Zone. Especès d’Espaces

26 settembre 1999 – 7 novembre 1999

Palazzo Re Rebaudengo Guarene d'Alba

A cura di Francesco Bonami

 

Interrogandosi sempre più a fondo intorno all’idea di una collezione per il XXI secolo, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per l’Arte presenta la seconda edizione di Zone, curata da Francesco Bonami, quest’anno intitolata Especès d’Espaces (Specie di Spazi), titolo in omaggio all’omonimo libro del 1974 dello scrittore francese George Perec.
Le opere in mostra rispecchiano l’idea di una collezione che indaga sul proprio ruolo alle soglie del 2000, allargando lo sguardo oltre i confini ormai dissolti del collezionismo occidentale moderno e contemporaneo. Molteplici luoghi si intrecciano attorno a un’idea e a un modello che abbandonano la propria centralità per avvicinarsi alle energie emergenti dell’arte contemporanea, energie che fino a pochi anni fa erano considerate marginali o più semplicemente forme erudite di un folklore lontano. Oggi queste marginalità sono le ghiandole di una cultura comune sempre più collettiva e diversificata. Artisti come Yinka Shonibare, Anish Kapoor, William Kentridge, insieme a tutta una nuova generazione di artisti contemporanei, guardano alla trasformazione della società attraverso i percorsi sempre più complessi dei linguaggi creativi delle realtà artistiche di oggi.
Questi artisti, tuttavia, a differenza della generazione degli anni ’70, non producono arte politica, ma si concentrano sulle possibilità politiche dell’arte come strumento visivo specifico. Una collezione, allora, non è una semplice serie di movimenti strategici paralleli a un mercato anoressico o incontinente, ma è una testimonianza coinvolgente di una cultura in continua espansione come quella contemporanea. L’occidente è tornato ad essere una parte del mondo, non più il cuore artificiale del pianeta. Zone quest’anno raccoglie diverse Specie di Spazi: mentali, geografici, storici. Spazi che suggeriscono altri spazi, altri possibili percorsi della cultura che, attraverso mezzi diversi, tenta di raccontare il mondo e i suoi problemi, i suoi successi e i suoi fallimenti, in un continuo dialogo con l’altro che oggi è diventato il nostro stesso riflesso, trasformando la società in un mondo di altri fra altri.

 

Artisti in mostra
Thomas Hirshhorn, Anish Kapoor, William Kentridge, Udomsak Krisanamis, Paola Pivi, Yinka Shonibare, Cerith Wyn Evans, Italo Zuffi.