Stefano Arienti

22 marzo 2005 – 8 maggio 2005

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

A cura di Anna Mattirolo e Guido Schlinkert

 

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino presenta la mostra monografica di Stefano Arienti, curata da Anna Mattirolo e realizzata in collaborazione con la DARC e il MAXXI di Roma dove è stata proposta dal 5 novembre al 6 febbraio 2004.
La mostra rappresenta una versione ampliata dell’esposizione di Roma e offre una significativa selezione della produzione dell’artista. La ricerca di Stefano Arienti (Asola, MN, 1961) affronta molti dei temi legati al complesso “sistema della visione” nella convinzione che la pratica artistica possa contribuire a risvegliare le percezioni sopite dalla sovraesposizione agli stimoli a cui siamo sottoposti. In tal modo si rivolge allo spettatore coinvolgendolo in un processo mentale indipendente, critico e consapevole.
Attivo dal 1985, Arienti utilizza e manipola materiali di uso comune sperimentando ed elaborando di volta in volta tecniche e metodologie inedite. Piegando, traforando o bruciando la carta, cancellando testi e immagini, ricalcando stoffe e fotografie, l’artista lascia entrare il pubblico nel suo mondo dominato da atti apparentemente ripetitivi, gesti ludici presi in prestito dai bambini, dalla leggerezza e dal gioco.
Le opere scelte per l’occasione offrono un quadro organico dell’attività di Arienti, dai primi esempi fino ad opere pensate appositamente per l’esposizione. Ne risulta uno spaccato della complessa personalità di un artista versatile che ha saputo reinventare in modo efficace il proprio linguaggio diventando uno dei punti di riferimento dell’arte italiana degli ultimi vent’anni.
La mostra alla Fondazione comprende oltre sessanta opere, tra cuiCopertine italiane, Il tempo considerato come una spirale di pietre semipreziose, Oggi sposi (una raccolta di 900 oggetti tra annunci di matrimoni e striscioni appesi per gli sposi nelle strade di provincia di tutto il territorio nazionale), Puzzle, Pongo, Traforati, Turbine offrendo una visione esaustiva dell’opera di questo artista che sperimenta ogni possibile potenzialità dei materiali che decide di elaborare.
Il catalogo della mostra Stefano Arienti è edito da 5 Continents Editions (Milano). A cura di Anna Mattirolo e Guido Schlinkert, contiene testi introduttivi di Pio Baldi, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e Paolo Colombo, e testi critici di Francesco Bonami, Anna Mattirolo, Angela Vettese, Tiziano Scarpa e Corrado Levi e una sezione di schede critiche sulle opere.

Parallelamente alla mostra viene presentata la rassegna a cura di Emanuela De Cecco Visioni dall’interno. Si tratta di una serie di incontri con critici che, negli anni, si sono occupati del lavoro dell’artista, intesi come occasione di approfondimento sul contesto nel quale si è sviluppato il suo percorso.