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SUMMARY:The Institute of Things to Come. Bedwyr Williams – Echt
DESCRIPTION:Opening: 9 febbraio 2017\, ore 19 \nLa Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta The Institute of Things to Come (a cura di Ludovica Carbotta e Valerio Del Baglivo)\, un centro di ricerca temporaneo sul futuro che da febbraio a settembre 2017 proporrà un ciclo di quattro mostre personali collegate a un programma di formazione.\nThe Institute of Things to Come è realizzato con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando ORA! Linguaggi contemporanei produzioni innovative. \nPer il primo capitolo (dal 9 febbraio al 26 marzo\, opening il 9 febbraio alle 19) di The Institute\, l’artista Bedwyr Williams presenta Echt\, un’installazione filmica ambientata in un futuro prossimo nel quale le istituzioni britanniche e i sistemi di governo sono crollati\, ed il regime in corso è caratterizzato da un sistema feudale accelerato. \nIl suo film fantasioso\, immagina un futuro in cui un evento apocalittico ha costretto l’umanità a riformare la società\, dopo aver cancellato le regole sociali precedenti. In questo nuovo mondo nel quale lo status sociale si basa sul consumo smisurato\, figure di accumulatori compulsivi sono divenuti re. Questi accumulatori di oggetti e spazzatura hanno installato i loro centri di controllo in discoteche e locali notturni dismessi\, e sono accompagnati da una serie di personaggi acutamente descritti dalla voce narrante di Williams. L’interesse principale di Bedwyr Williams si fonda sull’immaginazione di scenari catastrofici e sugli effetti che essi hanno sulla vita quotidiana delle persone. Le sue performance\, film e installazioni trattano spesso di un futuro distopico\, nel quale gravi problematiche sono minimizzate da momenti di umorismo assurdo o da osservazioni banali. \nNei suoi progetti precedenti\, Williams ha costruito un osservatorio stellare come omaggio agli astronomi amatoriali o ha assunto i panni di differenti personaggi\, come il “predicatore orbo”\, il “mietitore cupo”\, o anche il “Conte Polline”. Il suo lavoro è stato mostrato in varie istituzioni tra cui Barbican Curve Gallery (London)\, The Whitworth (Manchester)\, Tramway (Glasgow)\, IKON (Birmingham) and Kunstverein Salzburger. Williams ha rappresentato il Welsh Pavilion per la 55 Biennale di Venezia nel 2013 ed è finalista del premio Artes Mundi 7\, 2016. Collegato alla mostra personale\, dal 7 al 9 febbraio\, Bedwyr Williams condurrà con l’artista Tai Shani Demonio! Demonio!\, un laboratorio filmico e performativo che esplora le rappresentazione del “Sé Demoniaco”\, nel quale la città di Torino funzionerà come sfondo per costruire questo autoritratto malevolo e teatrale. I partecipanti selezionati sono Elena Bellantoni\, Sara Bonaventura\, Edmund Cook\, Jürgen Dehm\, Carl Gent\, Aoibheann Greenan\, Jaime González Cela y Manuela Pedrón Nicolau\, Inda Peralortega\, Ambika Thompson\, Camille Tsvetoukhine\, Lucia Veronesi\, Saul Williams. \nFondazione Sandretto Re Rebaudengo\nVia Modane\, 16\n10141\, Torino – Italy\nwww.fsrr.org\nwww.theinstituteofthingstocome.com\ninfo@theinstituteofthingstocome.com
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SUMMARY:Avremo sempre Parigi
DESCRIPTION:Serena Dandini presenta\nAvremo sempre Parigi. Passeggiate sentimentali in ordine alfabetico \nFondazione Sandretto Re Rebaudengo\n31 gennaio 2017\, ore 19 \nMartedì 31 gennaio 2017\, alle 19\, Serena Dandini presenta il suo nuovo libro\, “Avremo sempre Parigi” (Rizzoli Editore) nell’Auditorium della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Dialoga con l’autrice Cesare Martinetti\, editorialista de La Stampa e direttore di Origami.\nScheda del libro:\n«È colpa di Parigi se le mie passeggiate sentimentali sono in disordine alfabetico. Sono troppe le suggestioni e le presenze che si aggirano per la città per mantenere fede a un dizionario canonico. Il vento del Nord\, che in certe sere d’autunno diventa forte e dispettoso\, mi coglie sempre di sorpresa scompigliandomi i pensieri e soprattutto le lettere. Serge Gainsbourg è finito alla S\, ma il suo posto d’onore poteva tranquillamente essere alla D di Dandy\, accanto a una schiera di gentiluomini che insieme a Oscar Wilde hanno tenuto alto a Parigi il vessillo di questo club ricercato.»\nÈ così che Serena Dandini presenta questo suo alfabeto amoroso in cui ci accompagna dalla A di Arrondissement alla Z di Zinc attraversando la G di Gare\, la M di Muri e la V di Verne. Una passeggiata vivace e imprevedibile per la sua città preferita\, dove le passioni dell’autrice ci svelano a ogni angolo suggestioni\, storie\, personaggi indimenticabili e posti segreti da visitare di persona alla prima occasione o semplicemente sognare adagiati sul divano di casa. La strada di Montparnasse che una pioniera della Nouvelle Vague ha trasformato in una spiaggia\, i bistrot in cui Hemingway e Fitzgerald si confessavano i loro crucci più intimi\, i giardini sorti per il capriccio di una regina o l’intuizione di un banchiere filosofo\, le nuove vie della street art… Come i protagonisti di Casablanca\, anche noi «avremo sempre Parigi»\, che pure in questi anni duri continua a stupirci con la sua formidabile bellezza e la sua capacità di rialzare la testa. Da un’autrice poliedrica\, una nuova avventura letteraria all’insegna della joie de vivre che oggi più che mai è giusto tributare a questa città unica.\n–\nSERENA DANDINI ha ideato e condotto importanti programmi televisivi e radiofonici\, scritto e diretto pièce teatrali e pubblicato con grande successo diversi libri\, tra cui Dai diamanti non nasce niente (2011)\, Grazie per quella volta (2012)\, Ferite a morte (2013) e il romanzo Il futuro di una volta (2015)\, tutti editi da Rizzoli.
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