in "Progettazione delle aree verdi e del paesaggio" \nEspongono: studenti del corso di Corso di Laurea Magistrale Interateneo in “Progettazione delle aree verdi e del paesaggio”  \nGreen Box. Un giardino per l'arte contemporanea nel Borgo San Paolo a Torino è un progetto che ha visto la collaborazione tra Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e un pool di 4 prestigiosi Atenei\, Università di Genova\, Università di Milano\, Università di Torino e Politecnico di Torino\, riuniti nel programma di studi magistrale sulla Progettazione delle aree verdi e del paesaggio coordinato dal Prof. Carlo Tosco (Politecnico di Torino).\nGreen Box ha visto impegnati gli studenti della magistrale in un workshop\, strutturato come percorso di ricerca\, analisi e progettazione che ha come tema il giardino Fergat\, spazio antistante la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Il primo momento di workshop ha avuto luogo in Fondazione il 28 maggio con una conferenza dedicata ai temi dell'architettura\, dell'arte contemporanea e dell'architettura del paesaggio\, attraverso i contributi di esperti di varie discipline\, tra cui i professori Alessandro Gabbianelli (Politecnico di Torino)\, Pia Davico (Politecnico di Torino) e Federica Larcher (Università di Torino)\, l'architetto Claudio Silvestrin\, l'artista Alberto Garutti\, oltre alla curatrice di Fondazione Irene Calderoni e al Prof. Carlo Tosco. A giugno il Castello del Valentino\, sede della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino\, ha ospitato il workshop di progettazione che ha visto gli studenti impegnati nell'elaborazione di proposte di riconfigurazione del giardino\, sotto la supervisione del Prof. Alessandro Gabbianelli\, in collaborazione con la Prof.ssa Federica Larcher.\nCome momento di restituzione al pubblico del percorso di ricerca dal 17 al 22 settembre saranno presentati in Fondazione Sandretto Re Rebaudengo i risultati  progettuali elaborati dagli studenti\, proposte di riconfigurazione del giardino Fergat che stabiliscono nuove relazioni tra l'attività della Fondazione e lo spazio urbano che accoglie\, in modo inclusivo e flessibile\, sia le pratiche del quotidiano che gli eventi espositivi e le opere d'arte. \nL'area bookshop di Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenterà i progetti di Green Box e sarà aperto al pubblico:\nmartedì 17 settembre dalle 18.00 alle 20.00\nmercoledì 18 settembre dalle 17.00 alle 19.00\ngiovedì 19 dalle 20.00 alle 23.00\nvenerdì 20\, sabato 21 e domenica 22 dalle 12.00 alle 19.00 \nIl 17 e il 18 le mostre in corso saranno a ingresso gratuito
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SUMMARY:Laboratorio per adulti_un'estate italiana
DESCRIPTION:Un'estate italiana \nGiovedì 4 luglio 2019\n20.00 – 22.30 \nNotti magiche è il titolo della mostra in corso alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo\, curata da Giorgina Bertolino e Irene Calderoni. La collettiva raccoglie una selezione di opere degli anni novanta di artisti italiani\, tra cui Maurizio Cattelan\, Mario Airò\, Stefano Arienti\, Vanessa Beecroft\, Paola Pivi\, appartenenti alla Collezione Sandretto Re Rebaudengo. \nPer questo laboratorio chiediamo ai partecipanti di portare un oggetto\, un film\, un libro\, una canzone o più in generale una traccia rappresentativa di questo decennio: un periodo di transizione che sembra aver lasciato in ciascuno di noi nostalgie\, sensazioni\, ricordi così come insofferenze e rimozioni. Nel corso dell’attività\, proveremo\, attraverso libere associazioni di idee e suggestioni\, a creare legami\, connessioni e interferenze tra il nostro ricordo e le opere degli artisti. \nUn'estate italiana è un laboratorio dedicato a giovani e adulti e a tutti coloro che desiderano trascorrere una serata al museo svolgendo un’attività in gruppo\, basata sulla relazione diretta\, personale e creativa con le opere esposte. \nIl laboratorio è realizzato grazie al contributo della Regione Piemonte. \nLa partecipazione è gratuita. I posti sono limitati e si richiede la prenotazione.\nGiovedì 4 luglio\, ore 20.30\nPer informazioni e iscrizioni: dip.educativo@test.fsrr.org\, 011-3797631
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SUMMARY:POST. L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità sociale di Francesco Bonami
DESCRIPTION:La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo\, il 27 giugno\, alle 18.30\, presenta "POST\, l'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità sociale" di Francesco Bonami.\nInsieme all'autore Luca Beatrice\, critico d'arte e curatore. \nIngresso libero. Si consiglia la prenotazione: rsvp@test.fsrr.org\, +39 011 3797602 \nL’arte non è più un linguaggio per pochi. È diventata uno sfondo per la nostra immagine sociale e per questo può farci capire come sta cambiando il nostro mondo.  \nDa misteriosa sconosciuta da scrutare\, scoprire e svelare\, l’opera d’arte è diventata uno sfondo\, un panorama\, un accessorio alla nostra esperienza. Se in passato potevamo pensare di condividere l’esperienza dell’artista con la nostra esperienza di spettatore\, oggi\ni protagonisti assoluti siamo noi. L’arte è ormai un punto di riferimento come altri. È diventata una qualunque tra le tantissime prove schiaccianti della realtà che utilizziamo per dimostrare che esistiamo\, che ci muoviamo\, che viaggiamo.\nCosì molte opere d’arte contemporanea rimangono lì a guardare le nostre spalle\, accettano di farsi usare e abusare. Si tratta di opere in cui l’arte ha deciso di rinunciare alla sua sacralità e alla sua aura per trasformarsi in gioco\, illusione ottica\, trucco.\nOggi il museo è diventato una zona franca dove ogni cosa è permessa\, dove tutto cambia la propria funzione. \nCosa racconta questa rivoluzione della nostra società? Il mondo in cui viviamo sta cambiando. Le sue regole\, i suoi codici\, la nostra postura non saranno più gli stessi. \nE poiché l’opera di ogni artista è uno specchio dei mutamenti profondi che riguardano la vita di tutti i giorni\, Francesco Bonami compie un viaggio attraverso l’arte che diventa sempre più autonoma dall’opera e si trasforma nello sfondo della nostra\nesistenza nella società. \nL’AUTORE Francesco Bonami è un critico e curatore di fama internazionale. Tra i suoi libri: Lo potevo fare anch’io. Perché l’arte contemporanea è davvero arte (2007)\, Dopotutto non è brutto\n(2010)\, Si crede Picasso (2010)\,Maurizio Cattelan. Autobiografia non autorizzata (2011) e L’arte nel cesso (2017).
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SUMMARY:Inaugurazione Notti Magiche e Here not Here
DESCRIPTION:NOTTI MAGICHE. ARTE ITALIANA ANNI NOVANTA DALLA COLLEZIONE SANDRETTO RE REBAUDENGO\nA cura di Giorgina Bertolino e Irene Calderoni\n5 giugno - 29 settembre 2019 \nItalia ’90: il nuovo decennio inizia con il campionato mondiale di calcio. Negli stadi di dodici città si canta sulle note di Un’estate italiana di Edoardo Bennato e Gianna Nannini. Si canta di regole del gioco\, di avventure e di goal (quelli “azzurri” di Totò Schillaci). L’inno cambia titolo e diventa per tutti Notti magiche. La nazionale arriva terza e a sollevare la coppa è la Germania dell’Ovest. Pochi mesi dopo\, il 3 ottobre\, grazie alla storica unificazione con la DDR\, diventerà semplicemente Germania. Il percorso\, iniziato con la caduta del Muro di Berlino nel 1989\, si è compiuto. Il crollo\, festoso e liberatorio\, ha inaugurato il decennio e ha aperto uno spazio\, che si richiuderà tragicamente con lo schianto delle Twin Towers a New York nel 2001. \nArtisti in mostra: Mario Airò\, Massimo Bartolini\, Vanessa Beecroft\, Simone Berti\, Maurizio Cattelan\, Sarah Ciracì\, Giuseppe Gabellone\, Luisa Lambri\, Margherita Manzelli\, Eva Marisaldi\, Amedeo Martegani\, Paola Pivi\, Grazia Toderi\, Maurizio Vetrugno \n/////////////////// \nHERE NOT HERE\nJosephine Baan\, Emma Brasó\, Emily Fitzell\, Constantinos Taliotis\, Jérôme de Vienne e Stephanie Winter\na cura di Michele Bertolino\n5 giugno - 7 luglio 2019 \nLa Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ospita Here Not Here\, ultimo appuntamento dell’edizione 2018-19 di The Institute of Things to Come\, programma itinerante\, fondato nel 2017 e curato da Valerio Del Baglivo\, che indaga forme di immaginazione speculativa nelle contemporanee pratiche artistiche e curatoriali – attraverso un ciclo di mostre\, performance e un programma educativo. \nh. 18.15 - 19.15\nTavola rotonda Returning from no/where con gli artisti Josephine Baan\, Emily Fitzell\, Constantinos Taliotis\, Jérôme de Vienne and Stephanie Winter – moderata dalla curatrice Emma Brasò. \nh. 19.45 - 20.30\nPerformance\nVersed in the Void di Josephine Baan\, performance con Amos Cappuccio e Chiara Cecconello.
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SUMMARY:Laboratorio per adulti_Spazi di resistenza
DESCRIPTION:Giovedì 30 maggio 2019\nOre 20 - 22.30 \nMonowe è il titolo del progetto in divenire di Ludovica Carbotta (Torino\, 1982) ora in mostra alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ed è anche il nome di una città ideale pensata per un solo abitante: è la forma utilizzata dall’artista per riflettere e mettere in discussione i valori e le istituzioni di una società che sembra sempre più essere vittima dell'iperconnessione ma destinata all’autoisolamento.\nIl laboratorio Spazi di resistenza prenderà le mosse da questa mostra e nel corso dell’attività condivideremo le nostre personali forme di reazione nella vita quotidiana all'interno di una collettività. Proveremo a dare forma ai nostri pensieri e alle nostre azioni\, realizzando uno spazio\, un luogo fisico per esplorare forme di resistenza alternative. \nIl laboratorio è dedicato a giovani e adulti e a tutti coloro che desiderano trascorrere una serata al museo svolgendo un’attività in gruppo\, basata sulla relazione diretta\, personale e creativa con le opere esposte. \nIl laboratorio è realizzato grazie al contributo della Regione Piemonte. \nLa partecipazione è gratuita. I posti sono limitati e si richiede la prenotazione.\nPer informazioni e iscrizioni: dip.educativo@test.fsrr.org\, 011-3797631
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SUMMARY:Elogio dell’accoglienza di Arrigo Cipriani
DESCRIPTION:La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta\, il 29 maggio\, alle 19.15\, Elogio dell'accoglienza (Aliberti Biografie) di Arrigo Cipriani.\nDialoga con l’autore lo scrittore Luca Bianchini. \nA seguire degustazione del cocktail Bellini. \nQuesto libro è un manifesto.\nUn manifesto elegante\, com’è nello stile del suo autore\, Arrigo Cipriani. Ma non per questo meno battagliero di come un manifesto deve essere. Cipriani è uno degli italiani più conosciuti nel mondo. Non è solo il patron dell’Harry’s Bar di Venezia\, ma un vero ambasciatore dell’accoglienza Italian Style ai quattro angoli del pianeta\, con le sue 27 attività aperte in sessant’anni di lavoro (negli ultimi tempi affiancato dal figlio Giuseppe) e i suoi 3000 e più collaboratori. Il messaggio di questo manifesto è chiaro. Il turismo – che in Italia vale non meno di 70 miliardi di euro l’anno e che rappresenta con il suo indotto quasi il 12% dell’intero PIL – è accoglienza. Non sfruttamento del cliente\, come troppo spesso facciamo nel nostro Paese.\n«Per sessant’anni l’attività principale del mio lavoro è stata la ristorazione» esordisce Cipriani nel suo libro. «Un’attività essenzialmente di servizio. Tratterò l’argomento servizio legato al turismo inteso come offerta e non come fruizione di un terzo». L’accoglienza è un talento\, una virtù\, oltre che una cultura. Un talento che noi italiani storicamente possedevamo in misura maggiore rispetto a qualsiasi altro Paese del mondo\, e che progressivamente abbiamo smarrito. Questo è l’ammonimento di Arrigo Cipriani\, che resta fedele a poche fondamentali regole. La prima\, quella di mettere al centro il cliente. Vuol dire trattarlo\, più che come semplice turista (parola ormai ambigua e a rischio di negative declinazioni) come ospite. Rispetto\, quindi\, prima di tutto\, e cura dell’ospite che arriva sul nostro territorio. Tradotto in termini pratici\, significa proporre un servizio\, in qualsiasi situazione o luogo\, che sia professionale da una parte\, ma non privo di calore umano. Questo assunto fondamentale riguarda tutto il Belpaese\, da nord a sud. E prima di tutto Venezia\, che con i mali e le degenerazioni del turismo di massa si sta confrontando da decenni ed è ormai giunta al redde rationem finale.\nVenezia è Cipriani – e viceversa. Perciò un libro di Arrigo non può non essere anche un omaggio struggente a Venezia; un’elegia\, in questo caso\, per una città quasi completamente perduta\, prima di tutto nel suo capitale umano\, gli abitanti. Ma proprio dalla città più bella del mondo può partire la rinascita dell’accoglienza italiana verso tutti coloro che vengono a visitarla. Riformare profondamente la modalità dei servizi turistici a Venezia è un compito al quale Cipriani chiama i giovani\, che hanno energie fresche ma devono unire alla passione la dedizione.Dedizione e passione sono il connubio vitale che per- mette di dedicarsi per sessant’anni alla soddisfazione dei clienti. Solo così\, è il credo di Cipriani\, questo bellissimo e faticoso mestiere può essere «un servizio nella libertà». \n////////////\nArrigo Cipriani è nato nel 1932\, l’Harry’s Bar di Venezia nel 1931. Il padre di tutti e due: Giuseppe. Arrigo\, bettoliere (come ama definirsi) e scrittore\, dirige l’Harry’s Bar da 65 anni. Ha scritto undici libri. Dodici con questo. Ama la vita\, “un regalo di lusso” dice. Per la sua morte ha già preparato l’incisione per la lapide: “Sto da Dio”.
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SUMMARY:Green Box. Un giardino per l'arte contemporanea nel Borgo San Paolo a Torino
DESCRIPTION:Green Box. Un giardino per l'arte contemporanea nel Borgo San Paolo a Torino\n28 maggio 2019\ndalle 14.30 \nProgramma Green Box \nLa Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e il Corso di Laurea Magistrale Interateneo in “Progettazione delle aree verdi e del paesaggio” avviano un progetto didattico di ricerca sul tema del giardino Fergat di Borgo San Paolo.\nIl 28 maggio 2019 prenderà avvio un progetto che vede il coinvolgimento della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino\, centro espositivo\, di formazione ed educazione sul contemporaneo\, e un pool di 4 prestigiosi Atenei\, Università di Genova\, Università di Milano\, Università di Torino e Politecnico di Torino\, riuniti nel programma di studi magistrale sulla Progettazione delle aree verdi e del paesaggio coordinato dal prof. Carlo Tosco (Politecnico di Torino).\nGreen Box. Un giardino per l’arte contemporanea nel Borgo San Paolo a Torino è un workshop che vedrà impegnati gli studenti della magistrale in un percorso di ricerca\, analisi e progettazione che ha come tema il giardino Fergat\, spazio verde antistante la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Qui il 28 maggio si terrà una conferenza aperta al pubblico che vedrà i contributi di esperti di varie discipline sui temi dell'architettura\, dell'arte contemporanea e dell'architettura del paesaggio. A giugno il Castello del Valentino\, sede della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino\, ospiterà il workshop di progettazione che vedrà gli studenti impegnati nell'elaborazione di proposte di riconfigurazione del giardino\, sotto la supervisione del Prof. Alessandro Gabbianelli (Politecnico di Torino) in collaborazione con la prof.ssa Federica Larcher (Università di Torino) e il prof. Marco Devecchi (Università di Torino). Il percorso si concluderà con una mostra dei progetti che aprirà il 18 settembre negli spazi espositivi della Fondazione.\nIl giardino Fergat è situato nel Borgo San Paolo a Torino. Dal 1930 al 1977\, anno della sua dismissione\, l’area è stata occupata dalla società Fergat\, produttrice di componenti per auto. Oggi\, su quel sito\, sorge l’omonimo giardino pubblico\, spazio con il quale si relaziona una moltitudine eterogenea di elementi urbani\, e la sede torinese della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo\, fondamentale polo culturale della città. La Fondazione\, nata a Torino nel 1995\, opera a favore dell’arte e della cultura contemporanea e costituisce un importante osservatorio sulle tendenze artistiche e i linguaggi culturali del presente. L’edificio della Fondazione\, progettato da Claudio Silvestrin e aperto nel 2002\, è uno spazio museale molto flessibile\, un “contenitore” bianco stereometrico dove si svolgono le mostre\, le attività e gli eventi artistici che\, in alcuni casi\, coinvolgono anche il giardino\, creando un’affascinante sinergia tra spazio interno ed esterno\, opere d’arte e spazio urbano\, artisti e cittadini. Il giardino Fergat fa parte di quella densa costellazione di giardini pubblici\, parchi urbani e riserve naturali che caratterizzano il territorio torinese e che hanno un grande valore ambientale\, sociale e storico-culturale per l’intera area\nmetropolitana. Risultato dei processi di costruzione e trasformazione urbana\, il giardino Fergat\, luogo del quotidiano dove si attuano pratiche ordinarie (il gioco dei bambini\, la pausa degli anziani\, il passaggio dei lavoratori) e si stabiliscono relazioni di vicinato\, è di estrema importanza anche nel garantire la sopravvivenza e la coesione di comunità di cittadini.\nIl progetto avrà lo scopo di riconfigurare il giardino Fergat affinché si stabiliscano nuove relazioni con l’attività della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo senza perdere la sua natura di spazio urbano che accoglie\, in modo inclusivo e flessibile\, come una “green box”\, sia le pratiche del quotidiano che gli eventi espositivi e le opere d’arte.
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DESCRIPTION:Hands on\nVisita guidata con esperienze tattili alle mostre in corso \nSabato 25 maggio 2019\, ore 16.30\nFondazione Sandretto Re Rebaudengo\nvia Modane 16\, Torino \nLe visite con esperienze tattili sono occasioni speciali in cui\, guidati dallo staff del Dipartimento Educativo\, è possibile esplorare tattilmente alcune delle opere esposte\, per permettere a chi non vede di accedere in maniera più completa ai contenuti delle mostre in corso.\nL’attività è dedicata a persone con disabilità visiva\, ma è aperta a chiunque voglia fare questa esperienza: i vedenti che partecipano potranno bendarsi\, o accompagnare persone cieche o bendate.\nNon poter vedere può diventare\, infatti\, un modo per concentrare l’attenzione su altri aspetti: la visita sarà una scoperta di modi inconsueti per attivare l’intera macchina percettiva che è il nostro corpo\, alla ricerca del significato più profondo delle opere esposte. \nMostre in corso: Psy Chic Anem One\, di Tai Shani\, Promised Land di Michael Armitage\, Monowe\, di Ludovica Carbotta\, Capriccio 2000\, mostra conclusiva della Residenza per giovani curatori. \nLa visita è gratuita per tutti i partecipanti\, si consiglia la prenotazione. \nPer informazioni: 011 3797631 – accessibilita@test.fsrr.org
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SUMMARY:Torino Porte Aperte/La Scuola Adotta un Monumento
DESCRIPTION:Domenica 19 maggio\n15.00 – 18.00.\nTorino Porte Aperte \nPer il quarto anno consecutivo il Liceo Classico e Musicale Cavour adotta la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo in occasione del progetto Torino Porte Aperte/La Scuola Adotta un Monumento. \nDomenica 19 maggio i visitatori saranno accolti dagli studenti della classi IA\, IG e IL\, che racconteranno loro la storia della Fondazione e alcune opere delle mostre Capriccio 2000; Ludovica Carbotta\, Monowe; Michael Armitage\, The Promosed Land e Tai Shani\, Psy Chic Anem One. \nL'ingresso al pubblico sarà gratuito dalle 15.00 alle 18.00. \nLa Città di Torino\, da ventiquattro anni\, aderisce alla rete italiana del progetto La Scuola Adotta un Monumento\, allo scopo di valorizzare e tutelare il patrimonio artistico presente in ogni area urbana attraverso il coinvolgimento delle giovani generazioni. Le scuole torinesi hanno adottato spiritualmente svariati beni culturali che rivestono un'importanza che va al di là del loro valore prettamente artistico\, ma investono l'interesse dei ragazzi in quanto a loro vicini e fortemente sentiti sotto l'aspetto dell'identificazione con gli spazi vissuti.\nL'evento coinvolgerà l'intera città con attività all'interno dei monumenti e con altre iniziative\nall'esterno degli stessi.
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SUMMARY:Mostra finale del progetto Questo non è un ritratto!
DESCRIPTION:Mostra finale del progetto Questo non è un ritratto! \nQuesto non è un ritratto! è il progetto ideato dal Dipartimento Educativo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per offrire a studenti e insegnanti delle Scuole dell'Infanzia e Primarie l’occasione di avvicinarsi all’arte contemporanea attraverso un percorso di espressione creativa.\nL’idea è quella di reinventare insieme la tradizionale foto di classe\, mettendo in atto con ironia e immaginazione alcune strategie e forme prese in prestito dall’arte contemporanea.\nAttraverso la scoperta e il dialogo – a volte divertente\, a volte poetico – con le opere delle mostre personali di Lynette Yiadom-Boakye\, Rachel Rose e Monster Chetwynd\, i bambini hanno messo a punto il modo per raccontarsi in un contesto unico come quello dell'arte contemporanea. \nLa mostra presenta\, attraverso gli scatti degli studenti di fotografia dell'Istituto Albe Steiner di Torino\, le immagini di tutte le scuole coinvolte nel progetto: Scuola dell'Infanzia Borgo Crocetta\, Scuola dell'Infanzia De Panis\, Scuola dell'Infanzia di Villa Genero\, Scuola Primaria Anna Frank di Leinì\, Scuola Primaria Arturo Varaia di Villanova Canavese\, Scuola Primaria Emilio Salgari\, Scuola Primaria Padre Picco di Nole\, Scuola Primaria di San Giusto\, Scuola Primaria Sidoli. \nDomenica 19 maggio 2019 il Dipartimento educativo della Fondazione propone laboratori gratuiti e aperti a tutti sul tema del ritratto\, con un set fotografico realizzato in collaborazione con gli studenti di fotografia dell'Istituto Albe Steiner. \nLa mostra sarà visitabile gratuitamente fino a domenica 26 maggio. \nDomenica 19 maggio 2019\nLe attività sono libere e gratuite\nOrario: 15.00 – 18.00\nInformazioni: 011-3797631\, dip.educativo@test.fsrr.org
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SUMMARY:Laboratorio per adulti: Storie su tela. Un laboratorio con Alessandra Montrucchio.
DESCRIPTION:Giovedì 9 Maggio 2019\n20.00 – 22.30 \nNe La terra promessa\, Michael Armitage dipinge un fatto di cronaca: i disordini legati alle elezioni politiche in Kenya nel 2017. Un evento che è stato riferito dai giornali\, trasmesso oralmente da chi c’era a chi mancava\, e che avrebbe potuto – potrebbe – essere al centro di un racconto. Questo è ciò che faremo il 9 maggio: proveremo a scrivere la storia che Armitage ha dipinto. Con l’aiuto della scrittrice Alessandra Montrucchio\, in un laboratorio che potrebbe appartenere tanto a un pittore quanto a uno scrittore\, vedremo come i fatti\, i personaggi\, i gesti\, le emozioni\, le atmosfere e i pensieri ritratti sulla tela possano tradursi sulla pagina. Fino ad affiancare alla narrazione per immagini una narrazione per parole. Fino a renderci conto che\, spesso\, forme d’arte apparentemente lontane non sono che modi diversi di raccontare una storia e un sentire condivisi\, comuni: nostri. \nIl laboratorio è dedicato a giovani e adulti e a tutti coloro che desiderano trascorrere una serata al museo svolgendo un’attività in gruppo\, basata sulla relazione diretta\, personale e creativa con le opere esposte. \nAlessandra Montrucchio è nata e cresciuta a Torino. Editor e traduttrice\, ha pubblicato numerosi libri\, fra cui Cardiofitness (1998\, dal quale il film omonimo)\, Non riattaccare (Premio Selezione Bancarella 2006)\, E poi la Sete (Premio Acqui Ambiente 2011) e il recente Forever Young. Insegnante di scrittura creativa presso la Scuola Holden\, su «Torinosette»\, supplemento settimanale del quotidiano «La Stampa»\, tiene una rubrica intitolata Cattive ragazze. \nIl laboratorio è realizzato grazie al contributo della Regione Piemonte. \nLa partecipazione è gratuita. I posti sono limitati e si richiede la prenotazione.\nOrario: dalle 20.00 alle 22.30.\nPer informazioni e iscrizioni: dip.educativo@test.fsrr.org\, 011-3797631
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SUMMARY:LIBRI TATTILI E ALTRE STORIE. Alla scoperta del Mondo delle immagini attraverso il tatto. SALONE DEL LIBRO
DESCRIPTION:SALONE DEL LIBRO \nLIBRI TATTILI E ALTRE STORIE. Alla scoperta del Mondo delle immagini attraverso il tatto. \n9 maggio\, 10.30 / 11.45 / 13 \nIl Dipartimento Educativo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo propone un laboratorio di lettura e costruzione di libri tattili realizzati con la tecnica del disegno in rilievo. \nIl laboratorio parte da una sperimentazione avviata con il Liceo Artistico Renato Cottini di Torino e l'associazione Tactile Vision onlus nell'ambito dei programmi di Accessibilità Culturale della Fondazione. \nInfo
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SUMMARY:15 aprile | Inaugurazione di 4 mostre
DESCRIPTION:La Fondazione riaprirà il 15 aprile 2019\, alle 19 \nPatrizia Sandretto Re Rebaudengo\ninvita alle inaugurazioni delle mostre \nMONOWE di Ludovica Carbotta\nA cura di Irene Calderoni \nCAPRICCIO 2000\, mostra che conclude la residenza per giovani curatori. Artisti in mostra: Dafne Boggeri\, Caterina De Nicola\, Andrea De Stefani\, Lorenza Longhi\, Andrea Magnani\, Michele Rizzo\, Giuliana Rosso\nA cura di Rosa Tyhurst\, Jeppe Ugelvig\, Hannah Zafiropoulos\nResidenza a cura di Lucrezia Calabrò Visconti \nDC: PSY CHIC ANEM ONE di Tai Shani\nA cura di Valerio Del Baglivo\nMichele Bertolino (Junior Curator) \nTHE TIME LAPS di Patrizia Mussa (area bookshop) \nLunedì 15 aprile dalle 19 alle 22 \n  \nOre 19.30\, Performance di Michele Rizzo\, HIGHER xtn. (redux#5) \nDalle 22 alle 2\n"Capriccio 2000 party: Non Lento Non Violento"\nDj set\n22:00: Tzaziky & Crack (Tomboys Don't Cry)\n22:45: DJ Bancomat\n23:30: Kate Call\n00:15: DJ Balli\n01:15: Federico Chiari \nLa mostre Monowe e Capriccio 2000 rientrano nell’ambito di Grand Tour Contemporaneo\, programma di mostre ed eventi dedicati all'arte contemporanea italiana promosso dal Comitato Fondazioni Arte Contemporanea. \nFondazione Sandretto Re Rebaudengo\nVia Modane 16\, Torino
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SUMMARY:Hands on. Visita guidata con esperienze tattili alle mostre in corso in Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
DESCRIPTION:Domenica 24 marzo 2019\, ore 17\nFondazione Sandretto Re Rebaudengo\nvia Modane 16\, Torino \nHands on\nVisita guidata con esperienze tattili alle mostre in corso in Fondazione Sandretto Re Rebaudengo\nLe visite con esperienze tattili sono occasioni particolari in cui\, guidati dallo staff del Dipartimento Educativo\, è possibile esplorare tattilmente alcuni dettagli delle opere esposte\, per permettere a chi non vede di accedere in maniera più completa ai contenuti delle mostre.\nL’attività è dedicata a persone con disabilità visiva\, ma è aperta a chiunque voglia fare questa esperienza: i vedenti che partecipano potranno bendarsi\, o accompagnare persone cieche o bendate.\nNon poter vedere può diventare\, infatti\, un modo per concentrare l’attenzione su altri aspetti: la visita sarà una scoperta di modi inconsueti per attivare l’intera macchina percettiva che è il nostro corpo\, alla ricerca del significato più profondo delle opere esposte.\nLa visita è gratuita per tutti i partecipanti.\nMostre in corso: Il gufo con gli occhi laser di Monster Chetwind\, Vanilla Isis di Andra Ursuta\, Promised Land di Michael Armitage e Children of Unquiet di Mikhail Karikis.\nPer informazioni: 011 3797631 – accessibilita@test.fsrr.org – www.fsrr.org
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SUMMARY:Vanilla Isis: un’esperienza di visita alterata | Laboratorio per Adulti
DESCRIPTION:LABORATORIO PER ADULTI  \nVanilla Isis: un’esperienza di visita alterata \nGiovedì 21 marzo 2019 \nOre 20.30 - 22.30 \n  \nIl laboratorio Vanilla Isis: un’esperienza di visita alterata è progettato e condotto dallo staff della mediazione culturale d’arte della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo\, all’interno della mostra Vanilla Isis di Andra Ursuta (Romania\, 1979). \nNel corso dell’attività\, i visitatori saranno invitati a fare un’esperienza di visita “alterata”: attraverso una serie di esercizi\, saranno invitati a concentrarsi sul modo in cui normalmente osservano le opere\, muovendosi nello spazio espositivo\, per poi metterlo in discussione\, ribaltando il punto di vista e scoprendo nuovi e inconsueti modi per interagire con la mostra e i suoi contenuti. \nIl laboratorio è dedicato a giovani e adulti e a tutti coloro che desiderano trascorrere una serata al museo svolgendo un’attività in gruppo\, basata sulla relazione diretta\, personale e creativa con le opere esposte. \nIl laboratorio è realizzato grazie al contributo della Regione Piemonte. \nLa partecipazione è gratuita. I posti sono limitati e si richiede la prenotazione. \nPer informazioni e iscrizioni: dip.educativo@test.fsrr.org\, 011-3797631
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SUMMARY:LE CHIAVI DEL CONTEMPORANEO. La Città Ideale
DESCRIPTION:LE CHIAVI DEL CONTEMPORANEO\nLa Città Ideale \n7 istituzioni piemontesi si uniscono per aprire a tutti le porte dell’arte contemporanea \nDomenica 17 marzo 2019\nAttività gratuita con prenotazione obbligatoria \nFONDAZIONE SANDRETTO RE REBAUDENGO\nDelirious Torino!\nAttività su prenotazione: 17 marzo ore 16:00-18:00 \nCITTÀ IDEALE\nDelirious Torino!\nNella mostra Il gufo con gli occhi laser di Monster Chetwynd troverai l'opera Delirious Costumes\, dove l'artista ricostruisce grandi abiti di cartone con la forma di famosi edifici di New York\, creati per la prima volta nel 1931 per un ballo del Circolo delle Belle Arti\, e indossati dai celebri architetti che li avevano progettati. Immagina una città da indossare: che palazzo vorresti essere? Un antico castello? Un museo? Un grattacielo futuristico? Una casa con le ruote? Durante il laboratorio costruiremo insieme abiti-palazzo ispirandoci a edifici esistenti o immaginari\, e li indosseremo per sfilare in una grande parata! \nFondazione Sandretto Re Rebaudengo\nVia Modane 16\, Torino\nT 011 3797631\ndip.educativo@test.fsrr.org\nwww.fsrr.org
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SUMMARY:FESTA DELLA DONNA 8 marzo 2019 Chiusura delle mostre posticipata alle ore 20
DESCRIPTION:FESTA DELLA DONNA\n8 marzo 2019\nChiusura delle mostre posticipata alle ore 20 \nLa Fondazione offre a tutte le donne\, dalle 16 alle 20\, una consumazione gratuita alla caffetteria Spazio7.\nPer gli uomini ingresso gratuito alle mostre.
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SUMMARY:Domeniche per famiglie. Children of Love
DESCRIPTION:Domeniche per famiglie\nLe domeniche al museo per famiglie sono laboratori dedicati ai bambini dai quattro ai dodici anni\, aperti anche ai genitori: occasioni per vivere insieme gli spazi dell’arte contemporanea in modo attivo e giocoso. Si strutturano in visita della mostra in corso e attività di laboratorio\, appositamente progettate per favorire il dialogo tra adulto e bambino. \nDomenica 24 febbario 2019\nChildren of Love\nNel video Children of Unquiet di Mikhail Karikis un gruppo di bambini abitano una terra abbandonata trasformandola in un anfiteatro\, in un parco giochi e in una scuola auto-organizzata allo stesso tempo. Cantano\, giocano\, ascoltano\, si radunano tra le rovine per leggere e per farsi delle domande importanti: che cos'è l'amore? Che cos'è il lavoro? Come ti immagini il futuro?\nNel laboratorio Children of Love\, adulti e bambini insieme\, potranno esplorare superfici\, ascoltare suoni e storie\, per conoscere il mondo che ci circonda e per giocare a immaginarne uno tutto nuovo. \nOrario: dalle 16.00 alle 18.00\nCosto: 5 euro per ogni bambino partecipante. Prezzo speciale di 3 euro con Abbonamento Musei e Abbonamento Musei Junior. Gratuito per genitori e accompagnatori\, fino a un massimo di due persone. \nInformazioni e prenotazioni:\nDal lunedì al venerdì\, dalle 10.00 alle 18.00: 011-3797631\, dip.educativo@test.fsrr.org\nIl sabato e la domenica\, dalle 12.00 alle 19.00: 011-3797624\, biglietteria@test.fsrr.org
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SUMMARY:Prossime inaugurazioni
DESCRIPTION:The Promised Land\nMichael Armitage \nOpening: 21 febbraio\, ore 19 \nLa Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta “The Promised Land”\, prima personale in Italia di Michael Armitage (1984).\nArmitage\, nato a Nairobi\, rielabora nei suoi quadri dinamiche contraddittorie del Kenya contemporaneo.\nInfo \n 
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SUMMARY:Presentazione del progetto Easy Pieces
DESCRIPTION:Presentazione del progetto Easy Pieces. \nGiovedì 21 febbraio\, ore 18.00 \nIl 29 ottobre 2018 gli studenti della IIID del Liceo Cottini hanno avuto l'occasione di incontrare e di intervistare Monster Chetwynd\, artista la cui mostra Il Gufo con gli Occhi Laser è presentata alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo fino al 31 marzo 2019.\nDa questo momento di scambio e dialogo è nato un percorso di approfondimento legato non solo alla mostra di Monster Chetwynd\, ma anche a quelle di Rachel Rose\, Andra Ursuta e Lynette Yiadom-Boakye. Gli studenti hanno infatti realizzato\, con il supporto di tutor professionisti\, un video per ognuna di esse\, frutto del loro loro personale e inedito sguardo sulle opere\, sulle tematiche trattate dalle artiste e sulle sensazioni e reazioni provate.\nGli studenti della IIID racconteranno al pubblico la loro esperienza giovedì 21 febbraio alle 18.00 nell'auditorium della Fondazione. Oltre agli studenti\, alle loro famiglie e ai loro insegnanti\, saranno presenti Patrizia Sandretto Re Rebaudengo\, Antonella Parigi\, Assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte\, Antonio Balestra\, Dirigente Scolastico del Liceo Artistico Statale Renato Cottini e Elena Maria Olivero\, regista e tutor per la produzione video.\nA seguire\, la visita alle mostre di Monster Chetwynd e Andra Ursuta\, e l'inaugurazione della mostra The Promised Land di Michael Armitage. \nEasy Pieces è un progetto a cura del Dipartimento Educativo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo\, in collaborazione con il Liceo Artistico Statale Renato Cottini\, e realizzato grazie al contributo della Regione Piemonte. \nInformazioni: dip.educativo@test.fsrr.org / 011-3797631\nFondazione Sandretto Re Rebaudengo\nvia Modane 16 – 10141 Torino
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SUMMARY:DANCING IN THE PARK
DESCRIPTION:DANCING IN THE PARK\nIncontri di Danza Creativa all’aperto\, dedicati a persone con malattia di Parkinson\, caregiver\, operatori e amici \nWINTER EDITION! IL PARCO DEI DESTINI INCROCIATI\nMercoledì 20 Febbraio 2019 – ore 14.00 \nDancing In The Park è un progetto a cura di Elena Maria Olivero – danzaterapeuta e formatrice – che valorizza\, attraverso il movimento inteso come strumento di presenza e azione nel mondo\, il legame di chi ha il Parkinson con l’ambiente sociale\, culturale e paesaggistico.\nDiversamente dal primo appuntamento\, realizzato nel giardino della Galleria di Arte Moderna di Torino\, questo appuntamento invernale non si svolgerà all’aria aperta\, ma in un “parco” molto particolare: all’interno della mostra Il Gufo Con Gli Occhi Laser\, dell’artista britannica Monster Chetwynd.\nCi muoveremo fra maschere buffe e mostruose\, animali strambi\, spazi in cui intrufolarsi ed enormi tarocchi che evocano il racconto di Italo Calvino Il Castello Dei Destini Incrociati. “Personaggi farseschi\, marionette\, macchine di scena\, travestimenti e fondali: in sintonia con questa esplosione di energia che trasforma il mondo in un teatro vivo\, l’universo visivo dell’artista è esuberante\, pittoresco\, travolgente”.\nAl termine della pratica\, il racconto della mostra a cura del Dipartimento Educativo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e una merenda offerta da Associazione Italiana Parkinsoniani e Associazione Amici Parkinson Piemonte.\nL’evento è gratuito e possono partecipare persone con il Parkinson\, familiari o amici\, operatori e altre persone interessate a condividere l’esperienza. I posti sono limitati ed è indispensabile prenotarsi.\nL’evento è promosso da AIP-AAPP in collaborazione con il Dipartimento Educativo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Dancing In The Park è un progetto a cura di Elena Maria Olivero. \nInfo e prenotazioni @Associazione Italiana Parkinsoniani e Associazione Amici Parkinson Piemonte:\n011 311 93 92 / Numero Verde 800 88 44 22\ninfo@parkinsoninpiemonte.it\nwww.parkinsonpiemonte.it\nwww.elenamariaolivero.stranifiori.net
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SUMMARY:Dal museo alla scuola A/R
DESCRIPTION:Dipartimento Educativo Fondazione Sandretto Re Rebaudengo\nIstituto Albe Steiner \nGiovedì 31 gennaio 2019\nDalle 10.30 alle 12.30 \nDal museo alla scuola A/R\nDal museo alla scuola A/R è l’evento aperto al pubblico che nasce per raccontare la collaborazione tra Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Istituto Albe Steiner e che coinvolge le classi 4E\, 5E\, 4H\, 5I\, 4C\, 4D e 5AV. \nInsegnanti e studenti presenteranno i risultati dei percorsi legati alla grafica (mappe dello spazio espositivo\, invito all'evento finale\, collaborazione con l'ufficio stampa della Fondazione) all'audio-video (video dell'intervista con l'artista Rachel Rose\, realizzata in occasione dell'inaugurazione della sua mostra) e fotografica (documentazione di allestimento e disallestimento delle mostre\, workshop\, visite\, eventi\, inaugurazioni\, laboratori\, attività per famiglie). \nNello spazio espositivo della Fondazione sarà allestita la mostra che presenta una selezione delle immagini realizzate dagli studenti durante gli anni scolastici 2017/2018 e 2018/2019. \nLa partecipazione è libera\, fino a esaurimento dei posti disponibili. \nInformazioni: dip.educativo@test.fsrr.org / 011-3797631\nFondazione Sandretto Re Rebaudengo\nVia Modane 16 – 10141 Torino
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SUMMARY:Domeniche per famiglie
DESCRIPTION:Domeniche per famiglie\nLe domeniche al museo per famiglie sono laboratori dedicati ai bambini dai tre ai dieci anni\, aperti anche ai genitori: occasioni per vivere insieme gli spazi dell’arte contemporanea in modo attivo e giocoso. Si strutturano in visita della mostra in corso e attività di laboratorio\, appositamente progettate per favorire il dialogo tra adulto e bambino. \nDomenica 27 gennaio 2018\nRitratti di famiglia\nIn occasione delle mostre di Lynette Yiadom-Boakye\, Rachel Rose e Monster Chetwynd proponiamo un laboratorio sul ritratto di famiglia: negli spazi della Fondazione verrà allestito un set fotografico e le famiglie potranno utilizzare oggetti\, abiti e immagini\, un “guardaroba iconografico” a cui attingere per travestirsi e poi posare per lo scatto. Le immagini verranno stampate nel corso dell’attività\, perché ogni famiglia possa portare via la sua come ricordo dell’esperienza. \nOrario: dalle 16.00 alle 18.00\nCosto: 5 euro per ogni bambino partecipante. Prezzo speciale di 3 euro con Abbonamento Musei e Abbonamento Musei Junior. Gratuito per genitori e accompagnatori\, fino a un massimo di due persone. \nInformazioni e prenotazioni:\nDal lunedì al venerdì\, dalle 10.00 alle 18.00: 011-3797631\, dip.educativo@test.fsrr.org\nIl sabato e la domenica\, dalle 12.00 alle 19.00: 011-3797624\, biglietteria@test.fsrr.org
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LOCATION:Fondazione Sandretto Re Rebaudengo\, Via Modane 16\, Torino
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SUMMARY:Monster Chetwynd: l’arte libera
DESCRIPTION:Domenica 20 gennaio 2019\, ore 15.30 \nA conclusione di un progetto di Alternanza Scuola Lavoro\, la classe IV A del Liceo Scientifico Amaldi Sraffa di Orbassano condividerà con amici\, famiglie\, e con il pubblico del museo l'esperienza di avvicinamento alla mostra Il gufo con gli occhi laser\, di Monster Chetwynd. Gli studenti presenteranno il lavoro dell'artista nell'auditorium della Fondazione\, e poi in sala metteranno in scena la loro personale risposta all'idea di creatività libera festosa che anima il lavoro di Monster Chetwynd.
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SUMMARY:Luca Scarlini\, Tutti i colori del nero: suggestioni narrative della notte dell'immaginazione
DESCRIPTION:Giovedì 17 gennaio 2019\nOre 21.00 \nIl nero lega\, in una diversità di segni e sensi\, le opere delle mostre in corso alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Luca Scarlini ripercorre la mostra a più voci attuali\, intorno al concetto della nigredo\, nerezza del corpo e dell’anima\, tra le suggestioni di black memories di Lynette Yiadom-Boakye e i tarocchi oscuri di Monster Chetwynd\, tra le rivisitazioni barocche di Rachel Rose e l’Isis pop\, color vaniglia di Andra Ursuta. \nLuca Scarlini\, scrittore\, drammaturgo\, performance artist\, storyteller in solo e a fianco di musicisti\, danzatori e attori. Ha spesso lavorato a progetti con la scuola\, ha creato e diretto progetti sulla lettura\, e ha creato racconti per numerosi musei. Docente presso lo IED (Firenze\, Milano\, Roma)\, l’Università di Venezia\, l’Accademia di Brera\, la Scuola Holden di Torino. Sul tema dei musei ha scritto in numerose sedi; dal 2015 al 2016 è stato conduttore del programma Museo Nazionale su Radio3. Tra i suoi libri recenti: Memorie di un’opera d’arte (Skira)\, Ziggy Stardust. La vera natura dei sogni (ADD)\, L’ultima regina di Firenze. I Medici: atto finale (Bompiani)\, Il Caravaggio rubato. Mito e cronaca di un furto (Sellerio). \nLa visita è realizzata nell’ambito di Campo\, il corso per curatori italiani della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo\, in collaborazione con Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT. L'incontro è parte del ciclo di attività per il pubblico adulto realizzate con il contruibuto della Regione Piemonte. \nLa visita è gratuita e aperta al pubblico previa iscrizione: dip.educativo@test.fsrr.org o 011/3797631. \nLe mostre:\nLynette Yiadom-Boakye\, Opere dalla Collezione Sandretto Re Rebaudengo\, 2 novembre 2018 – 3 febbraio 2019\nRachel Rose\, Will-o-Wisp\, 2 novembre 2018 – 3 febbraio 2019\nAndra Ursuta\, Vanilla Isis\, 2 novembre 2018 – 31 marzo 2019\nMonster Chetwynd\, Il gufo con gli occhi laser\, 2 novembre 2018 – 31 marzo 2019.
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SUMMARY:PANE AL PANE. La cena dei dodici
DESCRIPTION:Alessandro Sciaraffa e Alessandro Mecca\nPANE AL PANE\nLa cena dei dodici\nFondazione Sandretto Re Rebaudengo\ngiovedì 13 dicembre 2018\, ore 21. Ingresso libero \nPane al pane è una performance concepita da Alessandro Sciaraffa insieme ad Alessandro Mecca\, un artista e uno chef che hanno dialogato e lavorato insieme per trasformare la galleria della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo in uno spazio che unisce espressività e convivialità. Pane al pane è una tappa sperimentale della Cena dei dodici\, un progetto di Alessandro Sciaraffa avviato nel 2017\, basato sulla collaborazione con artisti e personalità provenienti dal mondo della musica\, del teatro\, della letteratura\, del cinema\, della scienza\, della cucina. Il tema e il fine della performance è la condivisione dei “gusti”: attraverso il pane\, coinvolge il pubblico in una situazione che intreccia l’azione del guardare e dell’assaggiare\, dell’offrire e del ricevere.\nLa performance nasce da un laboratorio al quale parteciperanno dodici invitati. È liberamente ispirata alla mostra personale di Monster Chetwynd\, Il gufo con gli occhi laser (2 novembre 2018 - 30 marzo 2019). È l’occasione per trascorrere una serata in Fondazione\, assistere alla performance\, visitare o rivedere le personali di Lynette Yiadom-Boakye\, Rachel Rose\, Andra Ursuta\, Monster Chetwynd e per conoscere Spazio7. \nPane al pane è l’esito di un laboratorio promosso dall’équipe di mediazione culturale della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo nell’ambito del ciclo di workshop dedicati ai pubblici adulti\, realizzato con il contributo della Regione Piemonte. \nAlessandro Sciaraffa (Torino 1976) è un artista poliedrico. La sua ricerca è incentrata sulla sperimentazione sonora e musicale\, con una forte connotazione performativa\, scultorea e installativa. Le sue sono opere sinestetiche dove lo spettatore partecipa a un processo di autopoiesi. Ha ricevuto diversi riconoscimenti nazionali e internazionali tra cui il premio Stockhausen in trio con Luca Congedo e Fabrizio Rosso. Le sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche. Ha esposto in Italia\, a Torino alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo\, alla GAM - Galleria Civica d’Arte moderna e contemporanea e alla Fondazione Merz\, a Venezia alla Fondazione alla Serra dei Giardini della Biennale\, a Milano al Museo della Permanente e alla Triennale\, a Roma al Museo MAXXI e al CIAC Castello Colonna a Genazzano. All’estero ha partecipato a numerose mostre: al Musèe Ocèanographique de Monaco\, al Base sous-marine di Bordeaux in Francia\, alla Stockhausen Fondation for the music in Germania\, a Biruchy in Ucraina\, al Chopo University Museum in Messico\, allo Studio Uno della Radio Svizzera di Lugano\, al Nicati Festival a Berna in Svizzera. È rappresentato in Italia dalla Galleria Giorgio Persano di Torino\, in Francia dalla Galerie\nItalienne di Parigi\, in Germania dalla Galleria Mazzoli di Berlino. \nAlessandro Mecca\, classe 1984\, inizia la sua carriera nel ristorante di famiglia\, "Crocetta" di Torino\, dove impara le basi fondamentali del lavoro di un cuoco e scopre la passione per la cucina tradizionale italiana. Dal padre apprende la maniacale ossessione per la ricerca della materia prima\, il rispetto del lavoro e dei rapporti interpersonali con fornitori e dipendenti. Nel suo curriculum figurano esperienze al ristorante Guido da Costigliole\, Al Sorriso di Soriso e La Ciau del Tornavento a Treiso\, fino all’esperienza al DOM di San Paolo con Alex Atala\, uno dei maggiori esponenti della cucina contemporanea sudamericana. Arriva a Spazio7 nel settembre 2015\, dopo tre anni all’Estate di San Martino a Villanova d’Asti. \nRistorante\, caffetteria\, trattoria contemporanea\, location per eventi: queste le anime che convivono a Spazio7\, luogo di incontro tra la cucina italiana e la naturale sperimentazione che nasce dall'essere parte integrante di uno dei centri più importanti dedicati all'arte contemporanea\, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. A tre anni dalla gestione di Emilio Re Rebaudengo\, il ristorante Spazio7 riceve la sua prima stella Michelin.
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SUMMARY:Destroy All Monsters!
DESCRIPTION:6 dicembre 2018\, dalle 20.30 alle 21.30 \nDestroy all Monsters! è l’evento aperto al pubblico che chiude il progetto Incontri di avvicinamento all’arte contemporanea per l’anno scolastico 2018-2019\, che ha coinvolto le classi IA\, IG e IL del Liceo Classico Musicale Cavour. \nGli studenti delle tre classi hanno partecipato a sette incontri curati dal Dipartimento Educativo della Fondazione\, durante i quali hanno visitato le mostre personali di quattro artiste: Monster Chetwynd\, Rachel Rose\, Andra Ursuta e Lynette Yiadom-Boakye\, approfondendone caratteristiche e contenuti\, interpretando immagini\, tecnologie e sperimentazioni\, con l’obbiettivo di trasmettere attraverso parole e azioni la propria esperienza. Gli studenti hanno inoltre avuto l'occasione di conoscere l'artista Monster Chetwynd\, durante un incontro dedicato alle scuole secondare di II grado nel mese di ottobre.  \nGiovedì 6 dicembre 2018 si trasformeranno in mediatori culturali d’arte contemporanea\, in narratori e performer per raccontare al pubblico il proprio punto di vista sulle mostre. \nA partire dalle 20.00\, nell'auditorium della Fondazione\, saranno proiettati i video di documentazione delle passate edizioni del progetto.  \nInformazioni: dip.educativo@test.fsrr.org / 011-3797631\nFondazione Sandretto Re Rebaudengo\nvia Modane 16 – 10141 Torino
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SUMMARY:Chi ha paura delle streghe?
DESCRIPTION:DOMENICA AL MUSEO PER FAMIGLIE\nChi ha paura delle streghe?  \n2 dicembre 2018 \nChi ha paura delle streghe? è un laboratorio ispirato alle opere delle artiste Rachel Rose e Monster Chetwynd. Video\, sculture\, collage e pittura accompagneranno grandi e bambini in un mondo parallelo popolato da streghe seicentesche\, fuochi fatui\, animali impossibili e personaggi tratti dai tarocchi\, dove magia\, folklore e ironia si confondono. \nOrario: dalle 16.00 alle 18.00\nCosto: in occasione del Festival dell'Educazione il laboratorio è gratuito con prenotazione obbligatoria. \nInformazioni e prenotazioni:\nDal lunedì al venerdì\, dalle 10.00 alle 18.00: 011-3797631\, dip.educativo@test.fsrr.org\nIl sabato e la domenica\, dalle 12.00 alle 19.00: 011-3797624\, biglietteria@test.fsrr.org
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SUMMARY:At the crossroads of different pasts\, presents and futures
DESCRIPTION:21 novembre 2018 \nAt the crossroads of different pasts\, presents and futures \nSimon O’Sullivan | Mohamed Abdelkarim | Nicoline van Harskamp \nFondazione Sandretto Re Rebaudengo\nvia Modane\, 16 Torino \nh. 18:30 - 21:00 \nThe Institute of Things to Come inaugura l’edizione annuale 2018-2019 del programma\, TERRA INCOGNITA\, il 21 Novembre con At the crossroads of different pasts\, presents and futures\, una serata di lectures\, performances e video-proiezioni alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo\, Torino. Il termine “Terra Incognita” veniva utilizzato nella cartografia antica per indicare quelle terre non ancora esplorate. Per questa edizione\, The Institute si è servito di questo riferimento come punto di partenza speculativo\, per riflettere su territori e mondi inventati da artisti\, che sono serviti come siti letterali o metaforici di sovversione\, anti-autoritarismo\, utopia e fantasia. \nL’evento di apertura del programma annuale\, At the crossroads of different pasts\, presents and futures riflette sulle rappresentazioni standardizzate delle narrazioni storiche\, sull’intrecciarsi di differenti piani temporali e sulla trasmissione come potenziale forma di resistenza a strutture di potere. Gli artisti invitati\, Simon O’Sullivan\, Mohamed Abdelkarim e Nicoline van Harskamp abitano mondi costruiti con logiche del tutto personali\, luoghi dove comunità immaginarie\, personaggi inventati e figure storiche intrecciano le loro vite per produrre contro-narrazioni che raccontino l’esistenza di paesaggi e temporalità fantastiche. L’artista Simon O’Sullivan discute di mito-poesis\, mito-scienza e mito-tecnica interpretando la finzione come una strategia contro l’attuale terreno politico che utilizza tecniche post-fattuali dominate dalla post-verità; Nicoline van Harskamp presenta il suo film PDGN che racconta di un futuro non controllato da governi nazionali o corporazioni globali\, dove un nuovo linguaggio si sta sviluppando tra gli individui attraverso tecniche di auto-istruzione volontaria; infine l’artista Mohamed Abdelkarim mette in scena When it comes to truth I wouldn’t dare to tell it\, un’antologia narrativa e fittizia costituita da aneddoti\, poesie\, canzoni\, drammi radiofonici che rileggono la Storia ed il suo impatto su differenti aspetti sociali. \nSIMON O’SULLIVAN\nFictioning: Mythopoesis\, Myth-science and Mythotechnesis\ntalk di 30 minuti in inglese \nLa lecture tratterà delle molteplici possibilità della finzione. Simon O’Sullivan è interessato a come queste pratiche (che lui definisce come fictioning) possano costruire altri mondi: una contro-strategia che si oppone alla post-fattualità e post-verità\, presenti nel terreno politico odierno. O’Sullivan discuterà anche di alcuni progetti di ricerca collettivi (in collaborazione con David Burrows)\, che riflettono sul mitopoesis\, mito-scienza e mito-technesis\, e trattano della sequenzialità storica tra questi fenomeni ricordando\, primariamente\, l’idea dei loop temporali ricorrenti tra differenti passati\, presenti e futuri. \nNICOLINE VAN HARKSAMP\nPDGN\n2016\, Video a un canale\, 16’ 53’’\, con sottotitoli in italiano \nPDGN è un film che ritrae un futuro in cui il mondo non è più gestito da governi nazionali o corporazioni globali\, né utopistico né distopico. Un nuovo linguaggio si sta diffondendo e sviluppando tra le popolazioni mondiali attraverso forme di auto-istruzione volontaria. Lo script per PDGN è stato costruito grazie a una serie di workshops nei quali sono state coinvolte persone di differenti nazionalità che parlano inglese ma non come prima lingua. Alcuni aspetti del linguaggio e della narrativa sono stati presi in prestito dalla letteratura femminista – che propone sistemi di cambiamento del linguaggio – tra questi\, Women on the Edge of Time di Marge Piercy (1976) e Native Tongue (1984) di Suzette Haden Elgin. Il linguaggio della sceneggiatura è stato ulteriormente sviluppato applicando ipotetici fattori comuni dell’evoluzione del linguaggio nelle aree della sintassi\, del lessico e della fonetica. Questi “fattori di distorsione” sono stati concettualizzati con l’aiuto di accademici che operano nei campi degli studi creoli\, di linguistica computazionale e di acquisizione linguistica\, nonché esperantisti\, inventori di lingue ludiche in collaborazione con le attrici principali Ariane Barnes\, Mouna Albakry e Paula So Man Siu. \nMOHAMED ABDELKARIM\nWhen it comes to truth I wouldn't dare to tell it\nA narrative anthology consists of anecdotes\, poems\, songs and radio drama. \nperformance con sottotitoli in italiano\, 40 minuti \nLa performance è l’episodio finale del progetto Dramatic episodes about Locomotion (2014-2017). In questo caso\, vengono ripercorse diverse storie\, già raccontate nelle performances precedenti\, tramite le parole del performer Haroun Kanshour\, che l’artista ha immaginato e incontrato. La narrazione svela le storie di personaggi marginalizzati e rinnegati da quella che è ricordata come la Storia\, con la s maiuscola.\nDramatic episodes about Locomotion è un progetto a lungo termine\, che intende rileggere e riesaminare concettualmente i disastri provocati nella storia e gli impatti su differenti fenomeni sociali tra cui religione\, genere e nazionalismo. Inoltre\, Abdelkarim utilizza vicende appartenenti al Medioevo come strumenti e paradigmi per comprendere vicende contemporanee. \nBiografie\nSimon O’Sullivan è professore di Teorie e Pratiche dell’Arte nel Dipartimento di Culture Visive presso il Goldsmiths College\, Università di Londra. Ha pubblicato due monografie per Palgrave\, Art Encounters Deleuze and Guattari: Thought Beyond Representation (2005) e On the Production of Subjectivity: Five Diagrams of the Finite-Infinite Relation (2012)\, inoltre è co-editore (con Henriette Gunkel e Ayesha Hameed) di Futures and Fictions (Repeater\, 2017) e (con Stephen Zepke) di Deleuze\, Guattari and the Production of the New (Continuum\, 2008) e Deleuze and Contemporary Art (Edinburgh University Press\, 2009). Simon O’Sullivan è anche un artista\, come tale è parte di un collettivo\, Plastique Fantastique (con David Burrows e altri). Attualmente è impegnato nella elaborazione di una raccolta di scritti\, insieme a David Burrows\, dal titolo\, Fictioning: The Myth-Function of Contemporary Art and Philosophy. \nNicoline van Harskamp ha studiato alla Royal Academy of Visual Arts\, KABK\, a L’Aia\, e presso il Chelsea College of Art and Design di Londra. Le sue opere sono state presentate presso BAK Utrecht; KunstWerke\, Berlino; Kunstraum\, Londra e BMW Tate Live Performance Room. Ha presto parte alla Biennale di Sidney; all’Eva International Limerick; a Manifesta 9 Genk; alla Biennale di Gothenburg e quella di Bucharest; e a mostre presso Witte de With\, Rotterdam; CAAC\, Siviglia; Kadist\, Parigi; Rotor\, Graz; FRAC\, Lorraine; e Clark House\, Bombay. Nel 2009 ha vinto il Prix de Rome. Attualmente insegna al Sandberg Institute di Amsterdam e alla Kunstakademie di Münster. \nMohamed Abdelkarim è nato a Minya (Egypt)\, nel 1983. Dopo aver scritto la sua tesi magistrale sul knowledge engagment presso ECAV\, Svizzera\, nel 2014\, Abdelkarim si è dedicato alla produzione di performance basate su testi\, mantenendo un approccio di ricerca multidisciplinare che potesse accomunare narrazione\, canto\, danza\, ricerca e scoperta.\nLa sua pratica si avvale di questi aspetti\, utilizzando un preciso focus sul viaggio\, la locomozione\, le storie rinnegate e la letteratura picaresca: una serie di fortuiti e non-lineari incontri con concetti\, finzioni\, e quasi-verità e con i cosiddetti fatti storici\, sono raccolti per costituire un canovaccio e un archivio di eventi e storie. In questo contesto\, la sua pratica mostra come questi racconti vengono prodotti. Parte della sua pratica performativa\, il progetto “Tadbikat” raccoglie (e sintetizza) lectures\, dibattiti\, letture di gruppo\, ricerche e creative\, organizzando notti performative dal titolo Live Praxes.
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SUMMARY:OPENING: RACHEL ROSE\, LYNETTE YIADOM-BOAKYE\, ANDRA URSUTA\, MONSTER CHETWYND
DESCRIPTION:2 novembre 2018\, ore 19\nOpening di\nRachel Rose. "Wil-O-Wisp"\, Lynette Yiadom-Boakye\, Andra Ursuta. "Vanilla Isis"\, Monster Chetwynd. "Il gufo con gli occhi laser" \nRachel Rose. Wil-O-Wisp\nLa mostra personale di Rachel Rose presenta l’anteprima europea della videoinstallazione Wil-O-Wisp\, 2018\, prima opera prodotta in collaborazione con il Philadelphia Museum of Art nell’ambito della Future Fields Commission in Time-Based Media\, un programma di committenze pensato per sostenere la ricerca innovativa di giovani artisti internazionali. Le opere video di Rachel Rose indagano il nostro ambiente saturo di immagini e le rappresentazioni della Storia. In questo lavoro l’artista volge la sua attenzione a un momento storico tumultuoso\, l’Inghilterra del tardo 1500\, e la persecuzione delle donne accusate di stregoneria. \nLynette Yiadom-Boakye\nLa mostra presenta una selezione di opere dalla Collezione Sandretto Re Rebaudengo. L’artista di origine ganese e nazionalità inglese\, già finalista del prestigioso Turner Prize\, è nota per la sua ricerca pittorica incentrata sulla rappresentazione della figura umana\, in particolare personaggi fittizi\, sempre di colore\, attraverso i quali l’artista riflette su questioni identitarie così come sulla specificità del medium pittorico. \nAndra Ursuta. Vanilla Isis\nLa Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta la mostra personale di Andra Ursuta\, artista di origine romena che vive a New York. Attraverso le sue sculture ed installazioni\, l’artista indaga con tetro umorismo la vulnerabilità dell’uomo nell’età contemporanea\, dando spesso vita ad opere irriverenti e provocatorie. L’esposizione presenterà lavori esistenti e nuove produzioni incentrate sui temi della propaganda e del rapporto tra estremismo e cultura popolare. \nMonster Chetwynd. Il gufo con gli occhi laser\nLa Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta la mostra personale di Monster Chetwynd\, artista britannica di base a Glasgow. Attraverso l’unione di diversi medium – tra cui performance\, scultura\, pittura\, installazioni e video – l’artista indaga con forza la relazione tra arte e teatro\, creando opere di forte impatto culturale. La mostra in Fondazione presenterà una serie di nuove opere pittoriche in cui l’artista ripropone in forma di immagine elementi derivati da precedenti performance\, e un nuovo progetto performativo che sarà presentato in occasione di Artissima.
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